Saggezza popolare

Così, prendetene e fatene buon uso. Perché io mi meraviglio e provo immensa stima nelle persone che capiscono il dialetto, e un po’ di pena per chi no.

Secondo me è il dialetto è molto importante: dimostra l’attaccamento alla terra e ci ricorda le origini, cosa che noi italiani tendiamo ad evitare come la peste.

Ecco a voi una selezione dei detti, certo, ce ne sono un’infinità, questi sono quelli di più largo utilizzo (e soprattutto che mi ricordo).

 Questi indicano che la persona a cui sono rivolti crede di saperne di più di chiunque  altro.

Te fé i pé ale musche – Fai i piedi alle mosche

Te ghe fé imparà ai gati a rampegà – Fai imparare ai gatti ad arrampicarsi

Te fé i capèi ale giande – Fai i cappelli alle ghiande

Per indicare ovvietà 

 Mort Gurini – Morto Gorini (Scienziato lodigiano, la sua morte fa un evento nazionale)

Per indicare impossibilità  

Fa’ stà fèrmi i fiöi e fa’ cur i vègi – Far stare fermi i giovani e far correre gli anziani

Va a Bagh a sunà l’orghin – Vai a Baggio a suonare l’organo (l’organo è dipinto su un muro)

 Per minacciare qualcuno (scherzosamente)

Te mèti la man in buca e te tiri föra i pè – Ti metto la mano in bocca e ti tiro fuori i piedi

Ciapi vün e pichi l’alter (o olter) – Prendo uno e picchio l’altro

Medici di famiglia

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La bellissima Kate Walsh è il ginecologo Addison Forbes Montgomery

Prima di questo post ne avevo scritto un altro ma è stato declassato al Mio Space Live, cose poco interessanti e una piccola seghina mentale.

Invece ora voglio parlare dei poveri santi medici generici, i cosiddetti medici di famiglia.

Devono conoscere tutte le patologie del mondo che manco House, conoscere tutti i rimedi della nonna, fare in modo di essere sempre gentili ma soprattutto che le sale d’aspetto siano sempre vuote!

Io un po’ me lo vedo, lì il medico dei miei nonni: il nonno è sano come un pesce, non c’ha mai un cazzo, ma la nonna, povera, ne ha sempre una, a volte è una cosa immaginaria a volte è reale. E’ dal medico un giorno sì e un giorno no, ore e ore di tentativi dialettali di spiegare la patologia: “Me fa mal chi dedrè! Propi chi! Dutur, quan camìni, me fa un mal de la madona!”

Tutto questo indicando punti a caso del corpo, gli stessi identici punti a caso dell’altra volta, di quella prima ancora e di quella precedente.

“Dutur, g’ho el mal de testa” (soffre di mal di testa) “che roba pödi tö? Le solite pastiglie me fan pü gnent” E il povero medico che ormai tutti gli analgesici ha provato, guarda in cielo, forse, nella speranza che la nonna venga incenerita…

E tutto ciò accade con frequenza settimanale, aggiungiamo che ha dei problemi veri (Colesterolo altro, pressione alta, osteoporosi etc) quel povero medico cosa cavolo dovrebbe fare se non accettare la sua triste condizione di vita? (quello che fa la nonna lo fan almeno un altro milione di laide vecchiacce).

Il momento più triste di quel medico è quando arriva la nonna che su “La laida vecchiaccia: come mantenersi rompicoglioni oltre la demenza” ha letto che esiste un’antica ricetta a base di aglio che cura tutti i mali, dalla gotta all’occhio pendulo. Vedi il medico che si arma di pazienza e spiega che sono minchiate, che l’aglio fa bene, ma non è la panacea di tutti i mali, ma la nonna non molla e mollerà mai.

E’ vero, una ricetta letta su “la laida…” ha molto più valore di quello che dice un titolato medico che è costretto a sentirsi dire le stesse identiche cose per tutta la giornata, di vedere vecchi che praticano la medicina fai-da-te, che assumono bidoni di medicinali, e che poi si lamentano se sono color giallo epatite. Insomma il medico è sfinito.

