Ne rimase solo uno

capodanno

Per prenderla sul ridere altrimenti qua non finisce più e da film si passa a telefilm di 7 stagioni.

Voci di corridoio dicono che a breve potrebbe essere presentato il primo spin-off  del film culto che in questi giorni fa letteralmente impazzire i giovani del lodigiano
Titolo provvisorio: “Ne Rimase Solo Uno: Il letto del peccato”.

Ma questo lo sapremo solo il 1 gennaio. Stay tuned.

E’ sempre dietro l’angolo…

irrational

Cosa? Ve lo state chiedendo vero?

Vabbè, piccolo prologo, sono passati mesi dall’ultima volta che ho scritto qui, il dramma è che proprio non avevo voglia. Sì, niente stronzate del tipo “non sono ispirato” oppure “mi è scoppiata un’emorroide”, la triste verità è che non avevo voglia. Ora però le cose sono cambiate…

Non so quanto durerà, fatto sta che adesso vi becceherete questo bel concentrato di seghe mentali cosparso di parole a vanvera, ecco così spiegato il motivo di quel titolo (ma tanto lo sapevate già, per lo meno per quanto riguarda i miei fedeli lettori, ossia lo Yano).

C’è quasi l’imbarazzo della scelta effettivamente, potrei partire da “Te l’avevo detto”.

Esatto, partiamo da quello; povero pirla, io te l’ho sempre detto. E con sempre intendo in modo perpetuo, giorno notte, giorno notte, giorno notte, ma niente. Passavo per il rompicoglioni. Al massimo mi prendevo il contentino dell’ “ok” detto con non curanza e leggerezza solo per farmi stare zitto. Certo, io avevo previsto anche altri scenari apocalittici, scenari distruttivi e mortali ma grazie a una divinità qualsiasi o al caso non sono successi.

Forse devo ringraziare dio (non cagate il cazzo, io lo scrivo minuscolo), o forse, più probabilmente, devo ringraziare l’arma dei Carabinieri se i miei peggiori timori e incubi non si sono realizzati. Quindi, grazie Carabinieri.

Chissà, chissà se stavolta ho vinto.

Vabbè, archiviamo questa pratica, sembra aver capito l’errore. Continuiamo aprendo un altro capitolo che più volte è stato letto e reinterpretato negli anni, puntualmente, come i solstizi, circa una trentina di giorni prima dell’inizio dell’anno nuovo. (Figa il re delle prolissità).

Alla data del 1 dicembre, sembrerebbe che il fiato sia stato sprecato, che le bocche siano state aperte per niente e che i cervelli non siano stati collegati.

Nel giro di due settimane siamo (che bello generalizzare) stati stronzi, sgradevoli ed egoisti, siamo (anche qui è bello generalizzare) diventati accondiscendenti e propositivi, poi siamo (no qui ci sta, forse) stati arroganti, maleducati ed estremamente individualisti (no ok, non ci sta). Ma non è finita, perché forse è ritornato un po’ di sale in zucca e un briciolo di amicizia che pareva ormai persa nei menandri delle menti contorte delle persone. Così eccoci nella fase della tolleranza e del “no dai rivediamo i fatti”. Speriamo proprio in bene.

Ma perché non concludere con qualcosa di attualità? Perché non tirare in ballo la Santissima Chiesa Cattolica Spa?

Eccovi accontentati. Da Repubblica.it «Il Vaticano si oppone alla proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità, presentata all’Onu dalla Francia.» Poi la Chiesa, nella persona dell’ “osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore” ha spiegato che così facendo, si rischia di discriminare ulteriormente tonnellate di gay e lesbiche in quei paesi dove sono malvisti. Il pretone alto graduato, ha spiegato che «Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni”.»

A voi non sembra una stronzata? Il solito rompere il cazzo. No? Stavo leggendo l’articolo e su queste parole mi sono detto: “cazzo, mi sembra un po’ una cosa tirata tirata, un po’ estrema, un po’ da giustifichiamola con una stronzata, giusto per non far vedere che siamo intolleranti, retrogradi e conservatori e che se potessimo bruciare le streghe in piazza lo faremmo volentieri con orde di adepti al seguito”

Lascio a voi il commento. Ecco il link all’articolo: ARTICOLO REPUBBLICA

ps: troppo aritmetici, troppo calcolatori. Esistono altre cose oltre ai conti da ragionieri. Un bacio a tutti i ragionieri d’Italia.

