E’ sempre dietro l’angolo…

irrational

Cosa? Ve lo state chiedendo vero?

Vabbè, piccolo prologo, sono passati mesi dall’ultima volta che ho scritto qui, il dramma è che proprio non avevo voglia. Sì, niente stronzate del tipo “non sono ispirato” oppure “mi è scoppiata un’emorroide”, la triste verità è che non avevo voglia. Ora però le cose sono cambiate…

Non so quanto durerà, fatto sta che adesso vi becceherete questo bel concentrato di seghe mentali cosparso di parole a vanvera, ecco così spiegato il motivo di quel titolo (ma tanto lo sapevate già, per lo meno per quanto riguarda i miei fedeli lettori, ossia lo Yano).

C’è quasi l’imbarazzo della scelta effettivamente, potrei partire da “Te l’avevo detto”.

Esatto, partiamo da quello; povero pirla, io te l’ho sempre detto. E con sempre intendo in modo perpetuo, giorno notte, giorno notte, giorno notte, ma niente. Passavo per il rompicoglioni. Al massimo mi prendevo il contentino dell’ “ok” detto con non curanza e leggerezza solo per farmi stare zitto. Certo, io avevo previsto anche altri scenari apocalittici, scenari distruttivi e mortali ma grazie a una divinità qualsiasi o al caso non sono successi.

Forse devo ringraziare dio (non cagate il cazzo, io lo scrivo minuscolo), o forse, più probabilmente, devo ringraziare l’arma dei Carabinieri se i miei peggiori timori e incubi non si sono realizzati. Quindi, grazie Carabinieri.

Chissà, chissà se stavolta ho vinto.

Vabbè, archiviamo questa pratica, sembra aver capito l’errore. Continuiamo aprendo un altro capitolo che più volte è stato letto e reinterpretato negli anni, puntualmente, come i solstizi, circa una trentina di giorni prima dell’inizio dell’anno nuovo. (Figa il re delle prolissità).

Alla data del 1 dicembre, sembrerebbe che il fiato sia stato sprecato, che le bocche siano state aperte per niente e che i cervelli non siano stati collegati.

Nel giro di due settimane siamo (che bello generalizzare) stati stronzi, sgradevoli ed egoisti, siamo (anche qui è bello generalizzare) diventati accondiscendenti e propositivi, poi siamo (no qui ci sta, forse) stati arroganti, maleducati ed estremamente individualisti (no ok, non ci sta). Ma non è finita, perché forse è ritornato un po’ di sale in zucca e un briciolo di amicizia che pareva ormai persa nei menandri delle menti contorte delle persone. Così eccoci nella fase della tolleranza e del “no dai rivediamo i fatti”. Speriamo proprio in bene.

Ma perché non concludere con qualcosa di attualità? Perché non tirare in ballo la Santissima Chiesa Cattolica Spa?

Eccovi accontentati. Da Repubblica.it «Il Vaticano si oppone alla proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità, presentata all’Onu dalla Francia.» Poi la Chiesa, nella persona dell’ “osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore” ha spiegato che così facendo, si rischia di discriminare ulteriormente tonnellate di gay e lesbiche in quei paesi dove sono malvisti. Il pretone alto graduato, ha spiegato che «Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni”.»

A voi non sembra una stronzata? Il solito rompere il cazzo. No? Stavo leggendo l’articolo e su queste parole mi sono detto: “cazzo, mi sembra un po’ una cosa tirata tirata, un po’ estrema, un po’ da giustifichiamola con una stronzata, giusto per non far vedere che siamo intolleranti, retrogradi e conservatori e che se potessimo bruciare le streghe in piazza lo faremmo volentieri con orde di adepti al seguito”

Lascio a voi il commento. Ecco il link all’articolo: ARTICOLO REPUBBLICA

ps: troppo aritmetici, troppo calcolatori. Esistono altre cose oltre ai conti da ragionieri. Un bacio a tutti i ragionieri d’Italia.

Vuole fare la modella…

Papa

Mancano le stelline luminose…no?

Ok, niente Vale che ci racconta del suo ultimo vestito o delle sue ultime scarpe imbarazzanti, niente racconti di quanto le fighe sono fighe e le cozze sono cozze anche con il miglior vestito del mondo. Qui si parla di Sua Santità.

Del papa? Sì gente, a quanto pare anche quel signore di bianco vestito (no non parlo di Pulcinella) ha deciso di rivoluzionare tutto il guardaroba, e non solo il suo.

Detta così sembra una notizia da Eva 3000 o giù di lì, la realtà è, come si legge su repubblica.it (ecco l’articolo), che il papa ha deciso di: “tentare il rilancio della religione cattolica utilizzando la forza fisica e simbolica del rito, degli oggetti, dei simboli e dei paramenti.”.  Così via all’utilizzo di copricapi imbarazzanti degni di Babbo Natale, scarpette in puro vitello (per dei piedi papali cosa c’è di meglio del puro vitello?), altri tipi di copricapi, nuovi bastoni, diamanti e gioielli in genere, coprispalle.

Quindi secondo il nostro amato Capo dello Stato Vaticano, il modo per rilanciare la religione passa attraverso l’esaltazione della ricchezza?  Dell’apparire? Dell’essere suntuoso (o untuoso..)?

No ovviamente, ci dimentichiamo della messa in latino, di altre cose strettamente simboliche, come il trono (fa molto regina Elisabetta, e di conseguenza, le rose) che torna (torna?) in posizione centrale, un po’ come dire:”chi cumandi mi”.

Cambia anche la comunione, sì ora tutti in ginocchio e a fauci spalancate, pronti a ricevere l’ostia. L’ostia, chissà perché quando ci mando io qualcuno, lì, se la prende sempre…

Comunque, basta divagare, veniamo al mio commento. Solo a me sembra che la Chiesa copra le sue stronzate colossali con la solita tiritera del “Fedeli venite a noi e non vi allontanate” ? Cioè, adesso, in quale modo si possono giustificare agghindamenti degni del pagliaccio Baraladi (passando per Platinette e Paris Hilton)? Voglio che mi diciate come è collegato il rilancio delle religione all’abbigliamento all’ostentazione della ricchezza.

Educazione alla morte?

Notato niente di strano in questa immagine?^^

Un prete del padovano (mi pare) per far capire ai bambini il mistero della morte e della vita fa messa con una bara.

Ebbene sì, alla messa domenicale, di fronte a vasto pubblico di bambini, il prete s’è presentato con una bara. Quando viene chiesto ai bambini di dire cosa c’è all’interno, tutti rispondono che dentro c’è un morto (per altro divertiti).

Invece no, il prete scoperchia la bara, e all’interno c’è un mazzo di fiori. Dice: «Dentro a questa bara c’è la vita». Egli sostiene che non bisogna parlare della morte solo ai funerali ma anche prima e in occasioni come queste, anche con un “pubblico” formato da bambini così piccoli.

Cosa ne pensate? Io credo che non ci sia nulla di macabro nel far messa con la bara, cioè, i bambini ormai vedono tante e cose e tutte più spaventose (tra l’altro, a me la comunione ha sempre un po’ spaventato…corpo di cristo, e te lo infili in bocca..mah, poi ho smesso), quindi il fatto della bara, imho, è trascurabile (genitori bigotti cof cof!). Invece, bah, parlare della morte a dei bimbi così piccoli è necessario? Dirgli che prima o poi ci finiranno dentro è una cosa educativa? (Io no, spero che in futuro si potranno disperdere le ceneri…). Capisco che la morte è un fatto inevitabile, però dai, ai bimbi? Cosa cavolo frega della morte? A me non sembrava necessario.