Circa le ultime passioni dello Yano

E’ da qualche tempo che volevo parlare della mia ultima “passione”, il disegno a fumetti. Passione che risale al tempo della prima media, quando ancora prima di divorare manga e comics, inventavo insieme al mio compagno di banco di allora (Giacomo) il personaggio di Mister Kappa. Tipico supereroe con caschetto da motociclista che combatteva mostri per le tre facciate di un foglio A4 piegato in due (una facciata rimaneva per copertina, ovviamente) e che fu poi ripreso e migliorato da un altro amico che, durante le scuole medie, scrisse interi quaderni dedicati a lui.

Con gli anni poi, la passione del disegno è un po’ scemata ma comunque l’amore per i fumetti e sempre rimasta fino a che, qualche tempo fa, mi sono trovato a leggere Bakuman, fumetto giapponese nato dagli autori del più famoso DEATH NOTE, che raccontava di questi studenti desiderosi di diventare mangaka. Non so perchè, ma leggere quelle pagine ha fatto rinascere in me quella voglia di raccontare “a disegni”, sopita da tanto tempo. Mi sono messo sotto a disegnare fino a quando, un mese fa, un ragazzo di Zelo già dentro al mondo dei fumetti, ci ha proposto di partecipare ad un corso di fumetto e, ovviamente, non ho potuto dire di no.

Non nego che questo non possa essere l’ennesima delle mie passeggere passioni che tanto tutti conosciamo e abbiamo imparato ad accettare (soprattutto chi si trova costretto a sorbirsi sermoni dei miei ultimi apprendimenti su “argomento casuale”), ma devo dire che mi sto diverendo da matti e la voglia e la tentazione di mettermi a scrivere qualcosa è davvero tanta.

Così ho anche deciso a riprendere in mano il blog, pensando che avrei potuto parlare di fumetti – come se già non lo facessi, e anche – perchè no – di quello che sto facendo.

Compagno di questa nuova strada da percorrere è il Malu, che ha voluto davvero sfidare sè stesso provando a disegnare, con risultati direi sorprendenti. Chissà che il futuro non ci riservi straordinarie scoperte… no?

E dato che non fa mai male, una bella marchetta a Jacopo, nostro maestro nell’arte. Il suo blog è questo, dateci un occhio, perfaplis.

Silence plz

Parliamo di me. Quindi chi non è interessato, chiuda pure la scheda di Firefox o Chrome (o nel caso di babbazzi con Explorer, premete la X vicino alla parola CentralDogma appena qua in alto).

Fino a poco tempo fa credevo che il difetto più devastante del sottoscritto fosse la completa incapacità di prefissarsi obiettivi a lungo termine e soprattutto portarli a termine. Semplicemente, non sono mai riuscito a focalizzarmi su qualcosa per un tot di tempo che andasse oltre ai 10 minuti perchè, boh, la noia arrivava come una nebbia funerea e tutto l’entusiasmo che accumulavo svaniva tragicamente in una bolla di sapone.

Ecco no, il post non serve per dirvi che sono misteriosamente guarito e non ho bevuto magiche boccette dell’amore che promettono almeno 4 dita di cazzo in più e anche la risoluzione del mio problema comportamentale, perchè di fatto questo sono e questo rimango, anche se sto lentamente migliorando. Quello che volevo dire è quanto cazzo ho scoperto di non essere capace ad apprezzare il silenzio. Non so stare zitto, non so ascoltare, delle volte addirittura mi sento soffrire della sindrome dell’Io e forse, per questo, mi prendono quelle strane malinconie tanto tipiche ai segamentaioli.

Forse è solo la paura di non apparire sufficientemente interessante o il rischio di essere noioso. Del resto, nel mio curriculum vitae posso scrivere orgogliosamente (Malu correggimi se sbaglio) di essere un artista completo. Ecco, ecco, mi sta ritornando la sindrome dell’Io. Basta.

Da oggi chiudo, nuova lezione di vita. Si impara ad ascoltare.

Qualcuno ha qualcosa da dire / suggerire?

In cucina con lo Yano: riso al curry

Colpire il cuore della vostra damigella preferita è sempre più difficile al giorno d’oggi. Le donne, sempre più pretenziose e quanto mai accecate dal loro desiderio di parità di sessi, non sono mai soddisfatte da ciò che il maschio alpha le propone, rimanendo sempre ancorate alle vecchie credenze che vedono l’uomo in casa come una sorta di soprammobile completamente assorto di fronte al televisore durante una partita di calcio. Probabilmente, se state cercando di affondare la spada nella roccia, avrete pensato che un buon sistema è quello di proporle un bacchetto coi fiocchi, preparato esclusivamente da voi. Ovviamente, lasciate perdere soluzioni afrodisiache come pepata di cozze e tazzone di latte, nesquik e plasmon e lasciatevi consigliare da chi di queste cose se ne intende veramente. Perciò, chiudete pure CentralDogma.it e rivolgetevi altrove.

