
Non si può proprio avere tutto dalla vita.

Non si può proprio avere tutto dalla vita.
Arida sabbia e sole cocente.
Odore di spade, e di metallo temprato. Odore di sangue e dolore. Odore di cicatrici ancora fresche.
Un respiro. Profondo. E poi all’attacco.
Mentre si lancia contro il nemico scaglia uno scudo magico poi sviscera una serie di colpi con il suo stiletto pulsante di energia magica. Potenti affondi bersagliano il nemico, che non senza difficoltà evita. Il bersaglio è forte, è imperativo vincere. Altrimenti, non ci sarà domani.
Il nemico serra i denti in una morsa talmente spasmodica che le sue labbra iniziano a sanguinare. Contiene l’ira per farla esplodere nel momento più opportuno, le sue mani fremono. Un secondo di pausa per il mago, deve riprendere il fiato dopo la prima sfuriata di colpi.
E’ il momento. Il berserk alza la sua ascia enorme e con un pesante fendente. Dall’alto verso il basso con una forza che avrebbe potuto squarciare un gigante fino alla punta dei piedi. Il mago, abile anche nell’uso della sua arma come fosse solo parte del suo braccio, si protegge facendo forza con entrambi gli arti per sostenere la forza bruta del nemico.
Con l’arma ancora in parata, un passo avanti, uno a destra e due veloci parole di potere. Un tuono di energia parte dai suoi piedi e il brutale guerriero viene scaraventato ad una decina di metri più in là. Un respiro.
Il guerriero si alza, affanna, è stanco. E’ il momento, e l’ira esplode. Un ruggito bestiale, un profondo boato che squote persino le fronde degli alberi più lontani. Uno stormo di uccelli ad un centinaio di metri verso est prende il volo spaventato.
Stringe la gigantesca scure con entrambe le mani. Grugnisce parole in una lingua sconosciuta e con uno scatto spaventoso si porta d’innanzi al nemico, pronto a colpirlo con un rovescio alla vita, tagliandolo in due.
Ma il mago è pronto e quando il nemico è a portata, esplode dalla mano una lingua di fuoco che lo colpisce in pieno volto. I lunghi capelli del barbaro prendono fuoco e il nemico cade a terra, bestemmiando i suoi dei, urlando dal dolore, chiedendo forza alla natura bestiale che è dentro di lui.
La sua anima lo ascolta e, in pochi secondi, i suoi muscoli si fanno ancora più grossi e il suo corpo si riempie ancora di più peli. La mascella si fa anch’essa più grossa, la schiena si incurva e i canini si allungano. Gli occhi si velano del colore del sangue e il suo sguardo è ricolmo di follia. I capelli brucianti diventano una criniera di fiamme e odio. La bava cola dalla bocca animale, ansima come un cane, grida morte come un eretico.
Le mani si sono trasformate in grosse zampe armate di potenti artigli. Ora che ha questi, l’ascia è davvero un grosso – e inutile – peso.
Due respiri prima dell’affronto finale.
La bestia lo sa, la prossima volta che toccherà terra l’avversario non lo lascerà alzare. Ma lui non teme nè la morte nè la vergogna. Ora come ora, vuole solo dilaniare carni ricolme di segreti arcani. Si rialza e con un balzo piomba nuovamente sul mago, che evita il primo colpo, il secondo, ma riceve un terzo pugno in pieno stomaco. Crolla a terra, il colpo gli avrà rotto un paio di costole, almeno. Il sangue gli blocca il respiro e le parole faticano ad uscire. Le mani tengono il petto violentemente colpito, non riesce a lanciare incantesimi. Evita barcollando un colpo dall’alto, ma un montante dritto al mento e lo sbatte a terra.
A terra. Per un attimo pensa di morire. La sua lama è lontana da lui. Reminescenze del passato iniziano ad affollare la sua mente ma l’alito della bestia a pochi centimetri da lui lo fa ritornare alla realtà. Con il corpo ridotto in quello stato, la bestia non ha difficoltà a prenderlo per il collo ed alzarlo con i piedi un metro da terra. Qualche insulto misto a grugniti ancora incomprensibili, mentre pensa a come uccidere il mago, che non si accorge che le mani del mago recitano, debolmente, qualche potente incantesimo.
Secondi interminabili, l’uomo tiene gli occhi chiusi, la mente serena, la paura lontana. Il gesto è complesso, la formula richiede tempo. In cuor suo, spera che l’animale spenda altri preziosi secondi a pensare a come banchettare con il suo corpo.
Il cielo diventa nero, vortici di nubi si portano alla testa dei due. Per il guerriero è lo spirito della natura venuto a dargli forza. A dargli energie. Per il mago è solo Arte. E’ solo l’ultima pagina del suo libro.
Ancora prima che se ne possa accorgere, il berserk si ritrova penetrato da lame di nubi in ogni centimetro della sua pelle. Emette un urlo di disperazione e poi le gambe gli cedono, scaraventa il mago lontano quasi a volerlo ucciedere, ma non sa che ormai è lui l’unico perdente dell’incontro. Il sangue inizia a schizzargli dal collo, i muscoli rigonfi di forza esplodono e fumano, il viso animale si squarcia.
Più in là, il mago ansima. Tre respiri e poi cade in un sonno pronfondo. E’ finita.
Milano. 2045.
La città è ridotta ad una massa di detriti e rifiuti putridi. Una nebbia densa, scura e surreale avvolge in un abbraccio disperato le mille strade del paese. Del milione e mezzo di abitanti che popolavano la città in superficie, 20 anni fa, ne saranno rimasti forse solo qualche migliaio concentrati nelle periferie, stipati in fabbriche abbadonate trasformate in rifugi di fortuna. Dai tombini disseminati per le strade, a ritmi regolari, fuoriescono gas venefici prodotti dai rudimentali marchignegni delle macchine idustriali “di sotto”. Le vie, in superficie, sono dominate da stupidi mutaforma assetati di sangue e carne, tecnopreti senza più ragione, ricchi ricercatori che speculano sulla vita di chi ormai non ha nient’altro da perdere e criminali cannibali che si ammazzano a vicenda per divertimento… o fame.
La cattedrale di Santa Maria Maggiore è diventata la sede della nuova, decaduta, Chiesa. Quei pochi, pazzi, che abbandonano la triste e tranquilla monotonia delle fogne, di solito lo fanno per cercare misericordia tra le mura della cattedrale. Molti la ricordano come una splendente facciata grigia dai bellissimi rosoni gotici. Chi l’ha vista per davvero, da qualche anno a questa parte, ha scoperto che la chiesa stessa è divenuta cornice di quadri di morte, esecuzioni sommarie e brutali. La Madonna Assunta, punto più alto della cattedrale, guarda con sarcastico orgoglio la città mentre sulla tua testa piovono ancora carni e sangue trappate da corvi mutaforma dai cadaveri impalati in quella che un tempo, forse, era un lancia di luce.
Un paio di gruppi armati pattugliano l’entrata della cattedrale scorrazzando su grosse e rozze moto sgangherate riempiendo l’aria putrida di scarichi. L’aria attorno a loro è irrespirabile, per il puzzo della benzina, per l’odore dei loro corpi, per il sangue secco sui loro vestiti lerci. Che poi, non esiste uomo che non ucciderebbe per una tanica di greggio. E molti si domandano dove prendono la benzina per far funzionare quei mostri. Da qualche finestra in alto, un uomo vestito di bianco guarda divertito quella città che anche lui ha contribuito a distruggere.
Scegli con attenzione la poltrona su cui vuoi sedere.

