E finalmente sembra finita anche la mia Le Mans lavorativa, durata quasi due settimane, culminata in ultimi tre giorni di fuoco. Ma, tra inventari, certificazioni ISO, visite ispettive, capi pazzoidi e san valentini, ho davvero perso il senso del tempo in questi giorni. Cazzo, entravo in quello stramaledetto ufficio e manco sapevo quando uscivo, figuriamoci se mi permettevo di sindacare su pause pranzo che non potevo permettermi e, infatti, mi sono perso le prove del gruppo (scusate ragazzi, ma lo sapete che sono un pirla), ho dimenticato di salutare il mio collega che ho istruito (ihihih) per quasi un mese e che domani se ne parte per lidi migliori, ho spiegato alla mia capa che è meglio fare sesso tutti i giorni, non quando lo decide lei, ho proposto al mio wii il prepensionamento anticipato e le cacche degli uccelli sono diventate tutt’uno con la vernice della peugeot e la mia morosa mi ha comprato come cena degli stickysauri.
Il culmine: oggi pomeriggio. Dovevamo lavorare di sabato per l’invetario, operazione che è finita all’una meno dieci circa. Noi, alle quattro del pomeriggio, con un idiota come ispettore che girava per il magazzino a prendersi pacchi di biscotti (cibo che “per giusta causa” non potevamo toccare), eravamo là, a spidocchiare fatture scritte con grandezza 2 del Times New Roman, per trovare qualche spelucchiata di qualche altro nostro collega che, oggi, non c’era. Per inciso: non era certo un lavoro nostro, ma il capo, che la settimana prossima si prenderà un periodo di ferie (meritate..), ha ben deciso di consumare il nostro pomeriggio là dentro.
La scena è poetica: mezzi spossati, guardavamo la finestra e lo spettacolo che si presentava davanti a noi era superbo… Una distesa verde costellata di alberi in fiore, bambini che giocavano al girotondo, fiumi di miele che scorrevano, là nella zona industriale del milanese.
“Dai Davide, SORRIDI, che poi la settimana prossima non ci vediamo”
“Allora mi porto le scarpe da ballo lunedì mattina”
Se lunedì mattina la vedrò, sarà stata solo colpa mia.