Non tutto l'oro luccica.
Post con tag Wargame
C’è solo guerra.
21 mar
Prima o poi avrei dovuto parlarne. E anche se non serve parlarne da tanto è conosciuto nel settore, è bene spenderci due parole anche su Centraldogma.it!
Il gioco di Warhammer (nella sua incarnazione fantasy) è nato nel lontano 1983, prodotto da Games Workshop. E’ un wargame tridimensionale ovvero, in parole povere, un gioco tattico dove miniature che rappresentano unità, eserciti, creature e macchine da guerra che si scontrano su un campo di battaglia dando vita a scontri mozzafiato. Qualche anno dopo (1987) la GW da vita a Rogue Trader, precursore di quello che diventerà poi Warhammer 40.000, fratello fantascientifico della versione fantasy, ambientato in un mondo post – futuristico futuristico dominato dalla guerra e dal caos. In questa ultima versione, WH40K presenta un modo di giocare più semplice e veloce (ma non per questo meno profondo) meno legato al movimento e ai reggimenti. E questo mondo così brutale e caotico mi ha davvero conquistato!
Come solitamente succede nei wargame, anche in WH40K ogni giocatore sceglie un esercito (tra circa una decina disponibili tra cui troviamo esericiti, demoni, orchi, space marines, alieni, tecnologie perdute e davvero ogni sorta di stranezza possibile) che andrà poi a collezionare – e spesso dipingere – e che formerà la sua lista da battaglia. Le liste non sono altro che gli elenchi delle unità e degli equipaggiamenti che compongono la propria armata, ovvero il cuore dell’esercito di un giocatore. Nonostante esistano regole ben determinate che regolano la progettazione di una lista, le scelte, le combinazioni e le possibilità offerte dal regolamento sono talmente ampie che davvero ogni giocatore può personalizzarsi l’esercito a piacere.
Il background è un ulteriore punto di forza di questo stupendo gioco. Il solo manuale delle regole vale il prezzo solo per il ricco background presentato in esso. L’umanità è sull’orlo della distruzione, miliardi di persone vivono la disperazione ogni giorno, per tutta la durata della loro vita, lavorando senza sosta per mantenere l’Imperium e le forze militari, impegnate in continue guerre senza sosta. In miliardi e miliardi e miliardi di persone l’uomo comune si perde, nella vastità dei mondi formicaio di Armageddon o Minea in agglomerati claustrofobici alti (o profondi) chilometri. L’Imperatore, unica luce guida dell’uomo, vive in un campo di stasi dalla tecnologia perduta alimentato ogni giorno con il sangue di mille psionici. Gli Space Marines, uomini supermodificati al servizio dell’Imperatore e dell’Imperium, combattono incessantemente per difendere la razza umana da invasioni aliene e antiche minacce, attirate sempre di più dalla debolezza dell’impero. Centinaia e centinaia di eroi ogni giorno scrivono pagine di storia e muoiono martini nel nome di una pace che mai arriverà. Questo, a grandissime linee, sono le fondamenta su cui si basano le storie raccontate nel libro, un fondale di incredibile spessore per quello che è “solo” un gioco di battaglie.
Il regolamento di WH40K non è certo dei più difficili e imparare a giocare non richiede un grande impegno dal punto di vista regolistico. Comunque, nonostante la semplicità, la profondità di gioco ed espansione è davvero notevoli. A tutto questo contribuiscono, come già detto, i molti eserciti disponibili, la varietà di missioni presentate sul manuale, gli innumerevoli equipaggiamenti a disposizione, l’incredibile background a supporto, un sistema di combattimento ben congeniato e semplice e i modelli incredibilmente dettagliati permettono al gioco di appassionare ogni giocatore che lo provi anche solo per la prima volta. Che dire, se qualcuno volesse saperne di più, basta chiedere.
Ron & Bones – the Wargame
1 mar
Durante il Dadifiction 2010 a Lodi (presso la Contea del Falcone) ho avuto modo di provare Ron & Bones, un gioco di miniature dedicato, niente poco di meno che, ai pirati. Il gioco originale (di cui qui a sinistra potete vedere l’evocativa immagine della scatola) è un gioco da tavolo di tipo classico, che vede i modelli di ogni giocatore muoversi su una plancia di gioco quadrettata.
Qualcuno della Contea (tutto il lavoro è frutto del buon Expo) ha invece ben pensato di trasformare il gioco da tavolo in un semplice ma divertente wargame. Quello che ne risulta è – banale ma efficace – Ron & Bones the Wargame.