Poi arrivi tu, giovane ventenne con una bolla purulenta sul palato, sei bello in forma, ma c’hai sta cosa schifosa. Vedi il medico che rinasce, finalmente qualcosa di strano di nuovo, che risveglia il suo animo di scienziato.. Ma purtroppo è sfinito, non ce la può fare, vorrebbe aiutarti, forse sa pure come fare, ma non ha le forze per guarirti. Sbuffa, cerca di pensare, ma il ricordo di millesettecento vecchi rincoglioniti che lo pompano di domande manco fosse Wikipedia, che lo deridono per la sua inettitudine, gli impediscono di esserti utile.

Allora cosa fa?

Niente ti manda dallo specialista, firma una bella carta, chiami il CUP (centro unico di prenotazioni), vai dall’otorino laringoiatra, per sentirti dire che “Non è niente, è solo una ferita che si è infettata, anche un veterinario avrebbe potuto curartela” (Mi scusino i veterinari, ma non è una frase che ho detto io).

Ma sinceramente come fai a prendertela con il medico di famiglia conoscendo qual è il problema della sua inettitudine?

Gente, il problema dei medici di famiglia che non sanno/hanno voglia di fare un cazzo e che ti spediscono dallo specialista, è solo la punta dell’iceberg: vanno capiti, e forse mandati da uno psicoterapeuta, non è colpa loro!

Chi ben comincia…

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Già, ma se si comincia male?

Ore 9:00, Sistemi operativi. Ovviamente i pc sono lenti, c’è la spartizione dei CD con Linux, e ovviamente, dopo aver riavviato, solo 4 computer funzionano, il proiettore è rotto (come gli altri due), quindi nada, si va a voce.

Passa il tempo, e passa anche la voglia di scrivere i comandi e soprattutto il loro funzionamento

Finalmente pausa, pausa lunga, e cristo, mettete quelle cazzo di palettine nella macchinetta per il caffè! PD. Ritorno dalla pausa, punto traumatico: si devono fare un po’ di esercizi. Io come cazzo li faccio? Sul foglio. Sì cazzo, creo directory e file sul foglio, una meraviglia, soprattutto tenendo conto che non so assolutamente come fare. Sono completamente impedito, mentre il mio compagno di banco va come un treno e mi ripete che “è semplice ed intuitivo” (SECCHIONE :) ), mi amareggio definitivamente. Poi, perché c’è sempre un poi, alzo la testa e scopro che tutta la classe è nel mio favoloso mondo di incompetenza (stupido io a non averlo intuìto).

Gente dallo sguardo assente, altri che tentano di impiccarsi con i cavi, qualcun altro che tenta di fare ma ci rinuncia. Un disastro. Prof, non capiamo un cazzo!

Allora, ritornando sui suoi passi, va a finire che pure io e Valerio (Valerio è pazzo, ha l’acqua nella testa, ma è un altro di quelli che ci sta dentro, o meglio CISTADDENTRODABBESTIAUNCIFRO per usare un linguaggio simile a quello di mio fratello) riusciamo ad arrivare almeno alle cose base…Ovviamente, tutto questo mentre Andrea (vicino di banco, lato destro, altro “CISTADDENTRODABBESTIAUNCIFRO”) pontifica su quanto sia semplice. PAZZO. lol

Finalmente passano le ore, passano gli esercizi fatti in modalità “ritardato”, giusto per fare in modo che anche io li capisca. Certo, non si può dire che è stata una bella giornata (a parte qualche ghignata), ma il futuro cosa mi riserverà? Boh, una cosa è certa, se all’esercizio n° 2 ho problemi, chissà alla fine cosa combino!

Stüdia Malu, stüdia!!!!!

Ps: dumàn ghe l’em buna! Psicologia: fancazzismo assicurato!

pps: 2+7+1+1+1+9+8+4=33; 33-11=22; 22+1=23 IL=2 MALU=4 =24; 24-1=VENTITRE’

ppps: al corso tutti mi chiamano STEFANO, lol, fa strano però, dai, va bene anche così!

Befanal?

Se hai meno di 14 anni leggi qui:

OgGi1anno cn il mio AmorE<3°°aMMMooVeTi AmoTroppppppppoooooo<3xSempreKissShi<3BauBabu. BlobTiVoglioTrppBneGrassssssiexIeriSeraTrppDEVASTO!

