Gradirei accoppiarmi con un nerd.
Post con tag Lavoro
Un lavoro, vero
2 apr

Con immensa gioia di tutti voi do il lieto annuncio, sono diventato papà (per la seconda volta).. 
No dai, scherzo, come ormai tutti sapranno (miracoli di Facebook), finalmente, dopo svariati mesi di situazioni poco chiare, torbide e oscure, posso dire di stringere tra le mani un nuovo e fiammante contratto!
Oooh, Contr.. Contra… Contratto? Essì, è quasi una parola dimenticata dallo scarso utilizzo, come per certa gente lo è “grazie”. Ebbene, questo contratto scade il 5 Aprile 2010, ho tempo un anno per far vedere che Anche io valgo (sì avrò delle rughe spianatissime), per cercar di far andare avanti la baracca, per cercare di intrufolarmi abbastanza in profondità nel sistema per non poterne più uscire in nessun modo. Speriamo che vada tutto bene!!!
Il mondo fatato
10 feb

E’ sempre così, ogni volta è un’emozione, sinceramente non ricordo quale fosse l’ultimo mio post, ma anche lì lo sarà stata. Ah sì, era puro odio papale. Quindi sì, è stata un’emozione intensa.
Potrei parlare per ore di Eluana Englaro, dei pochi capelli di Tony, di quanto è grasso lo Yano oppure ancora delle pive colossali, ma non lo farò, questa volta farò un’analisi completa e profonda del sistema lavorativo in cui navigo completamente nell’oblio.
Partiamo dall’inzio:
Ore 8.45 sì comincia, alzo le tapparelle, accendo il PC e attendo la prima orda di vecchi e di scartoffie.
Ore 9.15 arriva il superboss epico ancestrale: mio zio, io sommerso da scartoffie.
Il fatto che tuo zio sia anche il boss apre un sacco di porte, ma non sai che dietro a queste porte ci sono più insidie che nella foresta nera: sei obbligato a dire sempre “sì”. Così ti ritrovi con il tuo muso pesto e lungo, con in mano uno spazzolone, a pulire i pavimenti. Oppure a togliere la cacca dei piccioni.
Per il bossZio la persone con cui a che fare sono solo di due tipi: le persone definite “Magiche” e le persone qualunque. Se sei una persona “Magica” il tuo nome sarà preceduto da questo aggettivo (sempre che lo sia, la mia conoscenza dell’italiano è penosa), per esempio “ah, eccolo, seguiamo tutti il magico Yano”, il personaggio “Magico” avrà capacità oratorie impeccabili, farà cose mirabolanti, ma soprattutto sarà un bravo imbonitore, un che sa rigirarsi la fritta a proprio favore. Se invece sei una persone qualunque non meriti attenzioni.
Oltre che le persone, anche i fatti e le cose che accadono possono essere di due tipi: le cose “fantascientifiche” e le cose, ancora una volta, “magiche”. Una cosa “fantascientifica” è una cosa orrenda, bruttissima, atroce e assolutamente fantasiosa. Una cosa che non esiste né in cielo né in terra, da cui discostarsi assolutamente. Es: “Zio posso stampare 3 pagine in bianco e nero?”, “Ma sei matto? E’ una cosa fantascientifica”. Le cose “magiche” sono invece delle cose stupende, dolci come il miele, che ti possono risolvere la giornata in un batter d’occhio. Purtroppo ora accadono raramente.
Quindi per i boss tutto è riducibile ad un mondo fatato e fantascientifico, e tu devi capire se è una cosa e buona da come viene definita. (Se usasse “buono” e “cattivo” sarebbe decisamente meglio).
Ore 10.30, il boss beve il caffè, io gioco a solitario, io sommerso da scartoffie.
Ore 12.30 Prendo l’autobus per tornare a casa.
Triste no? Non vendo fumo, non rivoluziono il mondo, non fingo interesse nelle persone, io mi interesso per davvero (nel bene o nel male), non sparo assurdità in stile “io ce l’ho più grosso”.
Ciao Eluana, se davvero volevi andartene io ero dalla tua parte.
Con un click?
2 feb
Non è che qualcuno conosce un metodo facile e veloce per cambiare buona parte della vita con magari un click? Che ne so, un sito internet, una dieta miracolosa (che preveda un discreto quantitativo di wurlster però), un programma in tv o anche solo un videogioco va bene.
