Sto provando a scrivere una storia. Cioè, a dire il vero sarà la cinquecentesima storia che tento di partorire, ma in qualche modo questa sembra essere quella che può avvicinarsi più semplicemente ad una conclusione non scontata e, perchè no, interessante.

Quantità di film incredibili, qualche buon libro e tonnellate di frasi buttate su questo foglio excel piuttosto che su quel post-it e una testa che pensa freneticamente a come dar un seguito logico a quelle due o tre scene che nella mia testa son quasi degne di hollywood.

Non pensavo che scrivere fosse così fico, cioè. Lo sarebbe di più se riuscissi a buttare su carta esattamente su quello che ho in testa, ma troppo spesso mi devo scontrare con barriere linguistico-espressive che per me sono davvero insormontabili. Però quando qualcuno ti incalza, ti fa una domanda sulla storia, ti chiede di proseguire o ti propone alcuni sviluppi che tu non consideravi, beh, direi che solo per questo il gioco vale la candela. Anche se, raccontare i tuoi film mentali, è davvero imbarazzante (detto da uno che fa dell’imbarazzo collettivo il suo divertentissimo cavallo di battaglia serale).

Ma uno ci prova, che si può fare d’altro?

Depressione post-coito

Che dire…

Da domani riparte, dopo la piccola pausa natilizio-annifera, il corso di disegno a fumetti che sto frequentando con il mio socio di bullismo. La voglia è tanta, fuor di dubbio. Il bisogno di creare, quello non mi è mai mancato ed è tremendamente affascinante affibiare una vita, una psicologia, un carattere a quelli che non sono altro che schizzi su carta.

Ma ogni volta che compio un piccolo passo, sembra sempre tutto molto più difficile. Ogni piccolo guadagno in critica e autocritica diventa un macigno che rischia di soffocare il piccolo grande sogno di disegnare una storia a fumetti.

Ogni volta che mi imbarco in qualche impresa tipica delle mie, dopo aver superato i primi ostacoli con un entusiasmo incredibile, devo poi fare i conti con quella terribile presa di coscienza che mi fa capire di non essere un “talento nascosto”. Quel momento in cui non sei capace e capisci di non esserlo. Che la strada da percorrere è incredibilmente ripida e, sfortunatamente, non ci scorciatoie o teleport di sorta. Che la gente ci mette decenni a diventare brava e io pretendo in un paio di mesi di essere un maestro. Normale, mi capita ogni volta.

Esaurito il mio sfogo riprendo a disegnare. Devo allenarmi, altrimenti bravo non ci diventerò mai.

Circa le ultime passioni dello Yano

E’ da qualche tempo che volevo parlare della mia ultima “passione”, il disegno a fumetti. Passione che risale al tempo della prima media, quando ancora prima di divorare manga e comics, inventavo insieme al mio compagno di banco di allora (Giacomo) il personaggio di Mister Kappa. Tipico supereroe con caschetto da motociclista che combatteva mostri per le tre facciate di un foglio A4 piegato in due (una facciata rimaneva per copertina, ovviamente) e che fu poi ripreso e migliorato da un altro amico che, durante le scuole medie, scrisse interi quaderni dedicati a lui.

Con gli anni poi, la passione del disegno è un po’ scemata ma comunque l’amore per i fumetti e sempre rimasta fino a che, qualche tempo fa, mi sono trovato a leggere Bakuman, fumetto giapponese nato dagli autori del più famoso DEATH NOTE, che raccontava di questi studenti desiderosi di diventare mangaka. Non so perchè, ma leggere quelle pagine ha fatto rinascere in me quella voglia di raccontare “a disegni”, sopita da tanto tempo. Mi sono messo sotto a disegnare fino a quando, un mese fa, un ragazzo di Zelo già dentro al mondo dei fumetti, ci ha proposto di partecipare ad un corso di fumetto e, ovviamente, non ho potuto dire di no.

Non nego che questo non possa essere l’ennesima delle mie passeggere passioni che tanto tutti conosciamo e abbiamo imparato ad accettare (soprattutto chi si trova costretto a sorbirsi sermoni dei miei ultimi apprendimenti su “argomento casuale”), ma devo dire che mi sto diverendo da matti e la voglia e la tentazione di mettermi a scrivere qualcosa è davvero tanta.

Così ho anche deciso a riprendere in mano il blog, pensando che avrei potuto parlare di fumetti – come se già non lo facessi, e anche – perchè no – di quello che sto facendo.

Compagno di questa nuova strada da percorrere è il Malu, che ha voluto davvero sfidare sè stesso provando a disegnare, con risultati direi sorprendenti. Chissà che il futuro non ci riservi straordinarie scoperte… no?

E dato che non fa mai male, una bella marchetta a Jacopo, nostro maestro nell’arte. Il suo blog è questo, dateci un occhio, perfaplis.

Non va!

Così va a finire che dopo tre mesi di corso riesci ancora a stupirti. No non c’entrano i compagni di classe strani, non c’entrano i professori, c’entra solo il Malu (sempre a parlare in terza persona, colpa dello Yano).

Così arrivi al corso, è mattina presto ed è lunedì, passatemelo, ti metti al tuo posto, accendi il PC e, magia, non va. Non dà nessun segno di vita. Poi guardi meglio ed effettivamente il PC è acceso, non l’hai visto prima perché hai ancora il sonno negli occhi e non distingueresti tua madre da un lupo mannaro (ma forse nemmeno da sveglio…). Appurato che il PC effettivamente sta andando, passi all’opzione “analizza malfunzione monitor”: è lui il figlio di puttana che non funziona, allora provi e riprovi, ma niente. Non ti resta che spostarti sul computer di un tuo compagno assente.

