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OgGi1anno cn il mio AmorE<3°°aMMMooVeTi AmoTroppppppppoooooo<3xSempreKissShi<3BauBabu. BlobTiVoglioTrppBneGrassssssiexIeriSeraTrppDEVASTO!
(per chi fosse ignorante come me… <3 è un cuore)
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Oggi ho fatto 1 anno con la morosa. Grazie Bo per la fantastica serata, ti adoro ma siamo davvero due nonni incomparabili, FANTASTICI, la stessa parte di una mela.
Dopo una cena all’insegna dell’ingordigia (perchè a noi interessa questo), davvero boccheggiando e ridendo per qualunque cosa ci si presentasse davanti (“guarda… una lumaca coi piedi” “brufff….ahahahahha”) ci dirigamo verso casa. 3…2…1… Dormita colossale con russata annessa.
Stamattina mi risveglio che sono, chessò le 10. Io, che sono un vero uomo, non ho neanche preparato colazione, e Bo (lei si che mi conosce) mi lascia togliere le cacche dagli occhi e la colazione la prepara lei (tra l’altro, da vero uomo… neanche le brioches sono andato a prendere… “vai tu… yawn…”).
Ma poi… mentre chiaccheriamo…
Un goffo coso viscido risale dalla mia gola posandosi sulla lingua. Vado in bagno, provo a sputarlo nel cesso, sbruffi di sangue e catarro dovunque, ma quel coso rimane lì penzolante, chissà cosa vuole, quel catarro attaccato alla mia gola. Mi infilo le mani in bocca, provo a toglierlo, urto di vomito, sbruffi di sangue ancora. “Tutto bene?” mi chiede lei dirigendosi verso la scena del delitto “Si” rispondo io con le mani colanti di catarro, il giorno del nostro primo anniversario.
Mi guardo in bocca, ma niente non lo vedo, lo sento soltanto risalire quando parlo e quindi, dopo pochi secondi mi ritrovo a parlare con la faccia rivolta verso l’alto. Tredici secondi dopo, partono le analisi degne dei medici di Grey’s Anatomy.
“E’ catarro attaccato e penzolante che vive tra l’esofago e la bocca, dobbiamo scioglierlo” e, non senza problemi, via di Fluimucil. Mangio, nel caso dovessi vomitare, dovrei avere almeno qualcosa, da vomitare.
Torno a casa. Chiedo ai miei… non ne hanno idea. Sarà catarro, dicono, influenzati dal mio racconto.
Mi dirigo in bagno e in una spirale di idiozia provo a staccare qualunque cosa dalla mia bocca, vomitando più volte, tirando su di naso, sparandomi in bocca, fotografando bambini nudi che nuotano.
Poi, delirante, vado allo specchio, apro la bocca e guardo. La mia ugola, lunga almeno 3 centimetri, terminava con un bozzone violaceo e si posava, candidamente, sulla mia lingua. A bocca aperta, sulla lingua, se ne vedeva mezzo centrimetro buono. Calmato, prendo una pastiglia per la gola.
Durante la giornata, l’ugola mi tornerà quasi normale.
Peccato non poter fare il fenomeno da baraccone, questa sera.
Però, un bellissimo anniversario.