Non ho ancora preso in considerazione l’alternativa “Q” che prevede l’armarsi di ogni tipo di arma possibile e immaginabile, andare al lavoro e con nonchalance (giuro stavo scrivendo no-scialans) sparare raffiche di mitra fino a quando la colorazione di ogni centimetro di piastrelle, muri, soffitti e computer cambi radicalmente tonalità.
Solo perchè prevede un migliaio di anni di galera è 
Cercasi urgentemente posto di lavoro e anche un po’ di cuore, tanto per.
Colloqui fasulli: Kirby colpisce ancora
18 set
Quando sei disoccupato appena senti che ti stanno per offrire un lavoro accetti. Così è stato anche questa volta. Ma veniamo ai fatti.
Suona il telefono, rispondo, una voce squillante mi dice che un mio conoscente ha dato il numero di telefono, mi spiega chi sono. Sono un’azienda in forte espansione che (guarda caso) sta per aprire una sede proprio nella Mia Zona. Io intanto ascolto, e lei prosegue dicendomi che ci sono aperte tutte le posizioni, dall’operaio all’impiegato al mega direttore, e che, dopo un colloquio ad Assago, presso la Master qualcosa (ora lo so il nome perché ho cercato info), se passerò le selezioni la zona di lavoro sarà la mia.
Caspita, mi fa strano che mi chiamino per offrirmi un lavoro, però vabbè, proviamo, tanto da disoccupato non ci perdo niente, al massimo non mi prendono. Quindi accetto di buon grado, prende un appuntamento per oggi alle 14.30.
Siccome tutto sommato non sono proprio l’ultimo dei pirla (anche se non sembra), ieri sera mi sono documento su internet, vado su Google, e porca puttana, non mi sono segnato il nome della ditta. Ho l’indirizzo e il numero di telefono però, digito l’indirizzo ma non trovo un accidente. Provo con il numero di telefono e magia, ecco un sito perfetto che parla di questa fantomatica azienda. Un sito di tutela dei disoccupati. Ecco il link: http://www.iosonodisoccupato.org/ ed un bel post che parla di questa pseudotruffa: Kirby colpisce anche ad Assago
In sostanza questi Signori cosa fanno? Chiamano a caso delle persone con la speranza che qualcuno accetti. Ti fissano l’appuntamento per un colloquio, una volta in azienda ti intortano su quanto sia bello vendere un aspirapolvere, il Kirby, porta a porta. Che ti danno un fisso da 500 euro, e che tu, con i tuoi mezzi devi girarti il mondo ed implorare le persone a comprartelo se no, niente soldi. Nemmeno il fisso.
Maledetti bastardi, alla fine al colloquio ovviamente non ci sono andato, però speravo che mi chiamassero per chiedermi come mai non sono andato, ma in sostanza non credo gli importi molto, qualche babbeo ci sarà sicuramente in giro.
Ecco altri due siti che parlano di questa cosa: Girodivite.it e BlogLavoro.com (I link sono diretti al post).
Colleghi tipici: sbirulino
28 lug
Lo sbirulino è la classica zecca d’ufficio, il collega che nessuno vorrebbe avere ma che tutti hanno, il collega che regala anche alle giornate più nere un motivo per essere ricordate (magari in un lontano futuro, quando con in mano un bicchiere di brandy racconterò ai miei figli del mio precariato).
Lo sbirulino è un tipo dai quaranta ai cinquanta, il classico padre di famiglia, come tutti i padri di famiglia desideroso di andarsene in pensione, abbastanza vicino per poterla bramare e abbastanza lontano per non poterla neanche nominare davanti ai matusa dell’ufficio. Contrariamente a tutti i “tipi di mezza età” che affollano i luoghi di lavoro, lo sbirulino si discosta dagli altri per alcune caratteristiche che lo rendono assolutamente divertente:
- è lento come la fame: gli anni di lavoro alle spalle lo hanno reso consapevole che la velocità del suo operato non influenza positivamente o negativamente la sua busta paga. Anzi, dato il suo discreto curriculum e la posizione nell’organigramma, probabilmente la sua busta è già abbastanza gonfia, del resto non gli importa nulla. La sua lentezza gli porta però dei soprannomi poco originali quanto veritieri: “fulmine”, “flash”, “macchina da guerra”.