Durante la demo di domenica ho avuto modo di provare una semplice missione di “Caccia al Tesoro”. Si giocava in due e lo scopo era semplice: recuperare il tesoro al centro del tavolo da gioco e portarselo a casa prima che l’avversario faccia lo stesso, sterminandogli la ciurma, se necessario.
Ovviamente, ogni giocatore si troverà a guidare un pugno di cinque o sei soldati pirati, di cui uno Capitano. I personaggi Capitano sono eccezionalmente forti, più degli altri pirati, ma la loro abilità è compensata da una regola tanto semplice quanto importante: chi perde il capitano perde la partita. Ogni modello / pirata è dotato di una scheda che ne raccoglie abilità, equipaggiamento e caratteristiche. Differentemente dagli altri wargames, ogni modello è anche dotato di un cospicuo numero di punti ferita che gli permettono di resistere a diversi colpi inferti dal nemico. Le abilità di ogni personaggio, poi, sono il vero fulcro del gioco: oltre ai classici attacchi, giocando a Ron & Bones, ne vedremo davvero delle belle: dalla capitano donna Mary in grado di charmare tutti gli uomini (a patto che non superino un tiro in coraggio), al pirata dinamitardo spara-maiali o al nostromo con il polipo in testa che combatte con eccezionale maestria. Il successo o il fallimento della maggior parte delle azioni (se non praticamente tutte) è dato dal risultato del lancio di 2d8 (unici dadi necessari al gioco) a cui verranno sommati gli eventuali bonus/malus e caratteristiche.
Per fare un esempio, per portare a segno un attacco di spada, dovremo tirare 2d8 e sommare l’esperienza del nostro personaggio e altri eventuali bonus (attacco ai fianchi o retro). Se l’avversario può parare (perchè in possesso di un’arma con la caratteristica “parata”
dovrà tirare 2d8 e sommare i suoi bonus. Superando la sua difesa, porteremo a segno l’attacco e calcolando la differenza tra i due valori (attacco – difesa) verificheremo sulla tabella il risultato del colpo. Più semplice da capire che da spiegare sulle pagine di un blog, senza dubbio.
La quantità di modelli necessaria per ogni giocatore è minima: una partita classica si gioca a 300 dobloni (punti che useremo per inserirei personaggi nella ciurma) mentre un modello varia dai 30 ai 100 dobloni. Considerando che il Capitano (il cui costo si aggira intorno ai 100 dobloni), rimangono 200 pezzi d’oro da spendere tra 4-7 modelli.
Personalmente, credo che un gioco semplice da imparare, veloce da giocare (una partità si assesta sull’ora di gioco, credo) e con un’ambientazione non classica possa essere interessante da provare e giocare nonchè portare un po’ di novità nel mondo dei wargame dominato dai bellissimi Warhammer. I modelli utilizzati nel gioco sono della linea Tales of War (ma specifici per Ron & Bones), quindi ottime miniature in metallo piacevoli da dipingere e di sicuro effetto. E il gioco si è dimostrato spassosissimo da giocare in ogni suo momento! Quindi, non ci resta che supportarlo in ogni modo possibile e immaginabile!
Infinity the Game
18 gen
Infinity è un wargame manga sci-fi ambientato in un “probabile” futuro, in cui gli esseri umani hanno scoperto e abitato nuovi mondi, formato potenti ma bellicose alleanze, pronti a fronteggiare una minaccia comune nota come Arma Combinata.
Infinity è un gioco di miniature di tipo skirmish, che desidera regalare partite estremamente tattiche, veloci e letali mantenendo un dispiegamento di forze relativamente esiguo. Ogni giocatore, per partecipare ad una partita, dovrà stendere una lista, nient’altro che un elenco delle proprie miniature che intende utilizzare (con i relativi equipaggiamenti). Questa lista, come negli altri giochi di miniature, deve essere composta spendendo un totale di punti deciso prima dell’inizio della sfida (che di solito si attesta sui 250 pt per questo gioco). Nonostante le miniature e i relativi equipaggiamenti differiscano molto tra di loro in termini di punteggio, solitamente un giocatore si troverà a schierare dagli 8 ai 10 modelli per partita. Ovviamente, è anche possibile giocare con eserciti più grandi per dare vita a battaglie campali, ma ogni truppa può contare un massimo di 10 modelli tra di loro (anche se un giocatore può controllare più truppe), andando ad incidere profondamente sulle tattiche di combattimento. Continua >
dovrà tirare 2d8 e sommare i suoi bonus. Superando la sua difesa, porteremo a segno l’attacco e calcolando la differenza tra i due valori (attacco – difesa) verificheremo sulla tabella il risultato del colpo. Più semplice da capire che da spiegare sulle pagine di un blog, senza dubbio.

Commenti