10 anni di blog?

Ah, davvero? Risponde lo Yano.

Devo essere sincero: internet è entrato in casa mia sì una decina di anni fa, ma io dei blog ne sarò venuto a conoscenza… boh, non mi ricordo, ma di certo chi lo sospettava?
Eheh, io ero preso a giocare a Ultima (prima) e crearmi spasmodiche community free (poi) e sinceramente, davvero non ho idea di come ho scoperto questo triste mondo malato della blogosfera.

Posso spingermi, con i ricordi, a massimo due anni fa, quando scoprii “A” come Ingoranza e, in rapida succione Brullonulla (che ancora instisto a scrivere Brunonnulla), la defunta Sociopatica per poi scoprire Hate Club (anche lei morta) e infine Sw4n (che tra l’altro mi ha fatto conoscere i 5 blog che leggo quotidianamente, tra cui Le Malvestite, Eriadan, Malafemmena, ma cito anche il mio idolo personale Claudio di Raptxt e Dandyna che si è trasferita qui, ma ancora devo capire i suoi post).

All’inizio, terminati i discorsi noiosi, pensavo tra l’altro che i blog fossero degli inutili sitarelli di merda riportanti indiscrezioni più o meno hot sulla vita di chissàchi. Effettivamente, fatta eccezione per quei 3 blog che ho citato sopra, effettivamente il resto della blogosfera che conoscevo era (fenomeno che, ahinoi) costellato di glitterose immagini di dodicenni speudonaturali. Provo a ricordarmene qualcuna, ma sembro davvero non riuscirci.

Poi, decisi di aprire un blog con il Wedra. Poi CentralDogma si trasformò in blog / forum e infine diventò quello che è ora. Un lento mutare che mi ha portato a ridiscutere completamente il fenomeno “blog” (e poterlo così rivalutarlo) fino a sottomettermi ad esso.

A livello pratico, i blog permettono davvero a chiunque di esprimersi. Insomma, l’avvento dei blog è stata davvero una rivoluzione, dato che è facile crearsene uno e poter così entrare prepotentemente nel www. Pensieri, idee, ma anche lezioni, curiosità e quant’altro in maniera leggibile e veloce, cosa che prima era impossibile fare senza conoscenze adeguate. Tant’è che, ad oggi, sono moltissimi i siti che si appoggiano a sistemi come wordpress per la gestione di articoli (oltre ai blog, intendo).

E nel mio mondo cos’è cambiato? Sinceramente niente, ma non è proprio vero. Il blog è un passatempo e passo diverso tempo a pensare a cosa scrivere o come cambiarlo per renderlo più gradevole (al sottoscritto). E’ stato anche la miccia di diverse discussioni (puff… se il Malu potesse parlare… ehi ma può!) e mi ha permesso di fare qualche nuova conoscenza.

Non so se ho esaudito la richiesta di Longinus (ehi, guarda che anch’io ti leggo, ma ho la brutta abitudine di commentare raramente), però la mia parte l’ho fatta.

Buon compleyanno!

Grazie ragazzi per la graditissima sorpresa, avrei voluto copulare sensibilmente con ogni uomo ma purtroppo data la mia scarsa resistenza sessuale non sarei riuscito a superare il primo step: la gamba del tavolo. E allora ho deciso di dichiarare la mia omosessualità con l’unico uomo in grado di comprendere e amare il mio stato: il Crasti (o Krusty?).

L’unico dubbio che mi rimane in testa è: chi è quella scema che sta in mezzo ai quattro culi nel bigliettino d’auguri? (bigliettino pieno di sorprese tra l’altro, grazie Malu per le spiegazioni post lancio). Strabello il portachiavi personalizzato (207 putenteee!) e il libercolo che mi ha donato nuova forza per conquistare il mondo uccidendo coccodrilli.

Ah, l’Italia intera sembra avermi fatto una sorpresa per il compleanno: trasportatori diretti a Milano hanno deciso di bloccare da lunedì a mercoledì le strade in segno di rispetto verso il loro Dio (che sarei appunto io) per poi riprendere giovedì, venerdì, sabato e domenica. Per fare in modo che il giorno speciale non sia solo uno, ma fino a venerdì prossimo. Al lavoro sarà lunga, davvero lunga, senza un giorno di pausa.

(E tutto questo per un cazzo, dato che l’ennesima presa per il culo è stata attuta)

Ah, Vale! (che oggi compie – conti matematici spropositati – 20 pesantissimi anni) sto ancora aspettando il Mr. Cake inviatomi! LO VOGLIO!

Grazie Amore per volermi bene e grazie dello splendido portafogli! A me serve, ma mi sa che più che un regalo questo è un contratto! Hai imposto troppe condizioni! Però hai distrutto i miei programmi per la serata in maniera superlativa! Ti adoro.

Le mie donne

Non essendo mai stato un latin lover, posso dire di aver conosciuto il carattere di solo quattro donne in tutto l’arco della mia vita. Anzi, posso dire che, di tutte quattro, la cosa che ho capito meglio è proprio farle incazzare di bestia

la morosa: pugni costanti, battutine su donne formose, poca voglia di fare quello che lei propone. “Amore, oggi facciamo 6 ore di shopping attraversando la lombardia in hovercraft 8 volte per scegliere un paio di stivaletti con il pelo di gnu albino?”. Sbarri un secondo gli occhi ed è finita…

la mamma: ehehe,eheheh. Si parte con un dito nel naso, un rutto a cena, per poi chiamarla per farle sentire il dolce suono di una scoreggia. Dopodichè, presentarsi a casa con la busta paga e due giochi del xbox nuovi di zecca. Per mia madre, il ToSo mi avrà prestato almeno 40-50 giochi e non ne vuole più uno indietro! Credo abbia smesso di crederci 45 giochi buoni fa.

