Tra 300 metri, girare a sinistra

Divertente vedere come le persone cambiano atteggiamento.

Il PdL che fino a ieri portava avanti una politica fatta di spallate e arroganza, ora bela come un agnellino.

La Lega reclama lo scettro dell’ignoranza e dello sfruttamento ancora una volta, sembra voler non migliorare mai.

I paesanotti continuano invece la loro personale campagna elettorale insultando e affibiando nomignoli degni degli anni ’70.

Che la destra e la sinistra lo sappiano: Il berlusconismo non è finito. Oltre a sperare alla morte (esplosiva) dei vecchi che guardano il TG4 idolatrando Emilio Fede e dei milanisti che credono in Silvio perchè presidente della loro squadra del Quore, bisogna credere e sapere fare di meglio.

Che questa sinistra di Pisapia dimostri che il rosso non è solo centro sociale e che – forse – il rosso non esiste più.

Che questa sinistra di De Magistris dimostri che Napoli può essere una grande città.

Larghi di vedute

Io facio piu seso di te terone!Buongiorno sig. Pino

Buondi ma ti prego ciamami dotore.

Certo dott. Pino mi scuso per il mio tono, come dire, poco formale. Quindi dottore, ma non sapevo fosse laureato.

No cierto, o studiato ala bibioteca di milan, ma poi o perso il treno e come dire, ero piu interesato alla patana, come dicete voi teroni.

Ha terminato gli studi per sposarsi?

No, andavamo a fare il putantur con li amici e mi servivano li soldi per pagare le prostitute. Cuindi o fato i piu disparati lavori che il mio buon padre mi asegniava. Ero un ragazo che cueli di adeso se li sogniano. Facievo il muratore cuando li altri fumavano l’erba dei campi ma io non mi sono fato inciuciare dai teroni che a squola ci vendevano la droga. E io la squola la odiavo perche tuti i teroni queli figli di putana da mame che neanche si sapeva da dove venivano. Poi l’acua e trabocata dal vaso cuando e arivato a squola Moamed.

Un nuovo compagno di scuola?

Ei, statento. E arivato un tizio che tuti lo ciamavano moamed ma puzava di tono e cipole. E me lano meso vicino di banco perche io ero il piu bravo dela squola esendo di bergamo. Ma a me il moamed mi stava sui maroni e cuindi lo picchiato poi mi ano amonito.

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GF 2011: prime indiscrezioni!

Volevo tenermi il post odierno per Mistero di questa sera (il programma che andrà in onda su Italia 1), ma va da se che ho cambiato idea.

La bellissima Alessia Marcuzzi (qui a sinistra vediamo una sua recente foto scattata durante il controllo di routine dinnanzi all’ingresso della villa del premier) è stata scelta ancora una volta per la conduzione del prossimo Grande Fratello (che credo sia il 12, ma non sono molto ferrato in materia). Nonostante i disastrosi risultati dell’edizione (ancora in prosecuzione) di quest’anno, i big di Mediaset non hanno intenzione di arrestare il progetto Big Brother e già si parla di casting mentre veniamo a sapere della presenza di alcuni concorrenti Speciali.

Pensavamo di proporre al pubblico italiano uno spettacolo incredibile con la prossima edizione del GF. Gli ascolti di quest’edizione (del 2010/2011 ndr) non è andata esattamente come ci aspettavamo, ma la causa di questo deriva senza ombra di dubbio da un ristagnamento degli ingranaggi che muovono il programma. Agli italiani ora non basta essere dei voyeur, ma vogliono partecipare emotivamente (e non solo) all’andamento del concorso. Con la nuova edizione aspettatevi grandi cose: oltre alle solite zoccolette e ai due palestrati che si contendono un po’ di pilù, vedremo anche delle facce note al grande pubblico”.

Queste le parole dei produttori, gente che ha visto nascere e crescere il Grande Fratello italiano. Senza ombra di dubbio veniamo quindi a sapere che tra i concorrenti della prossima edizione spiccheranno anche volti conosciuti, cosa non del tutto inusuale considerata il successo che sta riscuotendo un programma ben più mediocre come l’Isola dei Famosi.