(per chi fosse ignorante come me… <3 è un cuore)

Se hai più di 14 anni leggi qui:

Oggi ho fatto 1 anno con la morosa. Grazie Bo per la fantastica serata, ti adoro ma siamo davvero due nonni incomparabili, FANTASTICI, la stessa parte di una mela.
Dopo una cena all’insegna dell’ingordigia (perchè a noi interessa questo), davvero boccheggiando e ridendo per qualunque cosa ci si presentasse davanti (“guarda… una lumaca coi piedi” “brufff….ahahahahha”) ci dirigamo verso casa. 3…2…1… Dormita colossale con russata annessa.

Stamattina mi risveglio che sono, chessò le 10. Io, che sono un vero uomo, non ho neanche preparato colazione, e Bo (lei si che mi conosce) mi lascia togliere le cacche dagli occhi e la colazione la prepara lei (tra l’altro, da vero uomo… neanche le brioches sono andato a prendere… “vai tu… yawn…”).

Ma poi… mentre chiaccheriamo…

Un goffo coso viscido risale dalla mia gola posandosi sulla lingua. Vado in bagno, provo a sputarlo nel cesso, sbruffi di sangue e catarro dovunque, ma quel coso rimane lì penzolante, chissà cosa vuole, quel catarro attaccato alla mia gola. Mi infilo le mani in bocca, provo a toglierlo, urto di vomito, sbruffi di sangue ancora. “Tutto bene?” mi chiede lei dirigendosi verso la scena del delitto “Si” rispondo io con le mani colanti di catarro, il giorno del nostro primo anniversario.

Mi guardo in bocca, ma niente non lo vedo, lo sento soltanto risalire quando parlo e quindi, dopo pochi secondi mi ritrovo a parlare con la faccia rivolta verso l’alto. Tredici secondi dopo, partono le analisi degne dei medici di Grey’s Anatomy.

“E’ catarro attaccato e penzolante che vive tra l’esofago e la bocca, dobbiamo scioglierlo” e, non senza problemi, via di Fluimucil. Mangio, nel caso dovessi vomitare, dovrei avere almeno qualcosa, da vomitare.

Torno a casa. Chiedo ai miei… non ne hanno idea. Sarà catarro, dicono, influenzati dal mio racconto.

Mi dirigo in bagno e in una spirale di idiozia provo a staccare qualunque cosa dalla mia bocca, vomitando più volte, tirando su di naso, sparandomi in bocca, fotografando bambini nudi che nuotano.
Poi, delirante, vado allo specchio, apro la bocca e guardo. La mia ugola, lunga almeno 3 centimetri, terminava con un bozzone violaceo e si posava, candidamente, sulla mia lingua. A bocca aperta, sulla lingua, se ne vedeva mezzo centrimetro buono. Calmato, prendo una pastiglia per la gola.

Durante la giornata, l’ugola mi tornerà quasi normale.

Peccato non poter fare il fenomeno da baraccone, questa sera.

Però, un bellissimo anniversario.

La Malussea (da Odissea)

Solo dei fatti, con un’incazzatuara che fa il giro, e siccome fa il giro, quasi non sono più incazzato.

Giovedì 29 Novembre: Sgneeeeeeck, chi è? wow, è il postino con il mio nuovo modem alice 20 megapower!Porto su, installo faccio disfo, installo. INSTALLO: tutto OK, problemi con la scheda di rete, vabbè, qui consigliano di usare la scheda di rete. Chiamo la telecom al 187. Mi dicono che vedono che ho un problema (non si sa come), dicono che è compito loro. Stupido non sono, provo a usare il cavo USB (non in dotazione) ma non si connette…Beh avevano ragione loro, provo ad attaccare il modem alice 4 mega, un vecchio macinino di quasi dieci anni fa asd.

passano i giorni, il modem va come ne ha voglia lui.

Lunedì 3 Dicembre: sembra di usare un 56 k (aaa quanto tempo), va a scatti, richiamo la telecom e  mi dicono, con accento incomprensibile, che è normale che non vada bene, sigifica che è stato risolto il problema con il 20 mega. BALLE, 20 mega non funziona, il mio 4 mega arranca.