Scegliere

Prima di partire con le torte: «L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà»

Eccomi all’appuntamento con la scrittura. Ad essere sincero è già da qualche giorno che ronzo come un grosso schifoso moscone della merda attorno all’editor di WordPress, ma ogni volta che mi trovo davanti al cursore battente ogni minima idea su cosa scrivere svanisce, e passo ad altro (altro ultimamente significa cancellare le mille mail che ti arrivano perché sei iscritto a Facebook: ti avvisano anche quando qualcuno si cambia le mutande). Ma ora sono qui, aspettavo soltanto che capitasse qualcosa per cui il mi subconscio… No stronzate, lasciamo stare.

Siamo sempre costretti a scegliere ovviamente, ultimamente mi è capitato di scegliere di fanculizzare una persona per il semplice fatto che questa è stata ingrata, e per una volta Vaffanculo! Avrei anche potuto scusarmi, e dire che non sarebbe mai più successo, ma comunque non ho scritto in fronte Cane Bastonato, e se devi prendere un po’ di insulti li prendi.

Il brutto è quando devi scegliere se perdere un amico subito, o perderlo sicuramente, ma solo un po’ più in là (non tanto probabilmente). Voi cosa fareste?

Che poi non è proprio una tua scelta, ma è piuttosto una scelta obbligata, obbligata dalle decisioni altrui. Il fatto che non sia una tua scelta ovviamente ti fa sentire impotente, l’illusione di prendere una decisione ce l’hai soltanto dal momento in cui dici “OK, ingoia rospi a cottimo, sorvola sulle cose, se gli dici qualcosa lo perdi” e quindi scegli di procrastinare il momento dell’addio, e quel momento arriverà, purtroppo ho già vissuto in parte quello. Anzi no.

Così piuttosto che fare il culo e prendere a legnate, mi trovo a fissare il vuoto a convincermi che è meglio che sia qui con me anche così.

Amen.

Ventitrè più quattro

Succede a volte che la gente è proprio stronza, è vero succede che anche tante altre volte la gente non lo è. Ma vabbè, oggi sono qui per sputare bile, per lanciare tutto il mio odio e le mie secrezioni purulente addosso a voi, mie cari. Miei cari un cazzo!

Questo il post della notte, fatto sul Macbook dello Yano, a casa dello Yano – mentre tutti giocano con la Wii, dello Yano, e mentre lo Yano caga come un orso – sonnolento: non sono incazzato, non sono nemmeno lontanamente toccato dalla cosa al momento, capita soltanto che all’improvviso ci pensi (tipo quando sto cagando, facendo il bidet, o il tiramisù come suggerisce lo Yano) e kaboom! Ecco che la rabbia nei confronti delle megere luride e schifose dilania le mie membra (in senso biblico ovviamente), sì, perché non si può essere tanto ingrati, tanto velenosi, tanto stupidamente insensibili nei confronti di chi, per una vita intera, ha donato il proprio tempo e la propria saggezza agli uomini (e alle donne) di domani.

Certo, perché proprio gli uomini e le donne di domani saranno come quelli che in questo istante ci stanno forgiando, e come possiamo noi nella nostra piccolezza e infinita stupidità non comprendere questa sciocchezza che sta alla base dell’insegnamento dei principi morali di ogni persona e che formeranno le nuove fondamenta della società italiana, e globale, dell’avvenire (mica il giornale dei vescovi eh)?

Ci rendiamo conto che probabilmente nessuno, o quasi, di voi riuscirà nemmeno lontanamente a capire il trip nel quale ormai ci siamo persi, ma delle volte non serve capire basta solo odiare! Certo, un’affermazione un po’ forte e forse di vaga sostanza, ma – parlando per banalità – amore e odio formano le spirali che muovono i mondi e, senza l’una non può esistere l’altro. Amore e odio. Prendete una puttana e per una notte amatela. Prendete una pecora e per una vita odiatela.