Ma noi di CentralDogma abbiamo fatto di più amici cari, noi vi diamo pure i nomi dei concorrenti speciali. Per la prossima edizione sono stati scritturati ospiti / concorrenti del calibro di dell’On. Silvio Berlusconi che dichiara: “Ho seguito tutte le edizioni di questo splendido programma culturale che trovo molto divertente ed educativo. Moltissime delle mie affezionate concubine sono altresì passate dalla grande porta rossa. Quindi mi son detto? Perchè non partecipare anch’io? I produttori si sono dimostrati subito interessati, alcuni hanno visto in me la figura di Marcello del GF9″. Manuela e Nicole entrano invece come coppia di amiche ma siamo già pronti a scommettere che il loro rapporto di fiducia si incrinerà parecchio durante il corso del programma, “chi farà sesso per prima? Ci saranno così tanti bei fusti” si chiedono entrambe mentre parlano ammiccanti ai nostri microfoni. Presenza scontata ma comunque di peso la notissima Ruby Rubacuori, che si contenderà, insieme alle già sopracitate Nicole e Manuela i membri di molti partecipanti al Grande Fratello. Meno scontata invece la presenza di Luciana Littizzetto, che ha accettato senza remore – nonostante la sua avversione al programma. “Voglio mettere alla prova Silvio. Non sono bella e ho bisogno di aiuto? Me lo regalerà un cd di Apicella mentre siamo nella casa?” dice. Silvio le ha già intimato di lasciare il programma, mentre da dietro Manuela le fa il dito “Il Berlu è solo mio, non osare toccargli il…” mostrandole appunto il medio. Cosa avrà voluto dire?

La Marcuzzi è entusiasta delle novità. “Finalmente gli italiani hanno modo di seguire le vicende che ci attanagliano da tempo in diretta 24 ore su 24. E con il televoto rimarrà comunque inalterato il primo grande pilastro del programma: è il pubblico a decidere chi sta fuori e chi sta dentro. Niente leggi ad personam.” Noi ce lo auguriamo.

Con protagonisti del genere, la Ruby Rubacuori avrà di che lavorare per piacere agli italiani. “Non basta una storia difficile alle spalle e una certa esperienza con i bocchini per andare avanti, non è mica televisione trash questa.” esclama a Kalispera mentre ribadisce la propria verginità. “Anche dal culo?” le chiede Alfonso. Lei non risponde.

Ma Silvio non si preoccupa. Sa che vincerà e sa che quest’edizione andrà avanti fino al 2020. Mannaggia a noi. L’opinione è Comunista ma lui è forte. Sa cantare bene, cosa che gli tornerà utile durante le numerose prove che sa affrontare. E scopa, cosa che agli italiani piace.

o Cosa?

Auguro ai familiari giovani della famiglia Berlusconi una bellissima vita e un “contratto” in cooperativa.E ad Alfonso Signorini non auguro niente. Non si sa mai che finisca a gestire anche una rivista vera o partecipare a qualche programma di qualità. Non mi stupirebbe fosse il caso umano del prossimo Grande Fratello, in tutta sincerità.

Death Note il gioco di carte

Oggi parliamo di Death Note: the investigation card game, ultimo acquisto ludico del 2010.

Per chi non lo sapesse, Death Note è un manga (e anche un anime) dal sapore maturo e controverso che ha letteralmente saputo conquistare milioni di fan in tutto il mondo. La storia narra di questo quaderno maledetto (il death note appunto) che ha il potere di uccidere le persone il cui nome viene scritto sulle sue pagine. A trovare questo oggetto demoniaco sarà Yagami Light, uno studente modello giapponese che non tarderà un momento ad usarlo per fare piazza pulita “del male nel mondo” per costruire così un mondo migliore. Dovrà essere “L”, il più grande investigatore esistente, a fermarlo e a far ritornare la serenità.

