Programmin’ Hard

E quasi la mia prima settimana da pendolare è finita, beh, non sono ancora abituato ad andare in stazione prendere il treno e SUBIRNE le conseguenze, però dai, mi ci sto avvicinando.

Sì perché per raggiungere il corso specialistico di “Database and Security Administrator” bisogna prendere l’odiato mezzo, un sacco di sbattimenti, però alla fine della fiera mi permette di risparmiare un sacco di soldi.

Ma parliamo del corso, più che le “Cose che si Impareranno” racconterò, “quello che abbiamo fatto fino ad oggi. Possiamo iniziare con un NIENTE? No, perché poi sembra che me la meni.. Beh, possiamo partire dalla prima legge del corso:”Le femmine hanno difficoltà in informatica”, tuttavia questa frase non è sempre veritiera, infatti, nel mio corso, “Difficoltà” risulta eufemistico.

A noi maschietti non va meglio: tre persone ce la fanno (e io sono tra quelle, quindi potete immaginare che gente….) gli altri stanno nel putrido mondo della sfiga. Conoscenze informatiche nulle, a parte i tre sopraccitati.

La settimana sta passando all’insegna del dolce far niente, sto vivendo di rendita, tutte cose che già so, oggi con Java sono riuscito pure a divertirmi..Sì ok, “divertirmi”. L’unica cosa è che è un po’ pesante riuscire a rimanere attivi mentre il prof spiega cos’è la macchina di Turing…ma vabbè, si sopporta.

Vedremo domani e la settimana prossima cosa accadrà

ps: sono due mesi che non fumo.

CapodannoCampione

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Immagine dell’accampamento nomadi, si intravede il Basso a sinistra…

Fatti e cronache del capodanno più riuscito degli ultimi 15 anni (senza nulla togliere agli altri lol).

Figata, nonostante tutto, riusciamo a tirare in ballo qualcosa per salutare l’anno vecchio ed accogliere l’anno nuovo, OK è deciso, il 28 si parte, mattina non troppo presto.

Dopo un viaggio estenuante, costretti all’inseguimento della Ste che andava a 14 all’ora, e dopo un’arrampicata su per i tornanti, passando per Pisogne (io e Basso abbiamo stabilito che è la fusione tra Pisa e Cogne) sì arriva a Montecampione, alla sfavillante altitudine di 1150 m slm. Paese molto grazioso, ma costruito negli anni Ottanta, tutti condomini che si integrano perfettamente nell’ambiente montano (insomma, carini). Dopo una discesa che sarà l’incubo dei restanti 5 giorni, finalmente si arriva a casa della Ste, un grazioso appartamentino situato al primo piano con vista NELLA montagna.

Si scaricano le valige e si scopre un mondo fantastico.

E’ il paese delle meraviglie, non si vede un poliziotto in giro, regna il parcheggio selvaggio e le regole stradali non sono rispettate da nessuno, e nessuno se ne lamenta (Io credo di non aver mai bestemmiato così tanto in vita mia invece), ma soprattutto esistono le navette gratuite che girano per il paese

Navette che imparerai a odiare e che ti faranno rimpiangere di non aver preso la macchina (Persa una navette, giro del paese, spesa, ripersa navetta, scalata in doppia corda per tornare a casa)

Non ho ancora parlato della compagnia? Ecco fatto. Beh, niente da dire, si sapeva che sarebbe stata perfetta, ma non fino a questo punto, niente accoltellamenti, niente di niente, solo il culo della Vale un po’ troppo grosso. Perfino chi conoscevamo meno s’è lasciato andare, ed è ormai temprato ai nostri insulti.

Unica regola della vacanza: i maschi cucinano, le femmine lavano

La notte è il momento più drammatico, la sala diventa un campo nomadi, si apre il divano e la poltrona letto, si mettono le coperte poco salubri (il Basso ha la peste, io che ero vicino a quella coperta ho avuto il colera), e si dorme, o meglio il Malu e Ste dormono, Basso no, io russo troppo, sembro una locomotiva, così mi sveglia a colpi di dita negli occhietti. Le femmine in tre nel lettone in camera dormono sempre, anche se la Sere russa, la Vale non è più un insetto stecco ma una camola.

Si va a letto non prima delle 4 e ci si alza alle 14 e si mangia alle 15 quasi sempre (la proposta “facciamo colazione alla Piazzetta” non decollerà mai).

Il pomeriggio io Vale e la Ste di solito usciamo, andiamo a fare la spesa, e poi si va a Splaza a bere il caffè e a prendere un freddo atroce (c’è l’arrivo di una pista, ci passi davanti e si congela), ogni volta che dico “Splaza” la Vale ride, chissà… asd

Ormai è l’ultimo dell’anno, fervono i preparativi, il Basso e Diniz preparano la cena, io non faccio un cazzo, e le femmine boh, si toccavano forse, non mi ricordo. Si mangia, è pronta la carne(qualche costina sa di cane bagnato…), poco alcol, tanta acqua e va bene così. Cinque, quattro, tre, due, uno, kaboom Buon anno!!

Danzi, Brindisi, Vodka ovunque…eeeeeeeh, femmine che si dimenano scatenate, musica molto alta, ore 1.20. Sgneeeck, sgneeeck. Chi cazzo è che suona? Il Vicino, il vicino che dice, con accento bergamasco/bresciano, di abbassare la musica perché ha un bambino piccolo che dorme…amarezza, ma amen, va bene anche così, e lui si prende per i restanti tre giorni, una scarica di insulti…

I passi salienti sono stati raccontati…Altro per ora non mi viene in mente, ma dato che è stato un capodanno fantastico, chiunque uscirà con noi sarà costretto a sentire e risentire le esilaranti GHEG e i fatti per molto molte molte volte :D

Buon anno a tutti!