- è il preferito da mammà: data la sua qualità saliente (la velocità), lo sbirulino è il preferito da mammà. E’ inconcludente, è lento e il suo lavoro non produce ad un cazzo, anzi spesso mina il lavoro degli altri. Per questo è bellissimo insultarlo. E dato che lui ha capito che avere una dignità non cambia certo il peso della sua busta paga, subisce e se ne fotte. Per qualcuno è un esempio di stoicità senza pari, per altri è un coglione verme.
- la sua produttività è 0: ogni azienda cerca di creare grafici e schemi che riassumono le produttività dei dipendenti a seconda delle varie ore della giornata. E’ innegabile dire che un dipendente produce al massimo per non più di 2-3 ore al giorno, la mattina prevalentemente. Il resto della giornata è un lento e inesorabile declino verso il fancazzismo. Lo sbirulino no, è sempre produttivo al massimo, al suo massimo, ovvero non fa un cazzo.
- le sue battute fanno cagare: lo sbirulino crede di essere divertente e questo lo rende assolutamnete noioso, insignificante e fa di lui la prima probabile vittima della furia assassina di un collega incazzato. Tornato da pranzo, lo sbirulino parte a raccontare cose che non fottono a nessuno, barzellette che fanno ridere solo Moira Orfei e aneddoti insignificanti.
- ligio all’orario: lo sbirulino è ligio all’orario, perchè ha capito che questo determina la sua busta paga. Sbirulino inizia alle 8:29 e alle 5.25 si lava le mani. Quando scattano le 5.30 il terminale del badge, matematicamente, emette un “bip”, il “bip” dello sbirulino che torna a casa. Cascasse il mondo.
Chi di voi ha lo sbirulino di fiducia?

La fedeltà allo Zar
26 lug
Pur lavorando da tre (e passa) anni ormai, ci sono delle cose del settore lavorativo che non comprendo molto bene, mentre altre davvero non capisco proprio per niente. Una di queste è la cosiddetta “fedeltà all’azienda”.
Premettiamo una cosa: generalmente la gente lavora per guadagnare i soldi che gli servono per vivere (o per comprarsi l’iphone), non per l’onore e non per la patria. Questa è una doverosa premessa in quanto, spesso, sembra proprio che i datori di lavori, capi, manager, imprenditori, lupi mannari non passi neanche per l’anticamera del cervello, considerando che la gente lavora per occupare 8 – 10 ore della giornata, sai che noia a casa con il Nintendo DS.
Adesso, se c’è qualcuno tra i lettori di CentralDogma che sia vagamente un dirigente o un qualunque datore di lavoro, mi può spiegare per quale cazzo di motivo io, schiavo tra gli schiavi, sottopagato e sotto il contratto dei trapezisti russi, che nell’organigramma aziendale sono la nota in fondo a destra del retro del foglio attaccato alla bacheca del bagno dei trasportatori devo essere fedele all’azienda?
Ad ogni riunione a cui presenzio io e chi con me fa parte delle fughe dei pavimenti dell’ufficio in cui lavoro, sento parlare di questa benedetta fedeltà, di questo sacrosanto rapporto inscindibile che lega indissolubilmente dipendente e azienda, come se fosse il papa a parlare e l’azienda fosse lo spirito santo venuto in Terra per redimerci dai peccati, o umili schiavi che lavorate! Lavorate, abbiate fede che tanto dopo il lavoro c’è lo straordinario! Abbiate fede, che dopo lo straordinario lo prendi in culo perchè tanto non te lo pagheremo mai come tale perchè hai un contratto che farebbe ridere Moira Orfei anche se lo leggesse davanti ad uno specchio e in quell’istante capisse quanto cazzo sono orribili i suoi capelli di merda!
Poi, diciamocelo, fossi dell’azienda io, magari un pelo potrei anche capirlo… ma quando mi parlano di fedeltà e il giorno dopo “ragazzi, mettetevi in riga perchè questa è l’ultima che vi facciamo passare poi, a casa” (detto 3.000 volte tra le altre cose, anche quando tipo noi non c’entravamo manco per il rotto della cuffia, ma tant’è Moira Orfei…
ma chi vuoi prendere in giro? Ma pagami e basta, stronzo! Voglio i soldi, te la puoi infilare nel culo la tua fedeltà se non mi paghi. Sono fedele a mia mamma e alla mia donna aggratisse, per il resto sono peggio di una puttana. Vuoi – paghi il giusto, non dai la caramella.