In questo contesto (se ne avete l’occasione vi consiglio di leggerlo il fumetto, potreste aprirvi una porta che non avete neanche mai sognato di vedere), non sembra difficile calarvi un gioco di carte. In Death Note ICG infatti ogni giocatore potrà vestire i panni di Kira (l’utilizzatore del Death Note), di L o di altri sei membri della squadra investigativa. Ogni giocatore riceve poi un personaggio con cui otterrà una accoppiata ruolo / personaggio assolutamente segreta. Scopo di Kira è ovviamente quello di uccidere L, viceversa quello dell’antagonista. Gli altri comprimari si limiteranno ad aiutare L nelle sue indagini.

Devo dire che il sistema mi sembra abbastanza smaliziato e interessante anche se però il fatto che ogni giocatore debba chiudere gli occhi per permettere a Kira di effettuare indisturbato le sue mosse mi lascia un po’ perplesso. Un meccanismo del genere l’ho già incrociato in Lupus in Tabula, ma ad essere sincero la cosa non mi convince più di tanto. Se durante la partita mi capitasse di essere Kira, vivrei uno stato di paranoia totale in quel momento per il terrore che qualcuno, a causa di una bruschetta nell’occhio, mi scopra e il gioco volga al termine immediatamente.

Il gioco non è costoso (circa €13) però devo dire che i materiali e le carte non mi hanno molto soddisfatto. La piccola plancia di gioco è in un cartoncino talmente leggero che si rompe solo a guardarla (fortunatamente BoardGameGeek ci viene in aiuto con una immagine della stessa mappa pronta da stampare e utilizzare a piacimento), le carte non mi sembrano di buona fattura, senza copri carte mi pare che si sfaldino dopo un paio di partite. Anche i disegni, seppure funzionali per il gioco, sono un po’ carenti. Nove carte identiche per ogni personaggio sono monotone, con la quantità di risorse a disposizione (un manga e un anime…) sarebbe stato molto più piacevole avere per ogni copia del personaggio un’immagine diversa. Anche la confezione è scarsa (di solito per questi giochi vengono proposte confezioni rigide) di cartoncino poco resistente e sicuramente non utilizzabile per contenere il gioco, ma di quello chi se ne frega. Come già detto però il gioco è veramente abbordabile, quindi se il gioco è interessante ci si può davvero passare sopra.

Ultima nota va fatta al regolamento, semplice e veloce. Addirittura ne esistono due varianti: Light e Kira, che propongono un modo più semplice e uno più complesso (ma intrigante) per giocare. Entrambi i modi sono comunque di semplice spiegazione e assimilamento.
Che dire, sarà l’ambientazione, sarà che ricorda vagamente Indovina Chi?, sarà perchè un gioco del genere non è ancora presente nella mia raccolta di giochi, ma l’ho acquistato ed è da provare il prima possibile. E poi è stato ideato da un italiano, quindi un punto vale solo questo. Il gioco è per 4-8 giocatori, la durata di una partita si assesta attorno ai 30′, secondo la scatola. Chi ci scommette che non è vero?


Gesta Dannatamente Rozze!

Giusto ieri mi è arrivato il tanto atteso manuale di Gesta Dannatamente Rozze, un gioco di ruolo tutto italiano alquanto bizzarro e curioso.

Innanzitutto, è bene specificare che il gioco si basa su un “motore” chiamato Levity che (da diverso tempo) si sta facendo un buon nome all’interno del panorama gdr – ludico italiano. Per quanto mi sembra di aver percepito dal sistema, Levity non si pone al pubblico come gioco new wave, ma vuole solo regalare ai suoi utilizzatori una serie di regole veloci e generiche per gestire (ipoteticamente) ogni possibile ambientazione senza però appesantire il gioco. Una prima occhiata a Levity e al suo sito dedicato vi permetterà di capire quanta importanza sia stata alle tecniche di narrazione piuttosto che alla gestione dei conflitti tramite semplici tiri di dado.

