Animal Crossing: Let’s go to the city!

Ultimamente c’ho ‘sta voglia di parlare di videogiochi che nessuno mi ferma più e l’ultima mia cavia è il nuovissimo Animal Crossing: Let’s go to the City.

ruu_0002Il giochillo in questione era davvero atteso dal pubblico Nintendaro per due motivi: il brand (Animal Crossing è un gioco con community vastissime sempre attive anche dopo anni) e la confezione del gioco, in bundle con il Wii Speak.

Innanzitutto, è doveroso spiegare il funzionamento di questo altro prodotto atipico nell’universo videoludico. Anche Animal Crossing (come Wii Music) è un “cazzeggio-game”, uno di quei titoli dove fai tutto e fai niente, senza uno scopo finale che porti a vedere i titoli di coda. Il succo del gioco è semplice: noi siamo noi stessi e ci stiamo trasferendo in una nuova città, che sarà il teatro del nostro futuro. Nella nostra nuova città faremo di tutto: pescare, raccogliere frutta, insetti, scavare e trovare fossili e tanto altro. Ogni giorno che passa succederà qualcosa, nuovi abitanti visiteranno il villaggio, qualcuno venderà oggetti e qualcun altro troverà solo occasione di suonare, altri ancora troveranno casa. Quello che sembra solamente una fiera al farming è in realtà un mondo in continua evoluzione e completamente personalizzabile. Dal proprio avatar (che, oltre all’aspetto classico di AC può prendere anche le sembianze dei Mii), all’arredo della propria casa, all’evoluzione della propria città e dei rapporti interpersonali tra voi e i vostri vicini di casa tutto è personalizzabile e modellato secondo le vostre TANTE decisioni e scelte.ruu_0004

Dove però il gioco da il meglio di sè è sicuramente in presenza di una connessione online e un nutrito gruppo di amici in possesso del titolo. Animal Crossing si trasforma e diventa un vero e proprio social network (per massimo 4 persone): visitare le città degli altri non vuol dire solo scambiare quattro chiacchere (con Wii Speak), ma diventare una presenza nel mondo dell’amico anche quando non si gioca insieme. E vedrete che i vostri vicini vi chiederanno come sta il vostro amico, gli manderanno regali e lettere e, magari, un giorno decideranno di trasferirsi proprio là. Inoltre, l’esperienza online diventa fondamentale nel caso si ricerchino oggetti set di arredi o altri oggetti particolarmente rari. Considerando che l’universo di AC è fondato su solidisse community (anche a livello italiano) si può intendere quanto sia facile entrare in questo divertentissimo vortice.

Unica nota negativa è la politica Nintendo riguardo al gioco online che è stata adottata anche in Animal Crossing. Praticamente, come sempre, il gioco multiplayer online è abilitato solo tra amici (persone che si sono scambiati i codici amico) e questo rende la ricerca di amici online un po’ più frustrante, anche se più sicura. L’idea di avere delle lobby in cui incontrare altre persone da invitare nel proprio villaggio anche senza l’ausilio di mezzi esterni (forum e siti di scambio codici-amico) l’avrei davvero apprezzata, anche se il diffondersi di ladri e vandali per la città sarebbe stato sicuramente maggiore.

Dahhhhhhhhhhhhhhhh!

Raving Rabbids Tv Party è sicuramente il party game definitivo.

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Il succo è questo, tanto banale quanto perfetto: i cattivissimi conigli hanno preso possesso della TV, andando ad intaccare i nostri bellissimi programmi. Abbiamo 50 (e passa) minigiochi cazzuti estremamente esilaranti, divisi in sette filoni principali (X-trm Sports è il canale dedicato alle corse e allo sports; con Shake It TV balleremo con Nunchuck, Balance Board e Wiimote; con Trash TV ci divertiremo a fare cazzate stile Jackass…e altri che ancora non ho gustato appieno) tutti accompagnati dal fastidiosissimo “BAHHHHHHHHHHHHHHHHH” no-sense tema dell’intero gioco.

Saggi colleghi di nerding, riuscirà questo titolo a spodestare Smash Bros Brawl dal trono imperiale conquistato con oltre 30 ore in soli 2 giorni? Secondo me sì.

Homebrew su Wii

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Qualche tempo fa avevo letto di un certo Canale Homebrew per Wii, un canale in grado di leggere codice homebrew (praticamente software non certificato da Nintendo, progetti del tutto amatoriali). In sostanza, per installare questo canale sulla propria console era necessario patchare (con un programma apposito) un qualsiasi salvataggio di Zelda: Twilight Princess e poi avviare il gioco in questione avendo cura di caricaricare il save patchato e l’homebrew Twilight Hack. Al momento del caricamento (o poco dopo, parlando con un npc del gioco) il save patchato, tramite un hack, permetteva l’esecuzione di codice non certificato e quindi l’avvio di qualsiasi homebrew (tra cui l’installazione del Homebrew Channel che permette di utilizzare homebrew senza ricorrere al TwilightHack ogni volta).

Ma cosa me ne faccio degli homebrew? Impossibile dirlo. La comunità homebrew che ruota attorno alla Wii sembra decisamente più florida di quanto mi aspettassi. Oltre ai soliti giochilli amatoriali, sembra (dico sembra in quanto finchè non vedo sulla mia Wii non ci credo) che ci siano homebrew in grado di leggere DVD video come MPlayer, altri che permettono la lettura di DVD masterizzati in casa (DVDx), emulatori per SNES, Nintendo64, MAME, GBA e addirittura una distribuzione Linux. Insomma, le premesse (anche se più che premesse il mondo HomebreWii è invece una realtà confermata) per far gola a chiunque. In qualunque caso, secondo solo all’Homebrew Channel, per utilità, rimane  l’Homebrew Browser, un progetto in grado di portarci il mondo HB sulla Wii proprio come fosse il classico canale WiiShop (qua un video dimostrativo).

Ovviamente, le possibilità che gli homebrew aprono alla Wii sembrano infinite e non tutte con fini propriamente legali. E ovviamente, mamma Nintendo sembra non apprezzare molto tutto questo tant’è (tant’è) che giusto qualche giorno fa è stato rilasciato l’upgrade del firmware della console al 3.3b (o 3.4) che avrebbe come scopo l’inibire l’installazione dell’Homebrew Channel.Ma niente paura, a soli 5 giorni dalla data di rilascio del firmware nuovo, il team padre del Twilight Hack rilascia una nuova versione (la 0.1beta2), in grado di evitare l’ostacolino proposto dal nuovo upgrade e permetterci così di homebreweggiare in tutta felicità.

Se siete un po’ curiosi e volete saperne di più (anche perchè non avendo provato ancora nulla di tutto questo magari ho fornito informazioni non del tutto corrette) vi lascio qualche link: