Dopo qualche tempo ritorniamo a scrivere su CentralDogma di videogiochi e, in particolare, di Dragon Quest IX per Nintendo DS, appena uscito nella nostra cara lingua italiana.
Mentre tutto l’universo si diletta con Starcraft 2 (e la sua splendida confezione ultraslurp piena di gadget interessanti), questo splendido gioiellino per NDS esce in tutta tranquillità in Italia (dove, comunque, la serie DQ non raccoglie proseliti come altri capisaldi del genere jrpg tipo Final Fantasy). Per chi non lo sapesse, Dragon Quest è più un “marchio” che una vera e propria serie: ogni episodio infatti non è collegato a nessun altro anche se, parzialmente, molte delle meccaniche di gioco (come lo stile di combattimento) rimangono pressochè inalterate. Contrariamente a quanto accade nella serie Final Fantasy, dove ogni titolo cerca di stravolgere e riscrivere i concetti di gioco (presentandoci di fatto un gioco nuovo ogni volta sotto tutti i punti di vista), Dragon Quest cerca sempre di rimanere il più fedele possibile ai suoi parenti mantenendo inalterate quelle “qualità” che l’hanno contraddistinto nel corso della sua storia.