Giovedì 6 Dicembre:  Kaboom, il mio vecchio modem non va più, ricollego il nuovo, e non va!aaaaaaaiutooo. Errore 721 il computer rimoto non ha risposto.

E bene amici miei, non ci crederete da quel Giovedì 6 Dicembre ad oggi Giovedì 13 Dicembre, sono rimasto senza internet, e per tutti quei giorni ho tempestato di chiamate il 187, tutti gli operatori erano dispiaciuti e tutti mi dicevano che “entro domani tutto sarà risolto”, così per sette giorni. Oggi però m è addirittura arrivato il tecnico a casa, che era vecchio e incapace, mi ha detto che tutto era sistemato per il 20 mega, e di installare il modem che lui non era capace.

Così eccomi qui con la mia alice 20 mega…

 

Un buon compleanno

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Ed eccomi qui, pronto a scrivere dopo una pausa, scusate ma ero in vacanza sui monti Urali a caccia di streghe. Quale occasione migliore che il giorno del mio compleanno per tornare a scrivere….

Ebbene, cerchiamo di tornare indietro nel tempo, facendo un breve sunto della mia vita fino a questi stupendi Ventitrè anni:

Una mattina tormentata dal gelo, mia mamma, Angela (forse la stessa Angela dello Yano) dà alla luce un vitello dal peso di 14 kg. E’ Martedì 27 Novembre 1984 (sì Martedì come oggi) ore: 8.45

Passano i mesi, i soliti problemi dei bambini: i tendoni da circo non bastano mai, montagne di merda che escono e montagne di cibo che entrano…

Spunta il primo dentino: finalmente la mia famiglia può evitare di frullare dei bisonti interi, semplicemente mi mette in un recinto assime al suddetto bovino, e io lo divoro con i miei dentini.

Scuola Materna, elemantare, media (essì, perchè una volta i nomi erano semplici…) soffermandoci su “media”dove inizia il calvario (no non parlo di quantità di cibo e di merda), litigi, boccette di sbianchetto che scoppiano addosso alle compagne, insulti, insufficienze….insufficienze.

Beh, poi ci sono le superiori, il paradiso e l’inferno. Bocciature, chili di merda, chili di cibo.Ma soprattutto ho conosciuto quelli che ancora oggi sono miei amici (Sì Yano, ci sei dentro, ma anche gli altri, e qualcuno del serale) in queste due righe ci sono condensati OTTO anni di superiori (il primo che dice che sono 5 diventa magro, o grasso.) conclusi con un diploma e un numero (decisamente ininfluente).

Arriviamo al 27 novembre 2007, ho 23 anni sono disoccupato assieme al mio bel diploma, e forse farò l’agente immobiliare.

Questo compleanno sarà fantastico. E’ fantastico! Venerdì si festeggerà e sarà bellissimo.

Però porcod, quando prendi il telefono e chiami Nico, gli chiedi se stasera esce con te per festeggiare il compleanno con una birrozza, lui ti risponde: No stasera esco già con Elfo” ti viene addosso un’amarezza…

L’immagine della torta è stata modificata da me con i miei potenti strumenti di fotoritocco

Le mie donne

Non essendo mai stato un latin lover, posso dire di aver conosciuto il carattere di solo quattro donne in tutto l’arco della mia vita. Anzi, posso dire che, di tutte quattro, la cosa che ho capito meglio è proprio farle incazzare di bestia

la morosa: pugni costanti, battutine su donne formose, poca voglia di fare quello che lei propone. “Amore, oggi facciamo 6 ore di shopping attraversando la lombardia in hovercraft 8 volte per scegliere un paio di stivaletti con il pelo di gnu albino?”. Sbarri un secondo gli occhi ed è finita…

la mamma: ehehe,eheheh. Si parte con un dito nel naso, un rutto a cena, per poi chiamarla per farle sentire il dolce suono di una scoreggia. Dopodichè, presentarsi a casa con la busta paga e due giochi del xbox nuovi di zecca. Per mia madre, il ToSo mi avrà prestato almeno 40-50 giochi e non ne vuole più uno indietro! Credo abbia smesso di crederci 45 giochi buoni fa.