Allo squittio delle trombe angeliche, un Dio che non conosciamo e che non veneriamo verrà per giudicarci. A noi – di CentralDogma – non interessa se e con quale metro di giudizio verremo giudicati, ma fremiamo nel conoscere il fatale verdetto che colpirà l’oggetto del vomito della nostra bile. Che altro aggiungere? Quali metodi conoscete per liberare l’odio, per far trasudare la ricottina, per far sì che resti un briciolo di sanità mentale nei nostri vetusti corpi?

Unte e bisunte le mutande…

Scritto da Malu e Yano, e così sia. Perdonateci il trip senza senso.

Sicuri?

Kabul

Sono reduce da una litigata famigliare con mia madre, e la prima cosa che ho fatto dopo averla fanculizzata in modo velato è stati di venire qui su CentralDogma e scrivere qualcosa, qualcosa in cui potesse venire fuori tutta la bile che tengo dentro, ma poi mentre scrivevo queste tre righe (quante?) ho capito che forse non ci sarei riuscito, troppo caldo.

Non vi allarmate, che tanto so che siete lì con il terrore di una mia sega mentale (mio o dello Yano neh), invece no, non ho intenzione di parlarvi degli scazzi famigliari anche perché, potete immaginarveli tutti voi: prendete vostra madre, immaginatela mentre urla contro di voi, immaginatevi che dalla sua bocca esca il suono della risacca del mare, ogni tanto qualche gabbiano. Mi sembra un comportamento abbastanza comune, no? Madre incazzata—>Oceano—>Gabbiani. Fila no?

Parlando d’altro, ma gente, cittadini (mamma mia che brutto dirlo), adesso vi sentite sicuri? Ora credete che le vostre regali terga siano al riparo da qualsiasi minaccia? Essì perché il Nostro Amato Governo (e Governatore, meglio di presidente del consiglio, a lui piacerebbe essere chiamato così, non credete?) attraverso le richieste del Pagliaccio-Baraldi-Leghista e del Diavolo-Diabolico-Ex An, ha deciso di far scendere in campo i militari dell’esercito per tutelare la nostra sicurezza e quella delle città.

Così, per riportare un dato, parliamo di Milano, la città meneghina può contare su nove posti fissi e tre pattuglie a piedi per tutelare la zona del Duomo e i consolati. In altre città è uguale, ho preso Milano perché è la città più vicina a me. Ma tutto questo è veramente necessario? Cioè, un dispiegamento di forze in stile “Paese dell’America Latina” (o del MO) era necessario? Senza poi parlare dei costi, che sarà pur vero che non sono un esperto di costi e di bilanci, però cazzo, ci costeranno queste ronde, no?!

A me fa proprio schifo vedere i militari in giro per le città, non me ne vogliano i soldati dell’esercito, non è una critica contro di loro ovviamente, però cazzo, camionetta dell’esercito oggi, coprifuoco domani. Sempre per tutelare la nostra sicurezza, s’intende. Scusate per la demagogia. Però davvero a me non piace questa cosa, voi che ne dite?

Vado a comprare una maglietta con scritto su: Don’t Panic, i’m muslim (vista al cinema addosso ad un tizio)

Il post più facile

Fa caldo, non si ha voglia, manca il tempo, si ha di meglio da fare ma può capitare anche di non avere nessuna idea nella zucca, così tanto da ritrovarsi in un baleno a fissare il cursore battente su sfondo bianco senza riuscire nemmeno a digitare una lettera, successivamente, destati da questo sonno catatonico, si chiude firefox (io quello uso) e si torna al nulleggio assoluto.

Certo che è facile pensare di poter scrivere qualcosa su un blog, schiaffarlo lì, senza pensarci più di tanto, io invece spesso penso prima di scrivere (altrettanto spesso non lo faccio eh) ma COSA scrivere? Parlare di cosa? Attualità? No. Religione e Papa? Sì, ma ormai non fa più effetto, non dà più quella soddisfazione, siamo stati bollati come blog anti-Chiesa e anti-religione (sai che disperazione).

Poi improvvisamente capisci che parlare dei cazzi tuoi interessa alla gente, la gente vuole sapere, la gente non sa farsi i cazzi suoi (in senso amabile), meglio ancora se si porta avanti una storia “a puntate”, la gente penderà dalle vostre labbra, in questo caso dalle vostre dita.