E qui arriva il bello:

La sfiga pare che mi perseguiti, la disperazione si impossessa delle mie membra, lo sconforto prende il sopravvento: nemmeno quel computer pare funzionare. Tac, click, trick, stonk (sonore botte sul case). Niente, lo schermo rimane nero! Non è possibile, due schermi nello stesso giorno?

Ma se anche tu ti accorgi che il PC del tuo compagno di banco si riavvia da solo ogni volta che premi reset, benvenuto, sei un pirla! Vabbè, che ve devo di’, mi sono leggermente sbagliato su quale fosse il mio computer…

Troppi errori.

“Fingi di avere…

…un coltello, dimmi che mi farai male.

Stai zitta, cagna!”

Quanto fa cagare il caffè d’orzo, non ne avete nemmeno idea! Dopo ore e ore di continua attenzione a quanto dice il prof (Sì ok, qua qualcuno potrebbe smentirmi…), è il momento della pausa. Inserisco i miei 40 cent nella macchinetta, ma il dito, chissà perché invece andare a schiacciare il pulsante con scritto “Mega caffè powa iper doppiopowa resuscita morti” va a colpire “Caffè d’orzo” OK il danno è fatto, per fortuna che nessuno s’è accorto.

Con disprezzo, avvicino il bicchiere alla bocca e comincio a trangugiare quella cosa calda, marroncina e spumosa..Bleah..

Chi le regge le altre ore? Nessuno, ma intanto ci sono loro, le dee. Le divinità con il loro perizoma e le loro labbra carnose…

Ricordatevi, mai sbagliare, mai prendere il caffè d’orzo, e soprattutto mai guardare nello spacco della gonna di una donna da 130 chili oltre i 50 anni.

abelarda.jpg

Chi ben comincia…

knoppix-511-small.png

Già, ma se si comincia male?

Ore 9:00, Sistemi operativi. Ovviamente i pc sono lenti, c’è la spartizione dei CD con Linux, e ovviamente, dopo aver riavviato, solo 4 computer funzionano, il proiettore è rotto (come gli altri due), quindi nada, si va a voce.

Passa il tempo, e passa anche la voglia di scrivere i comandi e soprattutto il loro funzionamento

Finalmente pausa, pausa lunga, e cristo, mettete quelle cazzo di palettine nella macchinetta per il caffè! PD. Ritorno dalla pausa, punto traumatico: si devono fare un po’ di esercizi. Io come cazzo li faccio? Sul foglio. Sì cazzo, creo directory e file sul foglio, una meraviglia, soprattutto tenendo conto che non so assolutamente come fare. Sono completamente impedito, mentre il mio compagno di banco va come un treno e mi ripete che “è semplice ed intuitivo” (SECCHIONE :) ), mi amareggio definitivamente. Poi, perché c’è sempre un poi, alzo la testa e scopro che tutta la classe è nel mio favoloso mondo di incompetenza (stupido io a non averlo intuìto).

Gente dallo sguardo assente, altri che tentano di impiccarsi con i cavi, qualcun altro che tenta di fare ma ci rinuncia. Un disastro. Prof, non capiamo un cazzo!

Allora, ritornando sui suoi passi, va a finire che pure io e Valerio (Valerio è pazzo, ha l’acqua nella testa, ma è un altro di quelli che ci sta dentro, o meglio CISTADDENTRODABBESTIAUNCIFRO per usare un linguaggio simile a quello di mio fratello) riusciamo ad arrivare almeno alle cose base…Ovviamente, tutto questo mentre Andrea (vicino di banco, lato destro, altro “CISTADDENTRODABBESTIAUNCIFRO”) pontifica su quanto sia semplice. PAZZO. lol

Finalmente passano le ore, passano gli esercizi fatti in modalità “ritardato”, giusto per fare in modo che anche io li capisca. Certo, non si può dire che è stata una bella giornata (a parte qualche ghignata), ma il futuro cosa mi riserverà? Boh, una cosa è certa, se all’esercizio n° 2 ho problemi, chissà alla fine cosa combino!

Stüdia Malu, stüdia!!!!!

Ps: dumàn ghe l’em buna! Psicologia: fancazzismo assicurato!

pps: 2+7+1+1+1+9+8+4=33; 33-11=22; 22+1=23 IL=2 MALU=4 =24; 24-1=VENTITRE’

ppps: al corso tutti mi chiamano STEFANO, lol, fa strano però, dai, va bene anche così!

Informatica di base

any-key.jpg

E’ una cosa old, però vi giuro che è il livello di alcuni..

Prof:”Create una cartella con il vostro nome all’interno di “C:\”

Prof:”Andate su “Tecdata-cesra-rete”, andate nella cartella PC docente, e copiate, attenzione COPIATE: tasto destro del mouse, copia, il file che contiene la prova”

…passa un secondo…

Malu:”Prof, guardi che qui nella cartella “PC Docente” non c’è più nulla”

Prof:”Ma dai è impossibile, hanno imparato l’altro ieri a copiare e non tagliare”

…sarà, ma per i seguenti 20/30 minuti la gente si inventava cose, tagliava invece di copiare, creava cartelle con il proprio nome ovunque fuorché in C:\ . Almeno ridiamo un po’….