Scegliere

Prima di partire con le torte: «L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà»

Eccomi all’appuntamento con la scrittura. Ad essere sincero è già da qualche giorno che ronzo come un grosso schifoso moscone della merda attorno all’editor di WordPress, ma ogni volta che mi trovo davanti al cursore battente ogni minima idea su cosa scrivere svanisce, e passo ad altro (altro ultimamente significa cancellare le mille mail che ti arrivano perché sei iscritto a Facebook: ti avvisano anche quando qualcuno si cambia le mutande). Ma ora sono qui, aspettavo soltanto che capitasse qualcosa per cui il mi subconscio… No stronzate, lasciamo stare.

Siamo sempre costretti a scegliere ovviamente, ultimamente mi è capitato di scegliere di fanculizzare una persona per il semplice fatto che questa è stata ingrata, e per una volta Vaffanculo! Avrei anche potuto scusarmi, e dire che non sarebbe mai più successo, ma comunque non ho scritto in fronte Cane Bastonato, e se devi prendere un po’ di insulti li prendi.

Il brutto è quando devi scegliere se perdere un amico subito, o perderlo sicuramente, ma solo un po’ più in là (non tanto probabilmente). Voi cosa fareste?

Che poi non è proprio una tua scelta, ma è piuttosto una scelta obbligata, obbligata dalle decisioni altrui. Il fatto che non sia una tua scelta ovviamente ti fa sentire impotente, l’illusione di prendere una decisione ce l’hai soltanto dal momento in cui dici “OK, ingoia rospi a cottimo, sorvola sulle cose, se gli dici qualcosa lo perdi” e quindi scegli di procrastinare il momento dell’addio, e quel momento arriverà, purtroppo ho già vissuto in parte quello. Anzi no.

Così piuttosto che fare il culo e prendere a legnate, mi trovo a fissare il vuoto a convincermi che è meglio che sia qui con me anche così.

Amen.

Molecole lipidiche a volontà

Buon Ferragosto! Essì, anche quest’anno è arrivato, come il Natale, no ok stronzate, il ferragosto non è importante, se non per il fatto che è un giorno festivo. Non ho idea di cosa rappresenti né di perché si stia a casa dal lavoro, ma qualcuno, senza far nomi, stamattina mi fa: “Ma oggi cos’è, San Ferragosto?” (Cit.), non credo sia San Ferragosto, però è divertente  crederlo, e così sarà nel tempo e per sempre.

Poi, se volete sapere cosa cazzo è ferragosto esiste Wikipedia, clicca qui.

Per me Ferragosto di solito vuol dire “Mangiamo Carne per tutto il giorno”, e così è stato. Non vi aspettate però bagni in piscina, no no, niente di tutto ciò, quest’anno il Mastro Organizzatore Cavaliere dell’impero Britannico di sua Maestà Una e Bisunta è lo Yano. E che dire, alla sua prima esperienza griglifera con la compagnia, devo dire che il risultato è stato ottimo, complimenti FagYano!

Come al solito, chili e chili di carne vengono messi a grigliare, mucche e maiali pronti ad essere fracassati, scuoiati e macellati solo per noi (speriamo non legga Ale) e si aprano le danze (mandibolari)! Ovviamente il diluvio universale doveva rompere il cazzo, se no noi non ci divertiamo. Però, ripeto, è stata una piacevole giornata, peccato per Parma.

Vi lascio con una fotografia scattata da Kuz, ritrae il sottoscritto in Gaina Furenta (per chi non conoscesse la lingua vuol dire che ero ubriaco perso), foto di un paio di mesi fa, giusto prima che stessi male e che mi mettessi a dieta.

Ps: Voglio la Wii.

Arriviamo con il paziente, tenetevi pronti

Elettrodo per ecocardiogramma (un male atroce toglierli)

Probabilmente uscirò dalle linee guida di CentralDogma (linee guida? What?), o forse no, ma quello che vi sto per raccontare ha del surreale, dello spaventoso e del divertente. Tutto tritato e maciullato assieme in perfetto CentralDogma’s Style. Quindi dopotutto non mi discosto di tanto dai canoni.