Ma chi c’è sul podio de “Il post più facile” ? Nulla di tutto quello che ho detto finora, il primo classificato è il “Post di odio verso le persone, le cose, animali, dei, reti televisive”. Cosa c’è di più facile e divertente nonché antistress che insultare qualcuno/qualcosa, di sputare il veleno e bile dalla bocca, di ringhiare come il cane del demonio. Ah che soddisfazione. Ovviamente non volevo fare un saggio stile “On writing” vista la mia inettitudine, tutto questo serve per dire CHE ODIO LA RAI!

La odio perché pur pagando il canone puntualmente, puntualmente mi offre dei programmi di merda! Si salva solo Lost, che mi fanno ad agosto, ad AGOSTO! Che poi sarà bellamente interrotto tra una decina di giorni per le olimpiadi, e che verrà ripreso quando cazzo ne hanno voglia loro. La Rai, ufficialmene, in una nota scritta in carattere due di word sul minisito dedicato appunto al telefilm, dice che la programmazione di Lost “potrà subire cambiamenti repentini”, nota che peraltro oggi è sparita.

Ma che andassero ad ammazzarsi tutti, non vedo l’ora che arrivi il momento dell’Isola dei famosi, quello sì che non merita di essere spostato alle 4 del mattino su un canale polacco.

Tra parentesi, oggi è una di quelle giornate dove non sapevo cosa scrivere, non avevo niente da dire, e ho prodotto senza pensare.

Buona cagata

La fedeltà allo Zar

Pur lavorando da tre (e passa) anni ormai, ci sono delle cose del settore lavorativo che non comprendo molto bene, mentre altre davvero non capisco proprio per niente. Una di queste è la cosiddetta “fedeltà all’azienda”.

Premettiamo una cosa: generalmente la gente lavora per guadagnare i soldi che gli servono per vivere (o per comprarsi l’iphone), non per l’onore e non per la patria. Questa è una doverosa premessa in quanto, spesso, sembra proprio che i datori di lavori, capi, manager, imprenditori, lupi mannari non passi neanche per l’anticamera del cervello, considerando che la gente lavora per occupare 8 – 10 ore della giornata, sai che noia a casa con il Nintendo DS.

Adesso, se c’è qualcuno tra i lettori di CentralDogma che sia vagamente un dirigente o un qualunque datore di lavoro, mi può spiegare per quale cazzo di motivo io, schiavo tra gli schiavi, sottopagato e sotto il contratto dei trapezisti russi, che nell’organigramma aziendale sono la nota in fondo a destra del retro del foglio attaccato alla bacheca del bagno dei trasportatori devo essere fedele all’azienda?

Ad ogni riunione a cui presenzio io e chi con me fa parte delle fughe dei pavimenti dell’ufficio in cui lavoro, sento parlare di questa benedetta fedeltà, di questo sacrosanto rapporto inscindibile che lega indissolubilmente dipendente e azienda, come se fosse il papa a parlare e l’azienda fosse lo spirito santo venuto in Terra per redimerci dai peccati, o umili schiavi che lavorate! Lavorate, abbiate fede che tanto dopo il lavoro c’è lo straordinario! Abbiate fede, che dopo lo straordinario lo prendi in culo perchè tanto non te lo pagheremo mai come tale perchè hai un contratto che farebbe ridere Moira Orfei anche se lo leggesse davanti ad uno specchio e in quell’istante capisse quanto cazzo sono orribili i suoi capelli di merda!

Poi, diciamocelo, fossi dell’azienda io, magari un pelo potrei anche capirlo… ma quando mi parlano di fedeltà e il giorno dopo “ragazzi, mettetevi in riga perchè questa è l’ultima che vi facciamo passare poi, a casa” (detto 3.000 volte tra le altre cose, anche quando tipo noi non c’entravamo manco per il rotto della cuffia, ma tant’è Moira Orfei…) ma chi vuoi prendere in giro? Ma pagami e  basta, stronzo! Voglio i soldi, te la puoi infilare nel culo la tua fedeltà se non mi paghi. Sono fedele a mia mamma e alla mia donna aggratisse, per il resto sono peggio di una puttana. Vuoi – paghi il giusto, non dai la caramella.