la mia sorellina: pronunciare il suo nome abbinato a quello di qualunque tipo di oggetto / persona / animale la fa imbestialire. Ehehehe, è troppo divertente. Passami il telecomarta, spegni la martivu, spengi la martluce, dove si trova il caricamarterie? Andiamo a martgiare, mi scappa la marda!

la mia capa: basta una parola per scatenare L’INFERNO. Tornado avvolgono la mia scrivania, facendo svolazzare computer a destra e a manca mentre lei urlando impartisce ordini stile un film sulla guerra nel vietnam e insulta amici, parenti, colleghi, genitori e soprattutto divinità! (Fantastico)

    Sì, credo di aver finito anche con la lista di donne che conosco. Di certo :P

    L’importante è crederci

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    Oggi pomeriggio ho fatto un colloquio con il Direttore Galattico di “Balti distrubuzioni”, un’azienda di Lodi che distribuisce nelle edicole di tutto il lodigiano/sud Milano e Oltrepo Pavese, giornali e quotidiani.Il colloqui comincia con 15 minuti di ritardo, tenedo conto che io ero là già da mezzora (terrore di far tardi al colloquio), attendo 45 minuti.

    Capo Galattico: Buongiorno, si sieda (sedia in pelle umana, presumo)

    Malu: Salve

    Capo Galattico: (dopo avermi presentato le mille mila sfaccettature del lavoro) Sei veramente interessato a farti un culo così?(Sputando fuoco dalla bocca e levitando, con tanto di mantello svolazzante)

    Malu: (una nullità, con voce calda e profonda che nascondeva il terrore) Certo! (pausa, dubbio, incertezza: lo sfacelo) Ho sempre desiderato un posto di lavoro come questo!

    Capo Galattico: Davvero?Bhe io non ti posso promettere niente, però tieni conto che sei perito, e mi sembri molto motivato, hai superato il primo livello, la prima scrematura.

    Malu: (Faccia di Bronzo) Davvero? Grazie Sire, Grazie Sua Santità.

    Capo Galattico: Certo, adesso fai parte delle 40 persone che devo valutare.

    Sconforto: questo piglia cani e porci, e tra le 40 persone da valutare io sarò sicuramente il migliore, no? Sì, l’importante è crederci.

    Forse

    A volte mi capita di voler seppellire la gente, seppellirla sotto tonnellate di merda, chissà perchè non lo faccio! A volte lo faccio sbagliando e proprio gratuitamente (che poi non sono proprio errori, primo o poi farai una cazzata per la quale dovrei riempirti di feci fino alle orecchie; come in quel film, che scoprono i delitti prima che accadano!).

    Tante volte però capita che sia la situazione giuste, capita che abbia gli strumenti adeguati (no non parlo di un grosso grasso culo con un intestino pieno di merda, parlo di fatti) e invece cosa succede? Niente. Mi lascio scivolare addosso le cose senza nemmeno farle notare, pare che non esistano nemmeno.

    Pensandoci è meglio così: fingere che certe persone non esistano. Sì, sarebbe proprio uno spreco di feci.

    La voglia di fare un’autopsia è sempre più forte.

    La chiamata misteriosa

    Cazzo sono due giorni che ricevo chiamate misteriose, sarà qualche bambinetto che fa gli scherzi al telefono, però che due coglioni. PD

    Ovviamente nessuna voce, nessun suono, nessun rumore, ma cosa volete che vi dica, semplicemente chi mi fa questi scherzoni morirà entro 12 ore…

    Cambiando discorso, se c’era una cosa che volevo fare veramente, era il corso a Codogno, almeno imparavo veramente a fare qualcosa, invece? Boh, manca il numero, non si sa quando inizia…E vaffanculo allora. L’Unieuro? Beh, io non so perchè ma siamo davvero in cinque o sei che non son stati chiamati per lavorare lì (senza motivo, probabilmente a campione, o forse 75 sta sul cazzo): cazzo loro comunque, il curriculum l’ho mandato lo stesso.

    Tra un mese e tre giorni è il mio compleanno, Gradella!!!!!!!!! Gradella forever!