Ore 15 e qualcosa: mi sento agitato, mi sento molto agitato, mi sento letteralmente il cuore in gola, che sbatte e ribatte ovunque con delle bordate allucinanti: il Terrore.

Ore 15.15: nel panico assoluto, solo, cerco il telefono compongo il numero più facile di questo mondo, l’ 118. Dopo un paio di tentativi, finalmente becco la combinazione. Spiego al tizio cos’ho, e lui, con aria stanca e assonnata, parlando una lingua che purtroppo non capisco (nonostante le mie radici), cerca di dirmi che non mi devo agitare (facile no?), che devo andare all’ombra e che arriverà un ambulanza, ma non a breve, perché sono “fore tut” (cit.)

Ormai sono le 15.45 circa. Finalmente ecco arrivare la mia salvezza, bianca, aznalubmA, figata. Mi fanno accomodare, e cercano di tranquillizzarmi chiacchierando, intanto mi misurano la pressione: massima 150, minima 120, battiti per minuto 170. Figa porca, che caga, 170 battiti. Mi fanno sdraiare, mi portano al pronto soccorso per accertamenti.

Ore 15.54: entro al pronto soccorso sulle mie gambe. Passo davanti alle settordicimila persone che c’erano in attesa: figata. No aspetta un attimo, Dott House e Grey’s Anatomy non ti hanno insegnato niente? Passa davanti chi sta peggio! Paura folle.

Ore 16.15: Una dottoressa (vero nome: La Stronza) mi ausculta cuore e polmoni, mi fa un elettrocardiogramma e mi prende un campione di sangue. Nessuno parla, nessuno dice un cazzo di niente. Sono in un lago di sudore sempre più terrorizzato. Sì perché poi li senti che bisbigliano qualcosa, tra cui: “Chiamate il cardiologo”. Sconforto

Dalle 16.30 alle 17.45: non succede nulla, la sanità italiana si dimentica del Malu, sono in una stanza, con il terrore che il cuore mi scoppi, solo e con un gelo atroce.

Ore 17.46: spunta il non-si-trova-mai-questo-cazzo-di-Cardiologo, ma non viene da me, prima i vecchi le donne e i bambini (allora non sono così grave?). Tocca a me e intanto dubitano sul fatto che NON assumo droghe. Altro ECG. Il cardiologo mi piglia per il culo, mi topicca la gola dicendomi “Farò di tutto per farti svenire… No dai scherzo“. Mr Simpatia. diagnosi:”Tachicardia sinusale con PR corto. Per il resto ECG normale”. Intano alle mi spalle scatta il litigio, il cardiologo si agita perché “tu mi chiami per una tachicardia? Ma ti rendi conto? Bla Bla Bla. Metti sotto betabloccanti il ragazzo”.

Ore 18: il cardiologo dice che il cuore va bene, mi fa il culo perché devo dimagrire, e di farmi controllare la tiroide perché potrebbe essere un problema ormonale, oppure un fattore psicologico. Chi lo sa. Mi succhio due bei flaconi di betabloccanti. Il cuore torna normale e la pressione si abbassa. “Malusardi?” “sì?” “La mandiamo a casa”, ma ormai sono le 19.45.

Ok, forse da quanto ho scritto non si capisce bene, anzi non si capisce un cazzo. Però, quello che voglio che intendiate è che non è possibile, non è umanamente accettabile, che un paziente non sappia cos’ha. Cosa ha avuto, con cosa lo stanno trattando e che per giunta venga abbandonato per ore in uno stanzino perché “il cardiologo non si trova”. Io come tanti altri, giovani e anziani. Capisco che non era grave, ma capisco che non sono medico, e se percepisco (perché origlio) che ho 170 battiti al minuto, va a finire che mi caco sotto. I silenzi, i mormorii e le rispostacce non fanno altro che peggiorare la situazione. Vaffanculo stronzi.

Ora bisogna sistemare.

Cosa c’è in sala?

L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat (1895, fratelli Lumière)

Inauguro oggi, con questo post, la rubrica “Cosa c’è in sala?”, no no non vi aspettate critiche o recensioni.Ci saranno dei commenti ogni tanto (se proprio non riesco a trattenermi) ma soprattutto ci saranno tutti i film in uscita al venerdì con una telegrafica descrizione.