Buon compleyanno!

Grazie ragazzi per la graditissima sorpresa, avrei voluto copulare sensibilmente con ogni uomo ma purtroppo data la mia scarsa resistenza sessuale non sarei riuscito a superare il primo step: la gamba del tavolo. E allora ho deciso di dichiarare la mia omosessualità con l’unico uomo in grado di comprendere e amare il mio stato: il Crasti (o Krusty?).

L’unico dubbio che mi rimane in testa è: chi è quella scema che sta in mezzo ai quattro culi nel bigliettino d’auguri? (bigliettino pieno di sorprese tra l’altro, grazie Malu per le spiegazioni post lancio). Strabello il portachiavi personalizzato (207 putenteee!) e il libercolo che mi ha donato nuova forza per conquistare il mondo uccidendo coccodrilli.

Ah, l’Italia intera sembra avermi fatto una sorpresa per il compleanno: trasportatori diretti a Milano hanno deciso di bloccare da lunedì a mercoledì le strade in segno di rispetto verso il loro Dio (che sarei appunto io) per poi riprendere giovedì, venerdì, sabato e domenica. Per fare in modo che il giorno speciale non sia solo uno, ma fino a venerdì prossimo. Al lavoro sarà lunga, davvero lunga, senza un giorno di pausa.

(E tutto questo per un cazzo, dato che l’ennesima presa per il culo è stata attuta)

Ah, Vale! (che oggi compie – conti matematici spropositati – 20 pesantissimi anni) sto ancora aspettando il Mr. Cake inviatomi! LO VOGLIO!

Grazie Amore per volermi bene e grazie dello splendido portafogli! A me serve, ma mi sa che più che un regalo questo è un contratto! Hai imposto troppe condizioni! Però hai distrutto i miei programmi per la serata in maniera superlativa! Ti adoro.

Playlist Vol #2

Dopo la prima playlist (proposta 6 mesi fa), tiro fuori qualche altra canzoncina, sicuramente un po’ più rockeggianti delle precedenti, ma discretamente sconosciute al popolo over teen age.

  • Home (Three Days Grace)
  • Schrei (Tokio Hotel)
  • The Quiet Things That No One Ever Know (Brand New)
  • Spread Your Wings (Blind Guardian)
  • From The Heart (Hoobastank)
  • Choloform Perfume (From Autumn to Ashes)

Oh beh dai, ci sono anche i Blind Guardian…

Post tirato fuori dal cilindro, datato 8 novembre 2007. La creatività non ha limiti, qua su CentralDogma.

Un racconto tanto per…

Qualche tempo fa io e diverse altre persone eravamo a casa del Malu a cena.

Era una sera d’estate, l’aria calda mista all’odore del fumo di sigaretta che proveniva dal balcone, accarezzava i nostri visi appiccicosi. Il ricordo di quella sera è forse un po’ annebbiato lo so, non me ne vogliano i fans, ma aver passato il pomeriggio a macchinare con una torta già fatta della Cameo (se la memoria non mi tradisce era una torta con lo yogurt e crema di limone) e aver assaggiato la pasta più disgustosa del mondo ha ridotto a brandelli la mia capacità di immagazzinare di informazioni.

Sta di fatto che, quella sera, l’amato Corte decise che era ora, per l’ennesiva volta (giustamente direi), di dimostrare al sicuramente meno amato Ciocca tutto il suo affetto, proponendogli un incontro diretto tra le sue gambe e lo sterno dello sfortunato (Ciocca), che in quel momento sonnecchiava felice, contemplando il suo ego, sul divano del Malu.

Adesso è difficile descrivere la scena usando solo le parole senza mimare la situazione. Provate per un secondo, voi che conoscete i due soggetti, a pensare al Corte che, con una dolcezza degna di un lottatore rumeno di sumo alla visione di una vacca da monta, si lancia – descrivendo un arco nel cielo – contro il ventre di Ciocca. E pensate alla felicità del nostro bieco amico, in volo, nel guardare il viso angosciato e ancora un po’ dormiente della povera vittima. Un secondo di pausa, noi come spettatori.

Lo schiantò fu simile al rumore che produce uno zoccolo di legno Talbot che si scontra contro un vetro, esplodendo in mille pezzi. L’urlo che ne segui, amici miei, me lo ricordo ancora come fosse la suoneria che tutte le mattine alle quattro mi allieta la giornata.

Il Corte, conscio di aver certo esagerato, esultava, proponendoci la sua nuova vittoria contro l’eterno e tumefatto rivale. Ma purtroppo, quella volta, forse l’aitante giovane aveva davvero esagerato.
Ciocca, dolorante, si contorceva sul divano lamentando dolori per tutto il petto e respirando a fatica. Dopo qualche minuto (oppure qualche ora?), le lamentele non accennavano a diminuire e io, che di psicomedicina ne so davvero, gli proposi di pensare ad un altro noto nostro amico (di dubbia popolarità) completamente nudo, vestito solo con un costume da pollo. Le sue risate gli provocarono ancora più dolore tant’è che pensammo che qualche costola si fosse davvero spaccata.

Mentre ridevamo, felici dell’impresa del Corte, chiamammo l’ambulanza che, svelta, si precipitò ad assistere il povero paziente. Al suo arrivo, Ciocca esclamò “no niente, sto bene, grazie”.

Lo picchiammo davvero molto quella notte.

Come le dame

Perchè non la smettiamo di comportarci come le dame del Settecento? Perchè si continua ad avere comportamenti forzati, finti, affettati? Bisogna prendere in considerazione i fatti, e i fatti portano, o dovrebbero portare, ad una piena presa di coscienza!

Invece no, perchè c’è sempre qualcuno che si sente autorizzato a metterci il becco.

Buona Domenica a tutti