Non mi posso ancora permettere di commentare in maniera approfondita e critica questo Gesta Dannatamente Rozze, ma a giudicare dalle risate che mi sto facendo leggendo le 136 pagine del manuale (tra l’altro, dedicate quasi interamente alla ambientazione del Questland) devo dire che sembra promettere davvero bene. L’ambientazione del Questland (di cui, vi invito caldamente, a leggere il sito dedicato) è veramente esilarante e ironica, ma descrive in maniera dettagliata (se così si può dire) moltissimi aspetti dell’Insula Tempestae (altresì chiamata Urland). Geografia, politica, storia, leggende, creature, calcolo del tempo, dei pesi e delle misure, religioni e tanto altro trova spassosissime descrizioni che caratterizzano in maniera davvero univoca lo scenario.

La creazione dei personaggi e il sistema utilizzato per la gestione dei conflitti sono processi semplici e di FACILISSIMA (forse, addirittura a livello Nico®) assimilazione. Unica nota dolente, da buon giocatore di D&D e pessimo master, è che mi sembra sia lasciato un po’ tutto a discrezione del Vate, anche se tramite interessanti linee guida. Personalmente, trovo difficile gestire un combattimento senza tiri di dado, ma credo che questo difetto sia dato dal mio retaggio bramoso di tiri per colpire.

Ma parliamo delle cose che mi hanno davvero colpito leggendo il manuale!

Innanzittutto, il sistema di misurazione delle distanze e dei pesi (cosa davvero importantissima!): se la distanza viene misurate in pance (ovvero la distanza tra le zampe di un cavallo) e ogni mille pance abbiamo una Milia, discorso diverso va fatto per i pesi. 1 Salma equivale a 16 tumuli che a loro volta equivalgon a 4 sacche. Per ogni tumulo abbiamo poi 6 mondelli, per ogni mondello abbiamo 10 misure e una misura è in realtà composta da 10 lumini. 1 lumini è, invece, una quantità completamente a caso. Semplice, no?

Ogni stregone, mago o necromante che si rispetti si porta sempre dietro il suo MdM (Manuale di Magia) in cui annota i suoi incantesimi da utilizzare nel corso delle avventure. Il manuale (quello reale, non il MdM) riporta un estratto del MdMU (ovvero il Manuale di Magia Universale) valido per tutti i praticanti di magia del Questland, ma ogni mago, invero, potrà creare i suoi incantesimi semplicemente inforcando rime bastarde l’una dietro l’altra! (menzione speciale per la magia di Teletrasporto del MdMU: “Stavo qui e ‘mo sto là, chi lo sa cos’accadrà?”). Gli incantesimi universali potranno comunque essere ampliati da quei maghi abbastanza bravi da trovare altri versi in rima da aggiungere all’incantesimo.

Il venditore di tegami… il nemico più bastardo che si sia mai visto in un gioco di ruolo. Infiniti punti vita, non può essere colpito nè ucciso. Qualunque cosa contro di lui provoca una iattura. Se provi a sparargli una freccia l’arco si spezza e ti si fionda nell’occhio, se provi a tirargli una mazzata la capocchia ti cade in testa, pensa a cosa potrebbe succederti a cercare di colpirlo con una catapulta?

Il Vate, oltre ad essere il nome assegnato al master è anche il personaggio del master stesso, ovviamente invincibile, che i giocatori saranno costretti a portarsi in giro durante tutta l’avventura. I vati possono fare quello che vogliono: colloquiare cordialmente, dormire profondamente, rivelare i più intimi segreti del Questland o raccontare le peggiori fandonie, ma i giocatori non potranno mai liberarsene! E guai se succede, bisogna tornare indietro a riprenderselo oppure il Vate (quello vero) impazzisce!

Menzione speciale va fatta al manuale cartaceo. Semplicemente spettacolare, sia nei colori che nei materiali che nel costo. 25 euro non sono pochi, ma la qualità compensa il prezzo comunque non stratosferico (basti pensare ai 25 euro sborsati per Cani nella Vigna, in un formato penoso, con carta penosa) e il divertimento, anche solo nello sfogliarselo e leggerselo, è tanto, lo ammetto. Purtroppo, si può aquistare solo su eBay.

Ah, ovviamente non devo dimenticare, per correttezza, gli autori dell’opera: Roberto Grassi (autore anche del sistema Levity) e Paolo Vallegra (il papi del mondo di Conquest). Davvero bravi!