la mia sorellina: pronunciare il suo nome abbinato a quello di qualunque tipo di oggetto / persona / animale la fa imbestialire. Ehehehe, è troppo divertente. Passami il telecomarta, spegni la martivu, spengi la martluce, dove si trova il caricamarterie? Andiamo a martgiare, mi scappa la marda!

la mia capa: basta una parola per scatenare L’INFERNO. Tornado avvolgono la mia scrivania, facendo svolazzare computer a destra e a manca mentre lei urlando impartisce ordini stile un film sulla guerra nel vietnam e insulta amici, parenti, colleghi, genitori e soprattutto divinità! (Fantastico)

    Sì, credo di aver finito anche con la lista di donne che conosco. Di certo :P

    Peccati… capitali?

    Odio

    Mentre scendeva le scale noi la sentivamo, burbera ed incazzata con il mondo. Come tutti i giorni, qualcosa andava storto e, ovviamente, era certo colpa di qualcun altro, non sua. Ancora prima di proferire parola, di salutare i suoi colleghi che, ogni giorno, si sbattono come suini da monta sulle cazzate che, arrogantemente, commette apposta perchè non può saperlo. Vipera, ancora prima di levare il piede dall’ultimo gradino, urla qualcosa e si lancia contro la finestra, sbattendola.

    “Quel cristo ha pure il raffreddore e manco per i coglioni che chiude la finestra con il freddo che fa”.

    Ora: avrei tirarle un calcio nella schiena, sbatterla a terra, prenderla per i capelli e picchiare il suo muso da puttana più volte contro lo spigolo della mia scrivania, insozzata dai batteri per i continui starnuti. Poi, dopo averla dissanguata passando sopra al suo cadavere con un muletto come fanno con i maiali, le avrei fatto passare due ore insieme a noi e insieme all’odore di 20 trasportatori sudici.

    Invece, come al solito, mi sono limitato a pronunciar con un filo di voce “muori stronza”.

    Risotto

    Difficoltà: Yano Ingredienti:

    •  riso (60 gr a persona o due pugni a persona)
    • un paio di dadi (quelli per il brodo)
    • mezzo bicchiere di vino bianco (il tavernello è ok!)
    • cipolla e burro
    • una bustina di zafferano (per 4 persone è ok)

    Preparazione In una pentolino fate bollire dell’acqua con un dado. Quando il dado si scioglie, in un’altra pentola soffriggete un po’ di cipolla insieme a due noci di burro (termini tecnici wtf). Quando la cipolla si colora un po’, buttateci dentro il riso e iniziate a farlo tostare. Mescolate in continuazione con un cucchiaio di legno per evitare che il riso si attacchi alla pentola.Quando il riso è un po’ tostato, versate un paio di mestoli di brodo nella pentola e continuate con il vostro mescolamento. In sostanza dovrete continuare, per un quarto d’ora, a versare brodo nel riso fino a quando si asciuga per poi ributtarci dentro ancora brodo. Se avete del vino bianco, versatecene un mezzo bicchiere dopo 5 minuti. Dopo 15 minuti circa (dipende molto dal tipo di riso che avete comperato), buttate lo zafferano e continuate a mescolare. Quando il brodo si asciuga, vi sarete belli che rotti i coglioni di mescolare e potrete mangiarlo! Consiglio della nonna: potete buttare della provola affumicata tagliata a cubetti insieme allo zafferano per rendere il riso ancora più squisito! 

    EmoSong for the moment: My Apocalipse (Escape the Fate)  

    Drink me all

    Caffè. La bevanda preferita da qualunque lavoratore. Impiegati, operai, dirigenti, tutti amano il caffè. E tutti lo odiano, dato che si sa, il caffè che si beve al lavoro fa sempre cagare. Eppure è un toccasana, la benzina del primo mattino, il giusto gusto dopo il pranzo o durante la sigaretta. Bere il caffè al lavoro è davvero un rito e fa sempre piacere, tranne quando capita la volta di offrirlo (a dieci persone).

    E quel rito, spesso, ti fa capire che:

    1. è una giornata di merda se in tasca non hai neanche 30 centesimi per un caffè e nessuno ha la chiavetta
    2. è una giornata di merda quando gli unici 30 centesimi che hai per un caffè vengono irrimediabilmente mangiati dalla macchinetta che poi, fatalità, si spegne per non riaccendersi più
    3. è una giornata di merda quando il tizio delle macchinette si dimentica di mettere l’acqua nella macchinetta del caffè e perdi i tuoi unici 30 centesimi per una tazzina sporca di polvere di caffè
    4. è una giornata di merda quando un collega ti chiede la chiavetta in prestito per un caffè e quella chiavetta non la vedrai mai più
    5. è una giornata di merda quando la macchinetta il caffè te lo prepara, ma si scorda di buttarti giù la paletta per mescolare
    6. è una giornata di merda quando prendi un caffè, soffi sul bordo per cacciare via un insetto e l’insetto casca, precipitosamente, all’interno del biacchere
    7. è una giornata di merda quando un collega – per sbaglio – pigia sul tastino del tea e tu, per cortesia, sei costretto a berlo, anche se fuori ci sono 40° C all’ombra e ti suda anche l’intestino
    8. è una giornata di merda quando chiedi al tuo collega se vuole qualcosa e dieci persone ti rispondono “io un caffè”
    9. è una giornata di merda quando rovesci un caffè sui documenti di un trasportatore, incazzato e dannatamente di fretta
    10. è una giornata di merda quando proprio un caffè dopo 8 ore di lavoro non sei riuscito a bertelo