Firme

Stamattina vado in cooperativa a firmare alcune carte per il licenziamento / assunzione. Operazione ripetuta ogni due anni da noi soci lavoratori grand. figl. di putt.

“Ah, ok, posso avere una copia dei documenti che sto firmando e neanche leggendo?”
“Mmm… no”
“Come no? Scusa, sei obbligato a darmeli…”
“Si, ma devono andare in consorzio… essere compilati…”
“Sto firmando carte incomplete, quindi?”
“Ehm, si”

Buon Natale

Volevo scrivere un bel post di Buon Natale, nonostante la mia influenza “nuova di zecca” che mi ha reso simile ad un verme strisciante che brontola versi poco rassicuranti ma, dopo aver chiamato al lavoro, non so se c’ho tanto questa voglia.

“Allora cosa devo fare, devo venire oggi?”
“Eheh, si vieni pure…”
“C’è poco?”
“Un delirio”

Spero che Babbo Natale me la mandi buona e di riuscire a finire per le 22. Spero.

Illusioni

Finalmente la settimana è finita. Una settimana un po’ dura, si inizia presto e si finisce tardi (davvero tardi) e la dieta con il pranzo striminzito complica un po’ le cose.

In più, imperatore sacro della sfiga totalitaria, mi sono trovato il giro di turni insieme a due “quasi pensionati” che discutono sul non imparare alcune procedure / lavori tanto “due anni e ho finito”.

Ho sentito più “due anni e ho finito” in questa settimana che in terza superiore.

Sta di fatto che, stasera, causa mal di testa galoppante, è saltaao una prima sessione di Dungeons & Dragons tra colleghi (ci si odia al lavoro ma si coltivano insieme addirittura degli hobby)  per un più rilassante e riposante CSI.

Adesso son tornato a casa, il mal di testa si è un po’ calmato grazie ad un sopraffino tea caldo della morosa e, pigiama addosso, mi preparo a fare una grande dormita e a godermi il weekend (con tanto di ordine della macchina nuova).

Ah, o cazzo quasi me ne dimenticavo. Domani mattina inizio alle 5.

L’importante è crederci

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Oggi pomeriggio ho fatto un colloquio con il Direttore Galattico di “Balti distrubuzioni”, un’azienda di Lodi che distribuisce nelle edicole di tutto il lodigiano/sud Milano e Oltrepo Pavese, giornali e quotidiani.Il colloqui comincia con 15 minuti di ritardo, tenedo conto che io ero là già da mezzora (terrore di far tardi al colloquio), attendo 45 minuti.

Capo Galattico: Buongiorno, si sieda (sedia in pelle umana, presumo)

Malu: Salve

Capo Galattico: (dopo avermi presentato le mille mila sfaccettature del lavoro) Sei veramente interessato a farti un culo così?(Sputando fuoco dalla bocca e levitando, con tanto di mantello svolazzante)

Malu: (una nullità, con voce calda e profonda che nascondeva il terrore) Certo! (pausa, dubbio, incertezza: lo sfacelo) Ho sempre desiderato un posto di lavoro come questo!

Capo Galattico: Davvero?Bhe io non ti posso promettere niente, però tieni conto che sei perito, e mi sembri molto motivato, hai superato il primo livello, la prima scrematura.

Malu: (Faccia di Bronzo) Davvero? Grazie Sire, Grazie Sua Santità.

Capo Galattico: Certo, adesso fai parte delle 40 persone che devo valutare.

Sconforto: questo piglia cani e porci, e tra le 40 persone da valutare io sarò sicuramente il migliore, no? Sì, l’importante è crederci.

Straordinari? Sì, grazie

Questa mattina, come di consueto quando sono di primo, mi sono alzato alle 4.05 (esattamente), mi son fatto la doccia, ho mangiato i miei 200gr di latte con un po’ di caffè e 5 gallette e sono andato al lavoro.

Nonostante abbia dormito solamente poco più di 2 ore, la mattinata è trascorsa velocemente come di consueto per la tranquillità caratteristica che distingue il lunedì mattina dagli altri giorni.

Ma poi si fanno le 8.

E lì, quando tutti i miei colleghi iniziano a popolare, pian piano, l’ufficio con le loro facce da zombie e caffè bollenti tra le mani, scopro che 2 sono rimasti a casa, febbre si dice. Insomma, io e l’altro mio collega ci guardiamo, sicuri che il nostro tranquillo lunedì mattina si sarebbe presto trasformato in un inferno di straordinari.

Sta di fatto che, alla fine, quello che gli straordinari li ha fatti sono stato io. Ho aperto stamattina alle 5, ho dormito dalle 14 alle 17 e sono tornato al lavoro, per chiudere alle 21. Per carità, se saddafa, si fa, nulla in contrario.

Ma quando vedi quell’idiota della tua collega lamentarsi per ore del:

  • fatto che vuole un uomo ricco e bello e con la casa e con il lavoro
  • fatto che vuole un lavoro con tanti soldi senza fare un cazzo
  • fatto che i suoi superiori gli rompono i coglioni perchè lei non fa un cazzo
  • fatto che il suo pc non funziona da due settimane (ma come cazzo fai a lavorare?)
  • etc. etc.