Quindi, ogni giovedì, non mancate l’appuntamento con CentralDogma e la rubrica “Cosa c’è in sala?”.

Cominciamo subito con la programmazione. In uscita da venerdì 13 giugno abbiamo:

  • Feel the noise – A tutto volume: prodotto da Jennifer Lopez, è la storia di un ragazzo che tenta di sfondare nel mondo della musica, spedito a Puerto Rico, incontra il padre e il fratellastro che lo indirizzerà sulla strada della musica. Condito con storia d’amore. (Sconsigliato).
  • 14 anni vergine: teen movie, un ragazzo un po’ sfigato entra nel mondo del Liceo, scopre che l’unico modo per sopravvivere è raccontare balle. Sicuri che non si avverino queste bugie? (Titolo sbagliato)
  • The death of Ian Stone: horror, un tizio (Ian Stone) viene perseguitato da un cadavere, che forse cadavere non è, Ian viene buttato sotto un treno, ma forse non muore, ed ogni giorno della sua vita sarà così: nuova vita, stessa sorte. (Sembra novità, chissà)
  • Noi due sconosciuti: drammatico? E’ la storia di una coppia con figli, dove il marito fa visita regolarmente ad un amico tossicodipendente, alla moglie non va giù. Un giorno il marito muore e lei si trova sola. (un possibile pacco?).
  • Un gioco da ragazze: film italiano. drammatico, ragazzacce che ne fanno di cotte e di crude. (imbarazzante).
  • Senza apparente motivo: drammatico che più drammatico non si può, una famiglia sterminata. Resta la solo la moglie, la madre, adultera. (Ok, non ci ho capito un cazzo, quanto dura ‘sto film?10 minuti?)
  • Postal: boh forse commedia, forse film d’azione, la vita di Postal Dude va proprio male, e continuerà ad andare peggio. E’ tratto da un videogioco, Postal appunto, massacri, violenze, carneficine. (Chissà, magari sarà una piacevole ora e mezza, oppure no, ma un po’ di curiosità me l’ha messa addosso).

Per oggi abbiamo finito, mi scuso con i lettori, sicuramente mi sarà scappato qualche film, nel caso fosse successo, aggiornatemi commentando il post!

Concludo facendovi gli auguri di una buona visione e ricordandovi che i giudizi e le opinioni nonché le sinossi, sono strettamente personali ed opinabili. Sicuramente qualcosa andrà rivisto, sistemato e migliorato: non esistate a comunicarmelo

A presto!

Paramore

Non lo faccio praticamente mai, non sono un buon scopritore di talenti (e infatti nemmeno stavolta è merito mio), e di solito evito di fare recensioni infatti questo post non ne vuole assumere il carattere.

Ma veniamo a noi, innanzi tutto chi sono i Paramore? I Paramore sono un gruppo di giovani dove spicca, come voce, Hayley Williams (classe ’88). Il gruppo nasce nel 2002 in quel di Franklyn, nel Tennessee (che a me fa venire in mente le mucche, chissà…) e non si può negare che l’incontro tra la bella/brava cantate e il resto del gruppo creerà un grande successo. Ma veniamo ai fatti: come tutte le band, iniziano a suonare nelle scuole, partono dal basso, ma prova del fatto che effettivamente sono bravi e talentuosi, in breve tempo vengono notati da una casa discografica, il successo ha così inizio nel 2005 con la pubblicazione del loro primo album “All we know is falling“, ma se abbiamo bisogno di ulteriori conferme della loro bravura allora attendiamo il 2007 con al pubblicazione dell’album “Riot!” dove secondo me si vede meglio sia il talento che la passione.

Veniamo al punto dolente, il genere, c’è chi sostiene che siano emo, punk, pop punk, powerpop e quello che volete, sinceramente mi sfuggono i vari significati, ma per evitare ogni polemica, se Emo significa “emorroide” allora non lo sono per un cazzo, se invece sta per “emozione” allora sì. A chi si rifanno? Bah, in giro si sente un po’ di tutto, tra cui i Foo Fighters, ma IMHO, non c’entrano un cazzo. Io nella mia mente malata sento qualcosa di più simile ai No Use For a Name e ai 30 Second to Mars, ma vabbé solo personalissime visioni.

