Trastulliamo pipistrelli.
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Death Note il gioco di carte
6 gen
Oggi parliamo di Death Note: the investigation card game, ultimo acquisto ludico del 2010.
Per chi non lo sapesse, Death Note è un manga (e anche un anime) dal sapore maturo e controverso che ha letteralmente saputo conquistare milioni di fan in tutto il mondo. La storia narra di questo quaderno maledetto (il death note appunto) che ha il potere di uccidere le persone il cui nome viene scritto sulle sue pagine. A trovare questo oggetto demoniaco sarà Yagami Light, uno studente modello giapponese che non tarderà un momento ad usarlo per fare piazza pulita “del male nel mondo” per costruire così un mondo migliore. Dovrà essere “L”, il più grande investigatore esistente, a fermarlo e a far ritornare la serenità.
In questo contesto (se ne avete l’occasione vi consiglio di leggerlo il fumetto, potreste aprirvi una porta che non avete neanche mai sognato di vedere), non sembra difficile calarvi un gioco di carte. In Death Note ICG infatti ogni giocatore potrà vestire i panni di Kira (l’utilizzatore del Death Note), di L o di altri sei membri della squadra investigativa. Ogni giocatore riceve poi un personaggio con cui otterrà una accoppiata ruolo / personaggio assolutamente segreta. Scopo di Kira è ovviamente quello di uccidere L, viceversa quello dell’antagonista. Gli altri comprimari si limiteranno ad aiutare L nelle sue indagini.
Devo dire che il sistema mi sembra abbastanza smaliziato e interessante anche se però il fatto che ogni giocatore debba chiudere gli occhi per permettere a Kira di effettuare indisturbato le sue mosse mi lascia un po’ perplesso. Un meccanismo del genere l’ho già incrociato in Lupus in Tabula, ma ad essere sincero la cosa non mi convince più di tanto. Se durante la partita mi capitasse di essere Kira, vivrei uno stato di paranoia totale in quel momento per il terrore che qualcuno, a causa di una bruschetta nell’occhio, mi scopra e il gioco volga al termine immediatamente.
Il gioco non è costoso (circa €13) però devo dire che i materiali e le carte non mi hanno molto soddisfatto. La piccola plancia di gioco è in un cartoncino talmente leggero che si rompe solo a guardarla (fortunatamente BoardGameGeek ci viene in aiuto con una immagine della stessa mappa pronta da stampare e utilizzare a piacimento), le carte non mi sembrano di buona fattura, senza copri carte mi pare che si sfaldino dopo un paio di partite. Anche i disegni, seppure funzionali per il gioco, sono un po’ carenti. Nove carte identiche per ogni personaggio sono monotone, con la quantità di risorse a disposizione (un manga e un anime…
sarebbe stato molto più piacevole avere per ogni copia del personaggio un’immagine diversa. Anche la confezione è scarsa (di solito per questi giochi vengono proposte confezioni rigide) di cartoncino poco resistente e sicuramente non utilizzabile per contenere il gioco, ma di quello chi se ne frega. Come già detto però il gioco è veramente abbordabile, quindi se il gioco è interessante ci si può davvero passare sopra.
Ultima nota va fatta al regolamento, semplice e veloce. Addirittura ne esistono due varianti: Light e Kira, che propongono un modo più semplice e uno più complesso (ma intrigante) per giocare. Entrambi i modi sono comunque di semplice spiegazione e assimilamento.
Che dire, sarà l’ambientazione, sarà che ricorda vagamente Indovina Chi?, sarà perchè un gioco del genere non è ancora presente nella mia raccolta di giochi, ma l’ho acquistato ed è da provare il prima possibile. E poi è stato ideato da un italiano, quindi un punto vale solo questo. Il gioco è per 4-8 giocatori, la durata di una partita si assesta attorno ai 30′, secondo la scatola. Chi ci scommette che non è vero?
Yanez trading card game
17 apr
Oggi pomeriggio mi è venuta in mente un’idea fantastica: il gioco che mi renderà famoso di mia proprietà sarà un gioco di carte collezionabili… stile Magic: the Gatering.
Ecco a voi una carta Rarità Oro.
Make you gunfighters ancora!