Stamattina m’è successa una cosa abbastanza strana, stavo dormendo, e all’improvviso parte (nella mia testa) un motivetto che tutti conoscono, qualche giorno fa qualcuno me l’aveva canticchiata, ma mi sembra strano comunque che uno alla mattina si svegli con questa canzone in testa! (Saranno le troppe pippe?).
My name is John Johnson and I come from London
I work in a pub near the station BOOM BOOM
The people I meet when I walk on the street
say me “hello!” and I say “hello!”and they say “what’s your name?”and I say.
My name is John Johnson and I come from London…
Boh, sarà la dieta…
Sabato 18 Agosto. Oggi, praticamente, finisce l’estate per molti. Traffico sulle strade, la gente ritorna dalle ferie, domani una sistemata alla casa rimasta vuota per 1, 2 settimane e lunedì si riparte. Fino all’anno prossimo. Prima festa all’orizzonte: 1 novembre. Per qualche giorno di relax si deve già aspettare Natale.
Son già qua che scimmio per le mie prossime ferie. Che prenderò, sarà l’ultima cosa che faccio prima di dire “Sì, va bene. Sarà per l’anno prossimo”. Fantasticando un po’ penso che mi piacerebbe andare all’estero. Di sicuro in Gran Bretagna, possibilmente al nord. Che ne so: Edinburgo? Oppure, spostarmi un pelo più a sinistra, in Irlanda: Dublino. Ma direi che neanche Londra, per rimanere sul classico, non sarebbe male. Dinero permettendo, logicamente.
Che ne so, farei due settimane, sì. Anzi, forse una sola, mentre cinque giorni li dedicherei ad un fantastico mare. Ma di quelli di lusso, nè. Sardegna? Mmm, sì, da piccolo mi aveva proprio rapito la Sardegna.
Ma se ne parla l’anno prossimo. A gennaio, certo.

E, finalmente, dopo tanto tempo ecco ritornare la famosa rubrica i sogni psichedelici dello Yano.
Questa notte (tra il 18/06 e il 19/06) è stata tremenda: infatti la mia mente mi ha catapultato in una misteriosa guerriglia in un ambientazione pluviale di tutto rispetto. Quello che mi ricordo di un sogno tanto strano sono certamente le dozzine di molotov che scoppiavano e soprattutto la mia continua richiesta di smettere di sparare alle case dove tanto ormai non c’era più nessuno. L’epilogo: una sveglia (questa mattina alle 4:10) tremenda, con un mal di testa infernale.
Ora, dopo aver letto questo, è bene chiedersi quale sorta di cibarie l’enorme foca degli abissi abbia ingurgitato prima di docciarsi e buttarsi, ancora grondante di bagnoschiuma, tra le braccia di Morfeo. Ebbene, signori miei, una fetta (ed è davvero una fetta, proporzioni by mia madre) di pizza non possono essere l’origine di tanta demenza notturna, saranno mica state le 6 ore ininterrotte di Rainbow Six Vegas sul 22” con audio a manetta?
