Un lavoro, vero

lavoro

Con immensa gioia di tutti voi do il lieto annuncio, sono diventato papà (per la seconda volta).. :|

No dai,  scherzo, come ormai tutti sapranno (miracoli di Facebook), finalmente, dopo svariati mesi di situazioni poco chiare, torbide e oscure, posso dire di stringere tra le mani un nuovo e fiammante contratto!

Oooh, Contr.. Contra… Contratto? Essì, è quasi una parola dimenticata dallo scarso utilizzo, come per certa gente lo è “grazie”. Ebbene, questo contratto scade il 5 Aprile 2010, ho tempo un anno per far vedere che Anche io valgo (sì avrò delle rughe spianatissime), per cercar di far andare avanti la baracca, per cercare di intrufolarmi abbastanza in profondità nel sistema per non poterne più uscire in nessun modo.  Speriamo che vada tutto bene!!!

Con un click?

Non è che qualcuno conosce un metodo facile e veloce per cambiare buona parte della vita con magari un click? Che ne so, un sito internet, una dieta miracolosa (che preveda un discreto quantitativo di wurlster però), un programma in tv o anche solo un videogioco va bene.

Non ho ancora preso in considerazione l’alternativa “Q” che prevede l’armarsi di ogni tipo di arma possibile e immaginabile, andare al lavoro e con nonchalance (giuro stavo scrivendo no-scialans) sparare raffiche di mitra fino a quando la colorazione di ogni centimetro di piastrelle, muri, soffitti e computer cambi radicalmente tonalità.

Solo perchè prevede un migliaio di anni di galera è :)

Cercasi urgentemente posto di lavoro e anche un po’ di cuore, tanto per.

Oggi sarà una bella giornata

Se

  • Non mi sveglio 10 minuti prima che suoni la sveglia
  • Non mi sono dimenticato i soldi per prendere il caffè
  • La macchinetta del caffè funziona, una volta ogni tanto
  • Qualche anima pia ha trovato una stufa elettrica, in un angolo remoto dell’ufficio
  • Non hai la chiavetta, non hai spiccioli, ma un collega lo trovi sempre
  • Non c’è il capo, e per una volta, il mio cervello può respirare
  • Sembra che oggi si finirà tardi, ma tanto oggi non chiudo io
  • La mia morosa ha ancora il coraggio di stare con me, per un altro giorno :-P

I pantaloncini girofiga fanno il monaco?

Oggi è venerdì. E come tutti sanno, il venerdì è il giorno più bello della settimana.
Quella sensazione di ritrovata leggerezza, caratteristica del momento in cui passi a timbrare l’uscita dall’ufficio… ufficio che non vedrai fino a lunedì, quel lontanissimo (per ora) lunedì. E allora, quest’oggi, fresco di una libertà appena ritrovata, ho deciso di andare a mangiare un micidiale panino al baracchino davanti alla nostra azienda. Quel baracchino odiatissimo che vende panini malvagi e vivi, prodotti con farina di ossa di cinese, tanto costosi ma che, per un solo secondo, ti danno un boost di felicità mica da ridere. “Un panino wurlster e formaggio, per favore”, ordino al buon Davide, che prontamente tira fuori un wurlster da un cestino, lo divide con un coltello sporco di marmellata e gli fa posto sulla piastra, tra la cacca di un gatto e il braccio di un rumeno.

E cosi, dopo cinque minuti, con una bottiglia di coca-cola fresca in una mano e un panino nell’altra, mi siedo sulla panchina di fronte al baracchino, pronto a gustarmi il succulento e mortale pasto. Ad un certo punto, spunta dal nulla una Mini scintillante grigia con la capotte abbassata, inchiodando davanti al paninaro. Da lì scendono due giovanotti, avranno forse un paio di anni più di me, una giovane coppia con giovani problemi.
Lei pheega, con un paio di shorts di quelli che nascondono solo il tarzanello Ciro (quello che abita più vicino al bus). Lui molto FxF, ingellato, magliettina aderente, occhiali da sole e jeans firmati. Una coppia che di certo stona di fronte al paninaro dei camionisti del sud-milanese, intenti a levarsi i cagnotti dal naso mentre addentano un buon panino ai crauti alle 2 del pomeriggio a 45°C all’ombra. Ordinano un paio di panini banali (tipo prosciutto e fontina) e si siedono.