19 feb
Giusto l’altro ieri avevo scritto una nota riguardante questo gioco non ancora ufficialmente uscito in Italia… per lo meno, io non ne so niente. Le informazioni in internet sono davvero scarse. Il sito internet del gioco è scarso e solo in giapponese, il negoziante che mi ha venduto la scatola mi ha detto che va molto durante le varie fiere ludice ma che non esiste nessun distributore in Italia.
Che dire… io l’ho comprato a scatola chiusa per via del prezzo davvero irrisorio e per la componente grafica davvero cute. Fortunatamente, le istruzioni del gioco erano in inglese e ho potuto fare una traduzione delle regole che, per quanto sommarie, mi hanno comunque dato un’idea del gioco.
MyG è un gioco velocissimo, le cui componenti principali sono fortuna, memoria e velocità. Il gioco richiama in alcuni punti Bang!, ma è notevolmente più semplice e veloce. Ogni giocatore è portato a vestire i panni del capo di una gang di gunfighters che combattono per il controllo della Città. Tutti i pistoleri sono appostati nascosti in particolari locazioni (Plaza, Saloon, Cliff, Ranch, Station) e l’azione principale del gioco consiste nel mostrarsi (rendere noto agli altri giocatori dove sono i propri pistoleri) per ammazzare i pistoleri di un giocatore nella stessa zona…
Le regole del gioco sono molto semplici e per giocare sono sufficienti le sole 64 carte e una manciata di monetine di carta (sempre contenute nella scatola). Al prossimo Gradella me lo porto dietro! Intanto, vi lascio le regole che ho tradotto in qualche modo.
E dopo Munchkin… Bang!
29 ott
Dopo lo strepitoso successo che ha ottenuto il bellissimo Munchkin (gioco di cui vorrei parlarne un po’ più approfonditamente in un prossimo post), ho deciso di far provare il pluridecorato Bang!, che come Munchkin condivide il fatto di essere un gioco di carte non collezionabili.
Ma come funziona Bang!? Innanzitutto partiamo con il dire che è un gioco per 3-8 giocatori, molto più veloce di Munchkin dato che una partita è pensata per durare 20-30 minuti massimo. Il succo del gioco è semplice: ogni giocatore ha un ruolo: sceriffo, vice, fuorilegge e rinnegato. Ogni ruolo ha un obiettivo che lo porta a stringere alleanze con altri giocatori per raggiungere il medesimo scopo e vincere la partita. Ad esempio, lo sceriffo con i vice devono eliminare i fuorilegge, i fuorilegge devono eliminare lo sceriffo e il rinnegato deve rimanere l’ultimo giocatore in piedi. Fatta eccezione per lo sceriffo, tutti gli altri giocatori devono mantenere la loro identità segreta (o per lo meno non rivelarla nelle prime battute del gioco).
Ogni giocatore riceve poi una carta personaggio che gli fornisce un’abilità speciale e un numero di ferite che può subire prima di morire. Le carte sono poi semplici: le carte bang! colpiscono i giocatori facendogli perdere una ferita, le carte mancato servono ad annullare l’effetto delle carte bang!, altri tipi di carte permettono di ottenere effetti quali scartare carte, pescare carte e così via mentre le armi e i cavalli consentono di sparare più lontano.
Lontano? Già, perchè una delle meccaniche principali del gioco consiste nel fatto che ogni giocatore può colpire solo i giocatori nella sua distanza di tiro che all’inizio è di 1 (ovvero può colpire il giocatore alla sua sinistra o alla sua destra). Alcune armi consentono di sparare a distanza 2 o 3 permettendo di colpire altri giocatori più distanti dalla propria posizione e stesso effetto lo si ottiene con i cavalli. Completano il set da gioco le carte speciali che hanno effetti completamente particolari, come la dinamite, che continua a passare tra i giocatori finchè scoppia e cose simili.
A parlarne mi è proprio venuta voglia di giocarci. Sappiate che al prossimo Munchkin Day vi proporrò una partitina con Bang!
Sul sito della daVinci Editrice (editore del gioco) è presente una pagina completamente dedicata a Bang! con il regolamento ufficiali, le regole alternative (per giocare in 2-3 giocatori) e le regole da torneo.

Che dite, quando lo proviamo?

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