E non capisco perchè i nostri magnati del lavoro, che dispensano soldi per la felicità del prossimo, si ostinino a non comprendere questo e continuino a parlare di fedeltà e onore dell’azienda, sperando che in qualcuno si accenda, nel cuore, il sacro fuoco dell’orgoglio aziendale.

Amen.

Decisioni

Nel film di Spider Man, quello uscito qualche anno fa, c’è un momento in cui l’Uomo Ragno deve decidere se salvare la sua amata Mary Jane o un pulmino di ragazzini. Ovviamente, così nel film come nel fumetto, riuscirà a salvare entrambi.

Nell’Uomo Ragno di qualche settimana fa, Zia May viene colpita da un proiettile destinato a Peter Parker e rimane così appesa tra la vita e la morte. Accertato che la medicina non può far niente se non lasciare riposare in pace la zia di Parker, l’arrampicamuri si rivolge prima ad Iron Man (suo acerrimo nemico) e poi al Dottor Strange, ma nè la tecnologia di uno nè i poteri dell’altro possono nulla.

Poi, improvvisamente, è Mefisto in persona a fargli una proposta: salvare zia May sacrificando il proprio matrimonio con Mary Jane, l’amore della sua vita. L’anima è troppo poco, vuole qualcosa di più, qualcosa che – seppur inconsciamente – avrebbe rimpianto per sempre. Inconsciamente, perchè nè Peter nè MJ avrebbero ricordato più nulla, avrebbero vissuto la propria esistenza senza sapere di essere stati sposati, in un diverso presente.

Io non sarei stato in grado di scegliere, probabilmente.

Infastidito

Non è una sega mentale, sono reduce dal primo venerdì sera no alcol, ed è stata una serata piacevolissima comunque,  merito della compagnia, merito del sacchetto misterioso, alla fine mi diverto pur avendo la gola secca.

Bando alle ciance. A voi non danno irritazione e sintomi di stress acuto le pedanti pubblicità che ti invitano a scaricare le suonerie? Tu sei lì, a guardarti il tuo programma preferito, all’improvviso eccole là, con delle cover imbarazzanti, che farebbero rivoltare nelle tombe gli autori se fossero morti, pronti a romperti le balle: “aaaaamici, scaricate le nostre suonerie: digitate uno per… , due per…”. Che palle, non ne possiamo più! Veramente, quando partono quelle pubblicità ora mi ranicchio sul divano e comincio a dondolare strappandomi i capelli.

Mamma mia che odio, e quei cosi che cantano canzoni con vocine ridicole? Sì avete capito, i gatti vari, che canticchiano in falsetto. Ho la pelle d’oca…

Ora però, al di là del fatto che quelle pubblicità siano odiose, io mi chiedo, e mi infervoro, come mai, come è possibile che esistano persone di una pochezza mentale sconfortante poco informate, che si mettano a comprare quelle cose oscene che chiamano suonerie? Che poi di solito sono servizi in abbonamento, con costi esorbitanti, e va a finire che ti trovi il credito esaurito in zerodue. In un mondo ipertecnologico, dove tutti i cellulare hanno il DenteBlu, dove tutti hanno un pc con connessione a internet, dove i cellulari hanno memorie da far impallidire i primi pc, come è possibile che ci sia gente che si affida a questi “fornitori di servizi” quando tutto in realtà è gratis e illegale ?

Quindi oltre all’irritazione pubica che mi dà la pubblicità, è necessario sommare anche l’irritazione mentale data dalla banalità delle persone! Cribbio.

Ma invece, vogliamo parlare del “Love Calculator”? Ma, io dico, perché? Perché esiste? Perché le reti, lo Stato, chiunque, permettono la trasmissione via etere di quelle stronzate colossali?  Stronzate colossali a pagamento, ovviamente. Esiste veramente sulla terra una persona così stupida da calcolare l’intesa amorosa tra tra sé e il partner? Calcolare l’intesa amorosa? Oddio cristissimo, mi imbarazza solo a scriverlo.

disgustato.