Dietro alla ragazza, “Puddu”, un camionista di origini napoletane, sta per consumare uno stupro in pieno giorno, quando improvvisamente, il ragazzo della giovine si gira e ulula “amore, bububububububuubu” (si è peggio di mucca-pollo), si sfregano naso contro naso e si danno un tenero bacino. Puddu vomita per terra e si mette a piangere, lui – l’amore – non lo hai mai conosciuto. Il ragazzo si gira verso Davide, tira fuori un sacchetto di monetine e inizia a contarle, deve arrivare a € 11 (prezzo di due panini easy e due coche), lei tira fuori il cellulare e inizia: “amore! amore! girati”, lui prontamente si gira con il sorriso smagliante e lei gli scatta una foto, sullo sfondo Davide che fa il gesto delle tette con in mano una salamella.

Questo pomeriggio, me lo sento, Puddu tenterà il suicidio.
E per la cronaca, € 11 euro in monete da 20 – 50 cents sono difficili da raggiungere, soprattutto per l’ardua difficoltà matematica del calcolo richiesto.

Colleghi tipici: sbirulino

Lo sbirulino è la classica zecca d’ufficio, il collega che nessuno vorrebbe avere ma che tutti hanno, il collega che regala anche alle giornate più nere un motivo per essere ricordate (magari in un lontano futuro, quando con in mano un bicchiere di brandy racconterò ai miei figli del mio precariato).

Lo sbirulino è un tipo dai quaranta ai cinquanta, il classico padre di famiglia, come tutti i padri di famiglia desideroso di andarsene in pensione, abbastanza vicino per poterla bramare e abbastanza lontano per non poterla neanche nominare davanti ai matusa dell’ufficio. Contrariamente a tutti i “tipi di mezza età” che affollano i luoghi di lavoro, lo sbirulino si discosta dagli altri per alcune caratteristiche che lo rendono assolutamente divertente:

  • è lento come la fame: gli anni di lavoro alle spalle lo hanno reso consapevole che la velocità del suo operato non influenza positivamente o negativamente la sua busta paga. Anzi, dato il suo discreto curriculum e la posizione nell’organigramma, probabilmente la sua busta è già abbastanza gonfia, del resto non gli importa nulla. La sua lentezza gli porta però dei soprannomi poco originali quanto veritieri: “fulmine”, “flash”, “macchina da guerra”.
  • è il preferito da mammà: data la sua qualità saliente (la velocità), lo sbirulino è il preferito da mammà. E’ inconcludente, è lento e il suo lavoro non produce ad un cazzo, anzi spesso mina il lavoro degli altri. Per questo è bellissimo insultarlo. E dato che lui ha capito che avere una dignità non cambia certo il peso della sua busta paga, subisce e se ne fotte. Per qualcuno è un esempio di stoicità senza pari, per altri è un coglione verme.
  • la sua produttività è 0: ogni azienda cerca di creare grafici e schemi che riassumono le produttività dei dipendenti a seconda delle varie ore della giornata. E’ innegabile dire che un dipendente produce al massimo per non più di 2-3 ore al giorno, la mattina prevalentemente. Il resto della giornata è un lento e inesorabile declino verso il fancazzismo. Lo sbirulino no, è sempre produttivo al massimo, al suo massimo, ovvero non fa un cazzo.
  • le sue battute fanno cagare: lo sbirulino crede di essere divertente e questo lo rende assolutamnete noioso, insignificante e fa di lui la prima probabile vittima della furia assassina di un collega incazzato. Tornato da pranzo, lo sbirulino parte a raccontare cose che non fottono a nessuno, barzellette che fanno ridere solo Moira Orfei e aneddoti insignificanti.
  • ligio all’orario: lo sbirulino è ligio all’orario, perchè ha capito che questo determina la sua busta paga. Sbirulino inizia alle 8:29 e alle 5.25 si lava le mani. Quando scattano le 5.30 il terminale del badge, matematicamente, emette un “bip”, il “bip” dello sbirulino che torna a casa. Cascasse il mondo.

Chi di voi ha lo sbirulino di fiducia?

Milano, Milano

Dopo dodici ore di lavoro passate a scartabellare qualcosa come 1700 ragioni sociali tra le 580 vie e vicoli della Milano Centro, posso pronunciare a memoria senza neanche riprendere fiato oltre 100 nomi tra papi, politici, personaggi della Divina Commedia, santi (ehi, sapevate che esiste San Calimero?) e personaggi storici vari.