Ti verrebbe voglia di prenderti una MasterCard, pagarti un corso di scherma (€ 500), comperare un ascia bipenne (€ 30) e staccargli la testa con un colpo solo, saltare come King Kong sulla sua scrivania e pisciarle sul cadavere (non avrebbe davvero prezzo)

Darwin

Cercasi disperatamente una persona in grado di spiegare ad un mio superiore che l’asse serve per sedersi sul cesso e non per strisciare sopra la merda e, di conseguenza, far vomitare le persone che lavorano negli uffici quando devono andare in bagno.

Disperatamente: perchè io, personalmente, non ho il coraggio di fargli presente questo suo “difetto”, ma credo che un aiuto in questo campo possa aiutarlo ad ampliare e approfondire i suoi – scarsi – rapporti sociali.

Assolutamente: perchè questa è la seconda volta che capita.

Coraggio: come si può spiegare una cosa del genere? E’ alquanto imbarazzante, ma forse è necessario fargielo presente.

Richiesta la conoscenza di linguaggi primordiali.

Peccati… capitali?

Odio

Mentre scendeva le scale noi la sentivamo, burbera ed incazzata con il mondo. Come tutti i giorni, qualcosa andava storto e, ovviamente, era certo colpa di qualcun altro, non sua. Ancora prima di proferire parola, di salutare i suoi colleghi che, ogni giorno, si sbattono come suini da monta sulle cazzate che, arrogantemente, commette apposta perchè non può saperlo. Vipera, ancora prima di levare il piede dall’ultimo gradino, urla qualcosa e si lancia contro la finestra, sbattendola.

“Quel cristo ha pure il raffreddore e manco per i coglioni che chiude la finestra con il freddo che fa”.

Ora: avrei tirarle un calcio nella schiena, sbatterla a terra, prenderla per i capelli e picchiare il suo muso da puttana più volte contro lo spigolo della mia scrivania, insozzata dai batteri per i continui starnuti. Poi, dopo averla dissanguata passando sopra al suo cadavere con un muletto come fanno con i maiali, le avrei fatto passare due ore insieme a noi e insieme all’odore di 20 trasportatori sudici.

Invece, come al solito, mi sono limitato a pronunciar con un filo di voce “muori stronza”.

Worker Bee

Cercasi scimmietta ammaestrata, piccola (e preferibilmente grassa) con una anche non buona conoscenza dell’italiano e della comunicazione, disposta a turni di 8-9 ore (senza pause nè!) all’interno dell’arco lavorativo 5.00 – 22.00 che abbia la volontà di sostituirmi un paio di settimane presso la logistica per cui lavoro.

E’ richiesta una buona dose di pazienza per sopportare demoni con megafoni nello stomaco che inneggiano a Satana per tutto il giorno, una discreta conoscenza dei problemi al computer del collega (“ehi non mi stampa”, “prova ad accendere la stampante…”), automobile e indipendenza economica di circa 30 eurocents al giorno.

Graditissimo anche un certo pelo sullo stomaco.

Drink me all

Caffè. La bevanda preferita da qualunque lavoratore. Impiegati, operai, dirigenti, tutti amano il caffè. E tutti lo odiano, dato che si sa, il caffè che si beve al lavoro fa sempre cagare. Eppure è un toccasana, la benzina del primo mattino, il giusto gusto dopo il pranzo o durante la sigaretta. Bere il caffè al lavoro è davvero un rito e fa sempre piacere, tranne quando capita la volta di offrirlo (a dieci persone).

E quel rito, spesso, ti fa capire che:

  1. è una giornata di merda se in tasca non hai neanche 30 centesimi per un caffè e nessuno ha la chiavetta
  2. è una giornata di merda quando gli unici 30 centesimi che hai per un caffè vengono irrimediabilmente mangiati dalla macchinetta che poi, fatalità, si spegne per non riaccendersi più
  3. è una giornata di merda quando il tizio delle macchinette si dimentica di mettere l’acqua nella macchinetta del caffè e perdi i tuoi unici 30 centesimi per una tazzina sporca di polvere di caffè
  4. è una giornata di merda quando un collega ti chiede la chiavetta in prestito per un caffè e quella chiavetta non la vedrai mai più
  5. è una giornata di merda quando la macchinetta il caffè te lo prepara, ma si scorda di buttarti giù la paletta per mescolare
  6. è una giornata di merda quando prendi un caffè, soffi sul bordo per cacciare via un insetto e l’insetto casca, precipitosamente, all’interno del biacchere
  7. è una giornata di merda quando un collega – per sbaglio – pigia sul tastino del tea e tu, per cortesia, sei costretto a berlo, anche se fuori ci sono 40° C all’ombra e ti suda anche l’intestino
  8. è una giornata di merda quando chiedi al tuo collega se vuole qualcosa e dieci persone ti rispondono “io un caffè”
  9. è una giornata di merda quando rovesci un caffè sui documenti di un trasportatore, incazzato e dannatamente di fretta
  10. è una giornata di merda quando proprio un caffè dopo 8 ore di lavoro non sei riuscito a bertelo