Accademia di Pittura!

Di ritorno dalla mia prima, vera, sessione di pittura alla Contea del Falcone di Lodi e soprattutto, galvanizzato dal discreto (ma per me INCREDIBILE) risultato ottenuto, ho deciso di postare lo schema – colori che ho utilizzato per la miniatura qui sopra. Ci tengo a precisare che è la mia prima miniatura completamente dipinta, quindi per quanto il risultato per me possa sembrare entusiasmante, di fatto so bene che si tratta di una mano inesperta e poco precisa. Ho capito anche che buona parte della riuscita di una miniatura consiste nella scelta dei colori e soprattutto nel metodo di stratificazione. Per questo ho deciso di buttare giù, almeno per le prime miniature, uno schema colori in modo da ripassare la lezione.

Pelle

Per la pelle sono partito da una base di Tallaran Flesh con una punta di Mechrite Red, dopodichè ho ripassato tutto (escludendo i recessi tra i muscoli) con Tallaran Flesh schiarito con poco Elf Flesh. Successivamente ho lavato la pelle con del Gryphonne Sepia. Come ultima cosa ho ripassato le zone più “esterne” con delle punte di Elf Flesh puro e ho rilavato sempre con il Gryphonne Sepia.

Ancora e Catene

Per l’ancora e le catene è stato tutto molto facile, contrariamente a quanto pensavo. Una volta capita la semplice tecnica del pennello asciutto, ho passato velocemente le parti interessate con del Tin Bitz e successivamente con del Chainmail. L’effetto di metallo sporco ottenuto è davvero sorprendente con solo due colori e una mano inesperta.

Cinturone di Stoffa, Pantaloni e Cinta

Per il cinturone, secondo me la parte più riuscita del pezzo, sono partito con dello Schorced Brown. Successivamente ho iniziato a lumeggiare aggiungendo al colore delle punte di Blood Red fino a quanto ho potuto. Per i pantaloni, invece, sono partito con il Regal Blue, schiarendolo mano a mano con del Enchanted Blue. Per le parti più in rilievo ho dato delle linee di Enchanted Blue puro, infine ho lavato tutto con Asurmen Blue. Per quanto riguarda la cinta (e la borraccia dietro al braccio) sono partito con un fondo di Schorced Brown. Per la seconda mano l’ho schiarito un po’ con lo Snakebite Leather e infine ho lavato tutto con il Gryphonne Sepia.

Calzari, Bracciali e Finiture metalliche

Per i calzari e i bracciali sono partito con una base di Schorced Brown, dopodichè una mano di Schorced Brown e un po’ di Bleached Bone. Una lumeggiatura estrema (e minima) con del Bleached Bone puro e infine una bella lavatura di Devlan Mud. Per le finiture metalliche (che hanno per un momento pregiudicato le tettine del mio uomo), Boltgun Metal e una punta di Chainmail per schiarire le zone di massima luce.

Ringrazio la Contea del Falcone di Lodi e i bravissimi ragazzi dell’accademia per tutto il supporto e l’aiuto!

Infinity the Game

Infinity è un wargame  manga sci-fi ambientato in un “probabile” futuro, in cui gli esseri umani hanno scoperto e abitato nuovi mondi, formato potenti ma bellicose alleanze, pronti a fronteggiare una minaccia comune nota come Arma Combinata.

Infinity è un gioco di miniature di tipo skirmish, che desidera regalare partite estremamente tattiche, veloci e letali mantenendo un dispiegamento di forze relativamente esiguo. Ogni giocatore, per partecipare ad una partita, dovrà stendere una lista, nient’altro che un elenco delle proprie miniature che intende utilizzare (con i relativi equipaggiamenti). Questa lista, come negli altri giochi di miniature, deve essere composta spendendo un totale di punti deciso prima dell’inizio della sfida (che di solito si attesta sui 250 pt per questo gioco). Nonostante le miniature e i relativi equipaggiamenti differiscano molto tra di loro in termini di punteggio, solitamente un giocatore si troverà a schierare dagli 8 ai 10 modelli per partita. Ovviamente, è anche possibile giocare con eserciti più grandi per dare vita a battaglie campali, ma ogni truppa può contare un massimo di 10 modelli tra di loro (anche se un giocatore può controllare più truppe), andando ad incidere profondamente sulle tattiche di combattimento. Continue reading

Uno sguardo a Jamaica!