C’ho gli occhi grandi come due meloni. C’ho i coglioni grossi altrettanto. E vedo il mio collega che esulta ad ogni X che mette sul suo calendario in attesa della pensione mentre tenta di superare il record di motivi coglioni per “tenermi al lavoro dopo le 9 di sera”. Davvero maligno.

Firme

Stamattina vado in cooperativa a firmare alcune carte per il licenziamento / assunzione. Operazione ripetuta ogni due anni da noi soci lavoratori grand. figl. di putt.

“Ah, ok, posso avere una copia dei documenti che sto firmando e neanche leggendo?”
“Mmm… no”
“Come no? Scusa, sei obbligato a darmeli…”
“Si, ma devono andare in consorzio… essere compilati…”
“Sto firmando carte incomplete, quindi?”
“Ehm, si”

Illusioni

Finalmente la settimana è finita. Una settimana un po’ dura, si inizia presto e si finisce tardi (davvero tardi) e la dieta con il pranzo striminzito complica un po’ le cose.

In più, imperatore sacro della sfiga totalitaria, mi sono trovato il giro di turni insieme a due “quasi pensionati” che discutono sul non imparare alcune procedure / lavori tanto “due anni e ho finito”.

Ho sentito più “due anni e ho finito” in questa settimana che in terza superiore.

Sta di fatto che, stasera, causa mal di testa galoppante, è saltaao una prima sessione di Dungeons & Dragons tra colleghi (ci si odia al lavoro ma si coltivano insieme addirittura degli hobby)  per un più rilassante e riposante CSI.

Adesso son tornato a casa, il mal di testa si è un po’ calmato grazie ad un sopraffino tea caldo della morosa e, pigiama addosso, mi preparo a fare una grande dormita e a godermi il weekend (con tanto di ordine della macchina nuova).

Ah, o cazzo quasi me ne dimenticavo. Domani mattina inizio alle 5.

Straordinari? Sì, grazie

Questa mattina, come di consueto quando sono di primo, mi sono alzato alle 4.05 (esattamente), mi son fatto la doccia, ho mangiato i miei 200gr di latte con un po’ di caffè e 5 gallette e sono andato al lavoro.

Nonostante abbia dormito solamente poco più di 2 ore, la mattinata è trascorsa velocemente come di consueto per la tranquillità caratteristica che distingue il lunedì mattina dagli altri giorni.

Ma poi si fanno le 8.

E lì, quando tutti i miei colleghi iniziano a popolare, pian piano, l’ufficio con le loro facce da zombie e caffè bollenti tra le mani, scopro che 2 sono rimasti a casa, febbre si dice. Insomma, io e l’altro mio collega ci guardiamo, sicuri che il nostro tranquillo lunedì mattina si sarebbe presto trasformato in un inferno di straordinari.

Sta di fatto che, alla fine, quello che gli straordinari li ha fatti sono stato io. Ho aperto stamattina alle 5, ho dormito dalle 14 alle 17 e sono tornato al lavoro, per chiudere alle 21. Per carità, se saddafa, si fa, nulla in contrario.

Ma quando vedi quell’idiota della tua collega lamentarsi per ore del:

  • fatto che vuole un uomo ricco e bello e con la casa e con il lavoro
  • fatto che vuole un lavoro con tanti soldi senza fare un cazzo
  • fatto che i suoi superiori gli rompono i coglioni perchè lei non fa un cazzo
  • fatto che il suo pc non funziona da due settimane (ma come cazzo fai a lavorare?)
  • etc. etc.

Ti verrebbe voglia di prenderti una MasterCard, pagarti un corso di scherma (€ 500), comperare un ascia bipenne (€ 30) e staccargli la testa con un colpo solo, saltare come King Kong sulla sua scrivania e pisciarle sul cadavere (non avrebbe davvero prezzo)

Worker Bee

Cercasi scimmietta ammaestrata, piccola (e preferibilmente grassa) con una anche non buona conoscenza dell’italiano e della comunicazione, disposta a turni di 8-9 ore (senza pause nè!) all’interno dell’arco lavorativo 5.00 – 22.00 che abbia la volontà di sostituirmi un paio di settimane presso la logistica per cui lavoro.

E’ richiesta una buona dose di pazienza per sopportare demoni con megafoni nello stomaco che inneggiano a Satana per tutto il giorno, una discreta conoscenza dei problemi al computer del collega (“ehi non mi stampa”, “prova ad accendere la stampante…”), automobile e indipendenza economica di circa 30 eurocents al giorno.

Graditissimo anche un certo pelo sullo stomaco.