“Ho vent’anni ormai. E devo pagare il prezzo per continuare a vivere.”
Norwegian Wood è il libro che ho appena finito di leggere (precisamente ieri notte, alle 2.00), e che avrei voluto non finisse mai.
Fino ad ora, non mi era mai capitato di riflettere dopo un film, un libro, un videogame. Certo, mi sono esaltato, commosso, spaventato, ma dopo aver finito questo libro, mi sono sentito… come dire, scosso.
Brevemente, è la storia di Tōru Watanabe, un ragazzo la cui vita viene segnata da un tragico evento in una delle sue fasi più delicate: l’ adolescenza.
Nel continuo tentativo di “integrazione” nel mondo, Tōru si sente sempre più spaesato, in conflitto con gli altri, senza un appiglio a cui aggrapparsi: solo due ragazze, seppure in modo diverso, riescono a strapparlo dal lasciarsi vivere, ed è grazie a loro che troverà la forza per vivere, senza che la vita e la morte decidano per lui.
Dire altro rovinerebbe la trama, se solo ci fosse un tag spoiler… In ogni caso: il libro è molto introspettivo, delicato, ti penetra dentro e non ti lascia più.
La solitudine del protagonista, l’ amore e la morte che rafforzano ma sono capaci di scavare enormi baratri nell’ animo, la vita che non termina con la morte, ma anzi corre parallela ad essa: questi i temi principali del libro.
Tecnicamente, a prima vista non sembra scritto bene, ma secondo me è un punto di forza del libro: mentre leggevo, riuscivo come a vedere ciò che l’ autore volesse comunicare, come se anche io vivessi dentro il libro, una cosa che provai solo anni fa con IT.
Personalmente, lo reputo un libro da leggere, almeno una volta. Potrei addirittura candidarlo come miglior libro, per adesso.
Murakami Haruki – Norwegian Wood, Einaudi (collana Super ET) 9,80 € (ma in questo periodo ci sono gli sconti sugli ET, io l’ho pagato 6eypoerotti)
Ora vado a vedere se riesco a prendere sonno visto che fra due ore dovrei andare a lavorare. Ma ne dubito fortemente. Chissà, forse questo senso di vuoto deriva dal libro…


E con mio sommo rammarico, dopo i quintali di propositi che mi ero fatto per quest’anno, alla prova costume di oggi sono stato bocciato. Disperazione.