Che altro dire? Ah sì, come se non l’avessi già detto abbastanza, Hayley Williams ha una voce molto bella, non unica, però devo dire che anche dal vivo fa una bellissima figura, a differenza della più blasonata Lavigne (primo nome che mi viene in mente). Quando la vedi la sensazione è quella di un’energia e una aggressività senza pari. Complimenti, mi avete toccato nel cuore, pochi ci sono riusciti.

Quando li sentiremo in Italia? Bah, con un filo di amarezza ricordo che hanno suonato al Music Drome di Milano il 17 Febbraio 2008, ma non disperiamo: suoneranno all’Heineken Jammin’ Festival di Mestre il 20 Giugno 2008 (42 Euro). Come valida alternativa c’è sempre il Vans Warped Tour, ma credo sia un po’ fuori mano.

Segnalo: “Misery Business”, “For a pessimist, I’m pretty optimistic”, “We are broken” e “Whoa”

Mi auguro di non avervi disgustato troppo con questo aborto di post, ma questo c’è e questo vi beccate. Mi scuso se ho detto delle cazzate, ma sono cazzate di cui sono convintissimo…quindi…lol

Non va!

Così va a finire che dopo tre mesi di corso riesci ancora a stupirti. No non c’entrano i compagni di classe strani, non c’entrano i professori, c’entra solo il Malu (sempre a parlare in terza persona, colpa dello Yano).

Così arrivi al corso, è mattina presto ed è lunedì, passatemelo, ti metti al tuo posto, accendi il PC e, magia, non va. Non dà nessun segno di vita. Poi guardi meglio ed effettivamente il PC è acceso, non l’hai visto prima perché hai ancora il sonno negli occhi e non distingueresti tua madre da un lupo mannaro (ma forse nemmeno da sveglio…). Appurato che il PC effettivamente sta andando, passi all’opzione “analizza malfunzione monitor”: è lui il figlio di puttana che non funziona, allora provi e riprovi, ma niente. Non ti resta che spostarti sul computer di un tuo compagno assente.

E qui arriva il bello:

La sfiga pare che mi perseguiti, la disperazione si impossessa delle mie membra, lo sconforto prende il sopravvento: nemmeno quel computer pare funzionare. Tac, click, trick, stonk (sonore botte sul case). Niente, lo schermo rimane nero! Non è possibile, due schermi nello stesso giorno?

Ma se anche tu ti accorgi che il PC del tuo compagno di banco si riavvia da solo ogni volta che premi reset, benvenuto, sei un pirla! Vabbè, che ve devo di’, mi sono leggermente sbagliato su quale fosse il mio computer…

Troppi errori.

Parentado famelico

Immagine rubata da un blog di un’amica di un amico, la adoro solo per questa foto.

Uff, eccomi qui, il giorno di Pasqua (che secondo me andava spostato, che ne so, a domenica prossima. Oggi c’era il gran premio…), a lamentarmi e a rompere i coglioni a voi, mio piccoli animaletti da cortile.

Qui a lagnarmi del fatto che ho settecento persone in casa, che non posso farmi i cazzi miei e che tutti vanno a rompere il cazzo al mio povero vecchio cane. Tutti (3) ‘sti bambini del cazzo che topiccano (termine tecnico) il cane, e lui, mesto, rimane lì a farsi torturare (santo).

Poi c’è nonna, che ha bevuto un ditale di vino (sì, è come la Ste) e ha raccontato a tutti di quando andava a fare cose con nonno da ragazzina (è stata fermata, ma troppo tardi…). Il nonno che ha cominciato umiliarmi per la partita di ieri sera (Juventino), le zie acide che pensano di avere ancora 20 anni, ma che invece hanno gli speroni e ruspano come delle galline da brodo. Io ho il potere di spegnere il cervello, è vero, ci riesco benissimo, però loro hanno il potere di consumarti i coglioni. Quindi ti accorgi che ti stanno facendo del male, anche con il cervello spento.

