
La bellissima Kate Walsh è il ginecologo Addison Forbes Montgomery
Prima di questo post ne avevo scritto un altro ma è stato declassato al Mio Space Live, cose poco interessanti e una piccola seghina mentale.
Invece ora voglio parlare dei poveri santi medici generici, i cosiddetti medici di famiglia.
Devono conoscere tutte le patologie del mondo che manco House, conoscere tutti i rimedi della nonna, fare in modo di essere sempre gentili ma soprattutto che le sale d’aspetto siano sempre vuote!
Io un po’ me lo vedo, lì il medico dei miei nonni: il nonno è sano come un pesce, non c’ha mai un cazzo, ma la nonna, povera, ne ha sempre una, a volte è una cosa immaginaria a volte è reale. E’ dal medico un giorno sì e un giorno no, ore e ore di tentativi dialettali di spiegare la patologia: “Me fa mal chi dedrè! Propi chi! Dutur, quan camìni, me fa un mal de la madona!”
Tutto questo indicando punti a caso del corpo, gli stessi identici punti a caso dell’altra volta, di quella prima ancora e di quella precedente.
“Dutur, g’ho el mal de testa” (soffre di mal di testa) “che roba pödi tö? Le solite pastiglie me fan pü gnent” E il povero medico che ormai tutti gli analgesici ha provato, guarda in cielo, forse, nella speranza che la nonna venga incenerita…
E tutto ciò accade con frequenza settimanale, aggiungiamo che ha dei problemi veri (Colesterolo altro, pressione alta, osteoporosi etc) quel povero medico cosa cavolo dovrebbe fare se non accettare la sua triste condizione di vita? (quello che fa la nonna lo fan almeno un altro milione di laide vecchiacce).
Il momento più triste di quel medico è quando arriva la nonna che su “La laida vecchiaccia: come mantenersi rompicoglioni oltre la demenza” ha letto che esiste un’antica ricetta a base di aglio che cura tutti i mali, dalla gotta all’occhio pendulo. Vedi il medico che si arma di pazienza e spiega che sono minchiate, che l’aglio fa bene, ma non è la panacea di tutti i mali, ma la nonna non molla e mollerà mai.
E’ vero, una ricetta letta su “la laida…” ha molto più valore di quello che dice un titolato medico che è costretto a sentirsi dire le stesse identiche cose per tutta la giornata, di vedere vecchi che praticano la medicina fai-da-te, che assumono bidoni di medicinali, e che poi si lamentano se sono color giallo epatite. Insomma il medico è sfinito.
Poi arrivi tu, giovane ventenne con una bolla purulenta sul palato, sei bello in forma, ma c’hai sta cosa schifosa. Vedi il medico che rinasce, finalmente qualcosa di strano di nuovo, che risveglia il suo animo di scienziato.. Ma purtroppo è sfinito, non ce la può fare, vorrebbe aiutarti, forse sa pure come fare, ma non ha le forze per guarirti. Sbuffa, cerca di pensare, ma il ricordo di millesettecento vecchi rincoglioniti che lo pompano di domande manco fosse Wikipedia, che lo deridono per la sua inettitudine, gli impediscono di esserti utile.
Allora cosa fa?
Niente ti manda dallo specialista, firma una bella carta, chiami il CUP (centro unico di prenotazioni), vai dall’otorino laringoiatra, per sentirti dire che “Non è niente, è solo una ferita che si è infettata, anche un veterinario avrebbe potuto curartela” (Mi scusino i veterinari, ma non è una frase che ho detto io).
Ma sinceramente come fai a prendertela con il medico di famiglia conoscendo qual è il problema della sua inettitudine?
Gente, il problema dei medici di famiglia che non sanno/hanno voglia di fare un cazzo e che ti spediscono dallo specialista, è solo la punta dell’iceberg: vanno capiti, e forse mandati da uno psicoterapeuta, non è colpa loro!