Oggi parliamo di Jamaica!

Che cos’è Jamaica? Questo fantabuloso gioco da tavolo ci catapulterà tra i pirati del ’600 iscritti ad una pericolosa gara che vedrà incoronare come governatore della bellissima Jamaica il vincitore. La gara che andranno a disputare gli iscritti (i pirati) consisterà nel compiere un giro completo della bellissima isola per raggiungere Port Royale.

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Death Note il gioco di carte

Oggi parliamo di Death Note: the investigation card game, ultimo acquisto ludico del 2010.

Per chi non lo sapesse, Death Note è un manga (e anche un anime) dal sapore maturo e controverso che ha letteralmente saputo conquistare milioni di fan in tutto il mondo. La storia narra di questo quaderno maledetto (il death note appunto) che ha il potere di uccidere le persone il cui nome viene scritto sulle sue pagine. A trovare questo oggetto demoniaco sarà Yagami Light, uno studente modello giapponese che non tarderà un momento ad usarlo per fare piazza pulita “del male nel mondo” per costruire così un mondo migliore. Dovrà essere “L”, il più grande investigatore esistente, a fermarlo e a far ritornare la serenità.

In questo contesto (se ne avete l’occasione vi consiglio di leggerlo il fumetto, potreste aprirvi una porta che non avete neanche mai sognato di vedere), non sembra difficile calarvi un gioco di carte. In Death Note ICG infatti ogni giocatore potrà vestire i panni di Kira (l’utilizzatore del Death Note), di L o di altri sei membri della squadra investigativa. Ogni giocatore riceve poi un personaggio con cui otterrà una accoppiata ruolo / personaggio assolutamente segreta. Scopo di Kira è ovviamente quello di uccidere L, viceversa quello dell’antagonista. Gli altri comprimari si limiteranno ad aiutare L nelle sue indagini.

Devo dire che il sistema mi sembra abbastanza smaliziato e interessante anche se però il fatto che ogni giocatore debba chiudere gli occhi per permettere a Kira di effettuare indisturbato le sue mosse mi lascia un po’ perplesso. Un meccanismo del genere l’ho già incrociato in Lupus in Tabula, ma ad essere sincero la cosa non mi convince più di tanto. Se durante la partita mi capitasse di essere Kira, vivrei uno stato di paranoia totale in quel momento per il terrore che qualcuno, a causa di una bruschetta nell’occhio, mi scopra e il gioco volga al termine immediatamente.

Il gioco non è costoso (circa €13) però devo dire che i materiali e le carte non mi hanno molto soddisfatto. La piccola plancia di gioco è in un cartoncino talmente leggero che si rompe solo a guardarla (fortunatamente BoardGameGeek ci viene in aiuto con una immagine della stessa mappa pronta da stampare e utilizzare a piacimento), le carte non mi sembrano di buona fattura, senza copri carte mi pare che si sfaldino dopo un paio di partite. Anche i disegni, seppure funzionali per il gioco, sono un po’ carenti. Nove carte identiche per ogni personaggio sono monotone, con la quantità di risorse a disposizione (un manga e un anime…) sarebbe stato molto più piacevole avere per ogni copia del personaggio un’immagine diversa. Anche la confezione è scarsa (di solito per questi giochi vengono proposte confezioni rigide) di cartoncino poco resistente e sicuramente non utilizzabile per contenere il gioco, ma di quello chi se ne frega. Come già detto però il gioco è veramente abbordabile, quindi se il gioco è interessante ci si può davvero passare sopra.

Ultima nota va fatta al regolamento, semplice e veloce. Addirittura ne esistono due varianti: Light e Kira, che propongono un modo più semplice e uno più complesso (ma intrigante) per giocare. Entrambi i modi sono comunque di semplice spiegazione e assimilamento.
Che dire, sarà l’ambientazione, sarà che ricorda vagamente Indovina Chi?, sarà perchè un gioco del genere non è ancora presente nella mia raccolta di giochi, ma l’ho acquistato ed è da provare il prima possibile. E poi è stato ideato da un italiano, quindi un punto vale solo questo. Il gioco è per 4-8 giocatori, la durata di una partita si assesta attorno ai 30′, secondo la scatola. Chi ci scommette che non è vero?