Non tutto l'oro luccica.
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Work in progress: orki siderali
1 mag
Queste due foto solo per presentare i miei orki siderali, truppa di ragazzi orki ancora in work in progress (mancano ancora le basette e alcune armi). Sono realizzate velocemente solo con drybrush e lavature.
La seconda miniatura (quella con l’arma zozza di sangue) è stata realizzata in gran parte dalla Laura della Contea, con una tecnica ancora più veloce e spaventosamente interessante di cui parlerò presto.
C’è ancora molto da migliorare (e ancora il background da zcrivere scrivere), ma spero che vi possano piacere.
Pelle: colore base di Orkhide Shade, drybrush pesante con Gnarloc Green e successivamente più leggero con Camo Green. Lavatura finale di Thaka Green.
T-shirk orkesca: base di Fenrys Grey, drybrush con Ice Blue e lavataura di Azuremen Blue.
Armi e placche: base di Boltgun Metal, lavatura di Badab Black e solo alla fine lumeggiatura di Mithril Silver.
Pantaloni: base di Schorced Brown, drybrush con Bleached Bone e lavatura abbondante di Devlan Mud.
Guanti e bretelle: solo Snakebite Leather e lavatura abbondante di Devlan Mud.
Caschetto: base di Schorced Brown, un paio di mani di Blazing Orange e lumeggiatura diliuitissima di Golden Yellow.
Scarponi: base di Chaos Black e Adeptus Battlegrey 1:1, lavatura di Badab Black. Per la suola Boltgun Metal.
Successivamente tutte le miniature vengono attentamente conservate nella scatola di cartone di un hard disk e sottoposte a continui urti per migliorare la scabrosità del colore.
C’è solo guerra.
21 mar
Prima o poi avrei dovuto parlarne. E anche se non serve parlarne da tanto è conosciuto nel settore, è bene spenderci due parole anche su Centraldogma.it!
Il gioco di Warhammer (nella sua incarnazione fantasy) è nato nel lontano 1983, prodotto da Games Workshop. E’ un wargame tridimensionale ovvero, in parole povere, un gioco tattico dove miniature che rappresentano unità, eserciti, creature e macchine da guerra che si scontrano su un campo di battaglia dando vita a scontri mozzafiato. Qualche anno dopo (1987) la GW da vita a Rogue Trader, precursore di quello che diventerà poi Warhammer 40.000, fratello fantascientifico della versione fantasy, ambientato in un mondo post – futuristico futuristico dominato dalla guerra e dal caos. In questa ultima versione, WH40K presenta un modo di giocare più semplice e veloce (ma non per questo meno profondo) meno legato al movimento e ai reggimenti. E questo mondo così brutale e caotico mi ha davvero conquistato!
Come solitamente succede nei wargame, anche in WH40K ogni giocatore sceglie un esercito (tra circa una decina disponibili tra cui troviamo esericiti, demoni, orchi, space marines, alieni, tecnologie perdute e davvero ogni sorta di stranezza possibile) che andrà poi a collezionare – e spesso dipingere – e che formerà la sua lista da battaglia. Le liste non sono altro che gli elenchi delle unità e degli equipaggiamenti che compongono la propria armata, ovvero il cuore dell’esercito di un giocatore. Nonostante esistano regole ben determinate che regolano la progettazione di una lista, le scelte, le combinazioni e le possibilità offerte dal regolamento sono talmente ampie che davvero ogni giocatore può personalizzarsi l’esercito a piacere.
Il background è un ulteriore punto di forza di questo stupendo gioco. Il solo manuale delle regole vale il prezzo solo per il ricco background presentato in esso. L’umanità è sull’orlo della distruzione, miliardi di persone vivono la disperazione ogni giorno, per tutta la durata della loro vita, lavorando senza sosta per mantenere l’Imperium e le forze militari, impegnate in continue guerre senza sosta. In miliardi e miliardi e miliardi di persone l’uomo comune si perde, nella vastità dei mondi formicaio di Armageddon o Minea in agglomerati claustrofobici alti (o profondi) chilometri. L’Imperatore, unica luce guida dell’uomo, vive in un campo di stasi dalla tecnologia perduta alimentato ogni giorno con il sangue di mille psionici. Gli Space Marines, uomini supermodificati al servizio dell’Imperatore e dell’Imperium, combattono incessantemente per difendere la razza umana da invasioni aliene e antiche minacce, attirate sempre di più dalla debolezza dell’impero. Centinaia e centinaia di eroi ogni giorno scrivono pagine di storia e muoiono martini nel nome di una pace che mai arriverà. Questo, a grandissime linee, sono le fondamenta su cui si basano le storie raccontate nel libro, un fondale di incredibile spessore per quello che è “solo” un gioco di battaglie.
Il regolamento di WH40K non è certo dei più difficili e imparare a giocare non richiede un grande impegno dal punto di vista regolistico. Comunque, nonostante la semplicità, la profondità di gioco ed espansione è davvero notevoli. A tutto questo contribuiscono, come già detto, i molti eserciti disponibili, la varietà di missioni presentate sul manuale, gli innumerevoli equipaggiamenti a disposizione, l’incredibile background a supporto, un sistema di combattimento ben congeniato e semplice e i modelli incredibilmente dettagliati permettono al gioco di appassionare ogni giocatore che lo provi anche solo per la prima volta. Che dire, se qualcuno volesse saperne di più, basta chiedere.