E non capisco perchè i nostri magnati del lavoro, che dispensano soldi per la felicità del prossimo, si ostinino a non comprendere questo e continuino a parlare di fedeltà e onore dell’azienda, sperando che in qualcuno si accenda, nel cuore, il sacro fuoco dell’orgoglio aziendale.
Amen.
Le Mans
24 feb
E finalmente sembra finita anche la mia Le Mans lavorativa, durata quasi due settimane, culminata in ultimi tre giorni di fuoco. Ma, tra inventari, certificazioni ISO, visite ispettive, capi pazzoidi e san valentini, ho davvero perso il senso del tempo in questi giorni. Cazzo, entravo in quello stramaledetto ufficio e manco sapevo quando uscivo, figuriamoci se mi permettevo di sindacare su pause pranzo che non potevo permettermi e, infatti, mi sono perso le prove del gruppo (scusate ragazzi, ma lo sapete che sono un pirla), ho dimenticato di salutare il mio collega che ho istruito (ihihih) per quasi un mese e che domani se ne parte per lidi migliori, ho spiegato alla mia capa che è meglio fare sesso tutti i giorni, non quando lo decide lei, ho proposto al mio wii il prepensionamento anticipato e le cacche degli uccelli sono diventate tutt’uno con la vernice della peugeot e la mia morosa mi ha comprato come cena degli stickysauri.
Il culmine: oggi pomeriggio. Dovevamo lavorare di sabato per l’invetario, operazione che è finita all’una meno dieci circa. Noi, alle quattro del pomeriggio, con un idiota come ispettore che girava per il magazzino a prendersi pacchi di biscotti (cibo che “per giusta causa” non potevamo toccare), eravamo là, a spidocchiare fatture scritte con grandezza 2 del Times New Roman, per trovare qualche spelucchiata di qualche altro nostro collega che, oggi, non c’era. Per inciso: non era certo un lavoro nostro, ma il capo, che la settimana prossima si prenderà un periodo di ferie (meritate..), ha ben deciso di consumare il nostro pomeriggio là dentro.
La scena è poetica: mezzi spossati, guardavamo la finestra e lo spettacolo che si presentava davanti a noi era superbo… Una distesa verde costellata di alberi in fiore, bambini che giocavano al girotondo, fiumi di miele che scorrevano, là nella zona industriale del milanese.
“Dai Davide, SORRIDI, che poi la settimana prossima non ci vediamo”
“Allora mi porto le scarpe da ballo lunedì mattina”
Se lunedì mattina la vedrò, sarà stata solo colpa mia.
Milano, Milano
9 gen
Dopo dodici ore di lavoro passate a scartabellare qualcosa come 1700 ragioni sociali tra le 580 vie e vicoli della Milano Centro, posso pronunciare a memoria senza neanche riprendere fiato oltre 100 nomi tra papi, politici, personaggi della Divina Commedia, santi (ehi, sapevate che esiste San Calimero?) e personaggi storici vari.
C’ho gli occhi grandi come due meloni. C’ho i coglioni grossi altrettanto. E vedo il mio collega che esulta ad ogni X che mette sul suo calendario in attesa della pensione mentre tenta di superare il record di motivi coglioni per “tenermi al lavoro dopo le 9 di sera”. Davvero maligno.
Firme
8 gen
Stamattina vado in cooperativa a firmare alcune carte per il licenziamento / assunzione. Operazione ripetuta ogni due anni da noi soci lavoratori grand. figl. di putt.
“Ah, ok, posso avere una copia dei documenti che sto firmando e neanche leggendo?”
“Mmm… no”
“Come no? Scusa, sei obbligato a darmeli…”
“Si, ma devono andare in consorzio… essere compilati…”
“Sto firmando carte incomplete, quindi?”
“Ehm, si”
Voja de laurà!
27 dic
Pagherei oro per starmene a casa oggi e domani: qualcuno mi offre il suo tempo?
(Avrò scritto giusto il dialetto?)



Commenti