Se state ancora leggendo significa che probabilmente il vostro amore è di bocca buona e quindi potrete lasciarvi tentare dall’esperimento proposto da CentralDogma. Oggi impariamo a cucinare il riso al curry con spezzatino e verdure di campo cotte amabilmente in brodo qualunque.


Riso Al Curry

Cose da sapere

il curry è un composto di spezie di origine indiana. Pepe, cumino, coriandolo, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata e chi più ne ha più ne metta nel mortaio se volete farvelo da voi, ma consiglio vivamente di comperarlo all’Esselunga o al Gigante per pochi euro. Il risultato ne varrà pena, davvero. Nella cucina occidentale, per abitudine, quando si parla di curry ci si riferisce a diversi tipi di piatti che in comune hanno l’utilizzo di questa miscela.

Ingredienti

Per ottenere magicamente del buonissimo riso al curry vi serviranno i seguenti ingredienti: 1 cipolla tagliata a cazzo, 2 patate tagliate a cubetti, 2 carote tagliate a rondelle, funghi shitake tagliati a pezzi (vanno benissimo anche i porcini), curry a babbo morto, 1 dado da brodo di carne, 1 spicchio d’aglio. Di fondamentale importanza sono anche 4 etti di carne di manzo per spezzatino (ottima perchè non costa molto) e infine 400 gr di riso.

Preparazione

Dopo esservi lavati attentamente le mani (ricordatevelo che non voglio che la vostra ragazza mangi i vostri schifosi batteri), prendete una pentola abbastanza capiente e fate soffriggere la cipolla tagliata con l’olio e lo spicchio d’aglio. Dopo alcuni istanti (cipolla dorata ma non bruciata, potrebbero essere necessari alcuni tentativi), aggiungete patate, carne, carote e funghi. Lasciate rosolare il tutto per alcuni minuti mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno per evitare che qualcosa si bruci. Aggiungete mezzo litro d’acqua e portate il composto ad ebollizione, aggiungete un dado per il brodo e 2 cucchiaini di curry (se volete dargli più sapore potete anche aggiungerne dopo) e lasciate il preparato alchemico a bollire su fuoco basso e coperchio sulla pentola per circa due ore. Di tanto in tanto dategli una mescolatina. Passate le due ore, togliete il coperchio, saggiate il prodotto e aggiungetegli sale e curry a vostra preferenza. Il sugo deve cuocere ancora un po’ senza coperchio sulla pentola in modo che il brodo si addensi. Nel frattempo, preparate del riso bollito.

Fondamentale per la riuscita del piatto è la compisizione dello stesso. Disponete da una parte il riso bollito e dall’altra il sugo (guardate la foto in alto per avere un’idea). Da consumare assolutamente caldo!

Scrivere

Sembra mi sia tornata la voglia di scrivere su queste pagine ormai un po’ corrose dai soliti post. Per l’occasione, io lo trovo evocativo e adatto al sottroscritto, che ha bisogno di volare via più del solito.

Se qualcuno c’è riuscito in passato con una bicicletta, più che mai io adesso mi sento ancorato a terra. Colpa della dieta mollata mesi e mesi fa.

Il pollo aspetta

Ore 3.10 del mattino. Il pollo aspetta.

Il secondo risultato che images.google.it da con la keyword pollo è inquietante e non ho avuto il coraggio di visionarlo a grandezza naturale. E si aspetta.

Questa sera il mio sensei padre Wedra mi ha salvato. Non sono l’unico vecchio di merda di 20 anni al mondo. O per lo meno, posso ritenermi un vecchio di merda senza per forza di cosa darmi dello sfigato pulsante. Che lo sia per altri motivi, poi, è un’altro discorso.

Ps. l’illustrazione l’ho beccata qua, così giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare.

Casomai

Casomai è un film, una storia d’amore tra due persone qualunque, una storia qualunque. Un film per certi versi magari banale, ma vero nel profondo.

Perchè magari una mattina ti svegli che l’amore è quasi un fastidio di cui te ne sei dimenticato e con una scrollata te lo levi di dosso. Stefania e Tommaso si conoscono, si amano, un amore vero, deciso, un amore così pieno, come tanti altri all’inizio. Poi si sposano. Hanno un bambino. Piano piano il loro amore scema. Lavoro, soldi, caso, bambino. Litigano del niente, discutono quando potrebbero baciarsi, non si parlano quando dovrebbero farlo sempre. Il loro amore è là, si sente che si amano ancora. Ma niente.