Fante Morat con HMG
21 feb
Il secondo pezzo che presento su CD (che sarebbe il mio terzo a dire la verità, ma lo scheletrino di Ron & Bones è rimasto senza gambe) è questo stupendo soldato Morat con il suo HMG, secondo me uno dei pezzi più carismatici tra tutte le possibili fanterie che Infinity ci mette a disposizione. Un sacco di cose da fare ancora (proteggigomiti e spallacci) e un po’ da sistemare (schienieri e zampe, il viso). Sicuramente più attenzione da dedicare durante la pulizia della miniatura (troppe sbavature nelle miniature di metallo che comunque vanno sempre lavate con acqua e sapone! pena primer che non si attacca).
Ma fortunatamente adesso si passa dallo sci-fi al goth con Gabrielle di Tales of War!
Accademia di Pittura!
23 gen
Di ritorno dalla mia prima, vera, sessione di pittura alla Contea del Falcone di Lodi e soprattutto, galvanizzato dal discreto (ma per me INCREDIBILE) risultato ottenuto, ho deciso di postare lo schema – colori che ho utilizzato per la miniatura qui sopra. Ci tengo a precisare che è la mia prima miniatura completamente dipinta, quindi per quanto il risultato per me possa sembrare entusiasmante, di fatto so bene che si tratta di una mano inesperta e poco precisa. Ho capito anche che buona parte della riuscita di una miniatura consiste nella scelta dei colori e soprattutto nel metodo di stratificazione. Per questo ho deciso di buttare giù, almeno per le prime miniature, uno schema colori in modo da ripassare la lezione.
Pelle
Per la pelle sono partito da una base di Tallaran Flesh con una punta di Mechrite Red, dopodichè ho ripassato tutto (escludendo i recessi tra i muscoli) con Tallaran Flesh schiarito con poco Elf Flesh. Successivamente ho lavato la pelle con del Gryphonne Sepia. Come ultima cosa ho ripassato le zone più “esterne” con delle punte di Elf Flesh puro e ho rilavato sempre con il Gryphonne Sepia.
Ancora e Catene
Per l’ancora e le catene è stato tutto molto facile, contrariamente a quanto pensavo. Una volta capita la semplice tecnica del pennello asciutto, ho passato velocemente le parti interessate con del Tin Bitz e successivamente con del Chainmail. L’effetto di metallo sporco ottenuto è davvero sorprendente con solo due colori e una mano inesperta.
Cinturone di Stoffa, Pantaloni e Cinta
Per il cinturone, secondo me la parte più riuscita del pezzo, sono partito con dello Schorced Brown. Successivamente ho iniziato a lumeggiare aggiungendo al colore delle punte di Blood Red fino a quanto ho potuto. Per i pantaloni, invece, sono partito con il Regal Blue, schiarendolo mano a mano con del Enchanted Blue. Per le parti più in rilievo ho dato delle linee di Enchanted Blue puro, infine ho lavato tutto con Asurmen Blue. Per quanto riguarda la cinta (e la borraccia dietro al braccio) sono partito con un fondo di Schorced Brown. Per la seconda mano l’ho schiarito un po’ con lo Snakebite Leather e infine ho lavato tutto con il Gryphonne Sepia.
Calzari, Bracciali e Finiture metalliche
Per i calzari e i bracciali sono partito con una base di Schorced Brown, dopodichè una mano di Schorced Brown e un po’ di Bleached Bone. Una lumeggiatura estrema (e minima) con del Bleached Bone puro e infine una bella lavatura di Devlan Mud. Per le finiture metalliche (che hanno per un momento pregiudicato le tettine del mio uomo), Boltgun Metal e una punta di Chainmail per schiarire le zone di massima luce.
Ringrazio la Contea del Falcone di Lodi e i bravissimi ragazzi dell’accademia per tutto il supporto e l’aiuto!
Infinity the Game
18 gen
Infinity è un wargame manga sci-fi ambientato in un “probabile” futuro, in cui gli esseri umani hanno scoperto e abitato nuovi mondi, formato potenti ma bellicose alleanze, pronti a fronteggiare una minaccia comune nota come Arma Combinata.
Infinity è un gioco di miniature di tipo skirmish, che desidera regalare partite estremamente tattiche, veloci e letali mantenendo un dispiegamento di forze relativamente esiguo. Ogni giocatore, per partecipare ad una partita, dovrà stendere una lista, nient’altro che un elenco delle proprie miniature che intende utilizzare (con i relativi equipaggiamenti). Questa lista, come negli altri giochi di miniature, deve essere composta spendendo un totale di punti deciso prima dell’inizio della sfida (che di solito si attesta sui 250 pt per questo gioco). Nonostante le miniature e i relativi equipaggiamenti differiscano molto tra di loro in termini di punteggio, solitamente un giocatore si troverà a schierare dagli 8 ai 10 modelli per partita. Ovviamente, è anche possibile giocare con eserciti più grandi per dare vita a battaglie campali, ma ogni truppa può contare un massimo di 10 modelli tra di loro (anche se un giocatore può controllare più truppe), andando ad incidere profondamente sulle tattiche di combattimento. Continua >






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