A completare l’opera manca solo la morosa di mio fratello, ma ormai dovrebbe essere questione di minuti…

Quanta ipocrisia, quanti comportamenti affettati. Ma che vadano a cagare tutti ‘sti cazzo di parenti. Che tanto quelli a cui tenevo o sono morti, o sono morti (leggasi: i parenti dalla parte di mio padre).

A quando una cena tutti assieme? Come i vecchi tempi, come succedeva dal Catta…

Saggezza popolare

Così, prendetene e fatene buon uso. Perché io mi meraviglio e provo immensa stima nelle persone che capiscono il dialetto, e un po’ di pena per chi no.

Secondo me è il dialetto è molto importante: dimostra l’attaccamento alla terra e ci ricorda le origini, cosa che noi italiani tendiamo ad evitare come la peste.

Ecco a voi una selezione dei detti, certo, ce ne sono un’infinità, questi sono quelli di più largo utilizzo (e soprattutto che mi ricordo).

 Questi indicano che la persona a cui sono rivolti crede di saperne di più di chiunque  altro.

Te fé i pé ale musche – Fai i piedi alle mosche

Te ghe fé imparà ai gati a rampegà – Fai imparare ai gatti ad arrampicarsi

Te fé i capèi ale giande – Fai i cappelli alle ghiande

Per indicare ovvietà 

 Mort Gurini – Morto Gorini (Scienziato lodigiano, la sua morte fa un evento nazionale)

Per indicare impossibilità  

Fa’ stà fèrmi i fiöi e fa’ cur i vègi – Far stare fermi i giovani e far correre gli anziani

Va a Bagh a sunà l’orghin – Vai a Baggio a suonare l’organo (l’organo è dipinto su un muro)

 Per minacciare qualcuno (scherzosamente)

Te mèti la man in buca e te tiri föra i pè – Ti metto la mano in bocca e ti tiro fuori i piedi

Ciapi vün e pichi l’alter (o olter) – Prendo uno e picchio l’altro

Educazione alla morte?

Notato niente di strano in questa immagine?^^

Un prete del padovano (mi pare) per far capire ai bambini il mistero della morte e della vita fa messa con una bara.

Ebbene sì, alla messa domenicale, di fronte a vasto pubblico di bambini, il prete s’è presentato con una bara. Quando viene chiesto ai bambini di dire cosa c’è all’interno, tutti rispondono che dentro c’è un morto (per altro divertiti).

Invece no, il prete scoperchia la bara, e all’interno c’è un mazzo di fiori. Dice: «Dentro a questa bara c’è la vita». Egli sostiene che non bisogna parlare della morte solo ai funerali ma anche prima e in occasioni come queste, anche con un “pubblico” formato da bambini così piccoli.

Cosa ne pensate? Io credo che non ci sia nulla di macabro nel far messa con la bara, cioè, i bambini ormai vedono tante e cose e tutte più spaventose (tra l’altro, a me la comunione ha sempre un po’ spaventato…corpo di cristo, e te lo infili in bocca..mah, poi ho smesso), quindi il fatto della bara, imho, è trascurabile (genitori bigotti cof cof!). Invece, bah, parlare della morte a dei bimbi così piccoli è necessario? Dirgli che prima o poi ci finiranno dentro è una cosa educativa? (Io no, spero che in futuro si potranno disperdere le ceneri…). Capisco che la morte è un fatto inevitabile, però dai, ai bimbi? Cosa cavolo frega della morte? A me non sembrava necessario.

Come non detto

impiccato.jpg

Giusto qualche giorno fa ero qui a decantare le mirabolanti avventure di Ted e compagnia bella in “E alla fine arriva mamma” e invece cosa succede?Succede che Italia 1 decide di sospendere, delucidazioni le trovate qui: Sospensione sitcom

Comunque evidentemente mi sbagliavo, non ho avuto occhio critico!

Secondo voi perché questa sitcom non ha avuto grande successo? Secondo me gli ingredienti per un buon prodotto c’erano tutti: linguaggio informale, situazione informale ma mai “strana” e poi, suvvia, tutti quelli che hanno apprezzato la serie vorrebbero avere una compagnia così!

Chissà…