Non si nasce imparati nemmeno ad amare e io, in questo, sono l’ultimo della classe, quello che si siede al banco in fondo a sinistra dell’aula, quello vicino all’armadio di ferro grigio. Eppure amo, in maniera sincera. Senza pretesti o fronzoli, senza lettere d’amore, senza canzoni imbottite di zucchero, miele e bon-bon. Con tutto me stesso, quello fatto di cene a base di polenta, dita nel naso, serate ai videogiochi, rutti e vaccate, 100×100 me. E difendo con le unghie l’amore che provo, difendo la voglia di non dover mai svegliarmi casomai con il fastidio dell’amore. Svegliarmi amando tutti i giorni. Sarà questione di fortuna, ma sono felice.

Molecole lipidiche a volontà

Buon Ferragosto! Essì, anche quest’anno è arrivato, come il Natale, no ok stronzate, il ferragosto non è importante, se non per il fatto che è un giorno festivo. Non ho idea di cosa rappresenti né di perché si stia a casa dal lavoro, ma qualcuno, senza far nomi, stamattina mi fa: “Ma oggi cos’è, San Ferragosto?” (Cit.), non credo sia San Ferragosto, però è divertente  crederlo, e così sarà nel tempo e per sempre.

Poi, se volete sapere cosa cazzo è ferragosto esiste Wikipedia, clicca qui.

Per me Ferragosto di solito vuol dire “Mangiamo Carne per tutto il giorno”, e così è stato. Non vi aspettate però bagni in piscina, no no, niente di tutto ciò, quest’anno il Mastro Organizzatore Cavaliere dell’impero Britannico di sua Maestà Una e Bisunta è lo Yano. E che dire, alla sua prima esperienza griglifera con la compagnia, devo dire che il risultato è stato ottimo, complimenti FagYano!

Come al solito, chili e chili di carne vengono messi a grigliare, mucche e maiali pronti ad essere fracassati, scuoiati e macellati solo per noi (speriamo non legga Ale) e si aprano le danze (mandibolari)! Ovviamente il diluvio universale doveva rompere il cazzo, se no noi non ci divertiamo. Però, ripeto, è stata una piacevole giornata, peccato per Parma.

Vi lascio con una fotografia scattata da Kuz, ritrae il sottoscritto in Gaina Furenta (per chi non conoscesse la lingua vuol dire che ero ubriaco perso), foto di un paio di mesi fa, giusto prima che stessi male e che mi mettessi a dieta.

Ps: Voglio la Wii.

Risol-verse

Spesso basta lasciare passare un po’ di tempo perchè un problema, o uno stato d’animo, sfumino e lascino il posto a sentimenti, emozioni e situazioni più positive. O per lo meno, da buon codardo il quale sono, non nego di aver spesso riposto completa fiducia (o speranza) in questo in attesa in tempi migliori.

Ma quando il tempo le cose non le risolve?

5 centimeters per second 

Cose

Qualche volta il mondo ci cade addosso. Oddio, non sempre, ma qualche volta capita. A me, poi, qualche volta capita di sentirmi davvero piccolo, davvero insignificante, rispetto a tutta questa cazzo di vita che ho da vivere. E mi chiedo che ci faccio con queste responsabilità, mi domando per quale motivo mi ostino a fare questa cosa, o ancora per quale porco di motivo mi ritrovo a smazzare le colpe e i disastri di qualcun altro.

Delle volte, dei momenti più che altro, vorrei prendere e deletare il pg, per rifarlo su un altro server, magari alleanza. Vorrei prendere e cambiare vita perchè magari sto sbagliando, perchè magari che cazzo ci faccio qui, perchè non so, forse quella cosa è più figa. Vorrei mandare a fanculo dire ciao al mondo e andarmene un po’ io, a fanculo.

Ogni tanto mi capita di sbandare, di sbagliare strada. Mi domando perchè sono stato così stronzo da fare la Paullese piuttosto che passare dentro a Paullo. Magari una giornata che inizia divina finisce di merda perchè qualcosa ti butta giù. Una stronzata forse, o magari qualcosa che porca troia.

Capita è, capita. Non me ne vergogno, non sono un ragazzino.
Però poi mi ci metto di testa, a pensare, e faccio come quando si perde qualcosa. Faccio mente locale. Svuoto la mente, non che sia difficile, e penso. Rimugino, piango, penso a quanto cazzo sono stato stronzo. Poi ricordo i motivi che hanno spinto le mie decisioni.

E ci Credo. GL, anche se non ne hai certo bisogno.