Hans Zimmer (ovvero la musica figa)

Non so se qualcuno di voi, come me, ha l’irrefrenabile bisogno di ascoltare musica “strumentale” di tanto in tanto. Escludendo la musica d’orchestra, veramente out di questi tempi (anche se decisamente non strumentali esistono chicche come questa) e tutto il filone ambient, in grado solo di farci venire voglia di andare a pisciare, da diverso tempo mi sto prendendo bene con un tale di nome Hans Zimmer.

Lo sconosciuto, che poi tanto sconosciuto non è, è un’artista di fama mondiale compositore di praticamente tutte le colonne sonore dei film che avete visto nell’ultimo ventennio. A lui vanno attribuite le colonne sonore che seguono le vicende dei Pirati dei Caraibi (troppo epiche), il Cavaliere Oscuro, Kung fu Panda, L’ultimo Samurai, Injection, il Codice da Vinci e potrei andare avanti così per un bel po’.

A lui è anche da attribuire forse anche una delle musiche più belle che siano mai state scritte in tutte l’universo conosciuto.

Enjoy.

Deus Ex Human Revolution

Ok, mi sono già ammazzato di questo gioco. E’ un capolavoro, bellissimo, unico nel suo genere e divertente come non mai. Per questo, e per molte altre cose che vi dirò, ho deciso di parlarne su CentralDogma, quindi dategli una letta.

Dov’eravamo rimasti?

Human Revolution è ambientato nel 2027, circa 30 anni prima rispetto al capostipite (Deus Ex, uscito nel 2001) quando la tecnologia dedicata al potenziamento dell’uomo è ancora agli albori. Noi saremo chiamati a vestire i panni di un – figherrimo – Adam Jelsen, capo della sicurezza di un’industria (la Sarif Industries) affermata nella ricerca e sviluppo di questa tecnologia biomeccanica. Quando la sede della Sarif viene attaccata da un branco di terroristi “puristi” e il culo del povero Adam viene fatto letteralmente a fettine, inizia la nostra – incredibile – avventura.

Ok e adesso?

Sono davvero tante le cose che mi hanno colpito di questo titolo. Senza dubbio, comunque, l’aspetto che più mi ha intigrato e divertito è sicuramente la molteplicità di metodi che si possono utilizzare per conseguire gli obiettivi. Chiariamoci, Deus Ex – per chi non lo sapesse – non è uno sparatutto qualunque, dato che elementi stealth e rpg lo fanno da padrone. Potrete affrontare i nemici face to face crivellandoli di colpi oppure cercare via alternative, hackerare cancelli di sicurezze e torrette, sgattaiolare nelle condutture dell’aria (ottime anche per nascondere i cadaveri dei nemici massacrati poco prima) e comparire alle spalle dello sfigato di turno per tramortirlo con le vostre braccia super potenziate.

Questa cosa, devo dirlo, mi ha lasciato davvero a bocca aperta. Anche se amo l’approccio diretto (tanti cadaveri con tante munizioni), sgattaiolare in giro per le varie zone e cercare vie alternative è molto soddisfacente e premierà anche in termini di gioco, dato che acquisterete notevole esperienza.

Come voglio io

L’esperienza sì, perchè come ho già detto Deus Ex è fondamentalmente un rpg. Saremo noi, infatti a costruire il nostro personaggio spendendo dei punti (praxis) per l’acquisto o il miglioramento di capacità. Dai potenziamenti neurali che migliorano le nostre capacità sociali e le nostre abilità hacker, i potenziamenti oculari che ci permettono di vedere i nemici oltre i muri e rendono la minimappa dettagliata e vasta, i potenziamenti agli arti che ci danno l’opportunità di alzare grossi pesi, di portare più attacchi letali in minor tempo alla corsa più veloce, al movimento silenzioso, alla caduta senza danni, al miglioramento della mira e così via.

Acquistare tutte le abilità sembra impossibile, quindi le scelte che effettueremo nel corso della partita influenzeranno pesantemente il nostro stile di gioco.

Cyberpunk

Il gioco è ambientato a Detroit, una Detroit cyberpunk che se tiri un respiro profondo senti in testa Blade Runner. Una Detroit acida, fatta di neon, di sporco, di strade e teppisti, di insegne luminose gialle e verdi, di carta che svolazza sulle strade. Gli interni sono un mix di rinascimentale e futurista, poltrone barocche e porte in metallo, cornici a ghirigori e armi laser. Un mix sapientissimo che rende Deus Ex spettacolare, cupo e triste, ma vero come non mai. I giornali (su schermi ottici) , gli ebook e i palmari, le mail nei computer danno a tutto questo quella sorta di tridimensionalità che rende il tutto reale e tangibile. Le storie dei vari personaggi che incontreremo si accavallano in maniera spettacolare alla nostra missione principale, rendendo la risoluzione delle missioni secondarie un obbligo “per scoprire il perchè” più che per ottenere le comunque meritate ricompense.

Ma allora è figo

Si è tutto figo e anche di più, se devo essere sincero. Ci sono poche cose che non mi sono piaciute, a dire il vero. La localizzazione in italiano non mi sembra malvagia (per quanto ne posso sapere), ma la sincronia con le labbra è indecente per un gioco del genere, davvero. L’altra nota negativa è la presenza di un contenuto aggiuntivo solo per l’edizione speciale. Ci stanno le cose in game in più (di un’arma in più chissene), ma spacciarmi un DLC all’uscita del gioco quando la versione normale costa € 60 e passa rode.

 

Mercenary Pierre

volume 1Da quando mi sono appassionato al genere supereroistico, faccio molta fatica a digerire il classico fumetto manga senza un vero e proprio motivo.

Ammetto che, ogni tanto, un salto in fumetteria me lo faccio e continuo quelle saghe (praticamente solo Psyren) che faccio un po’ per simpatia e un po’ perchè, alla fine, la storia mi ha preso.

Questa mattina, nel marasma di manga dedicati ad incredibili maggiordomi dai poteri spaziali (perchè chi ama i manga ama la varietà) ho trovato sto Mercenary Pierre, ovviamente al suo debutto. Il fumetto si presenta ottimamente: sovracopertina e prima pagine patinate a colori… cosa che di solito mi fa innamorare ciecamente di qualunque titolo.

Mi basta comunque una veloce sfogliata alle pagine per impressionarmi della bellezza dei disegni realizzati con tratto nervoso, carico e mai caotico, ma è la presenza di Jeanne d’Arc a far scattare il colpo di fulmine.

Mercenary Pierre è ambientato nella Francia della Guerra dei Cent’Anni e narra le vicende di “Pierre il Ribelle”, capitano di ventura e figlio illegittimo di Armand de la Flute, nobile conosciuto e onorato in tutto il Paese. Pierre è un mercenario come tutti, si guadagna il pane combattendo per denaro e saccheggiando villaggi, ma quando il suo gruppo si imbatte per puro caso in Jeanne d’Arc – la Pulzella – la sua vita e quella dei suoi compari verranno lentamente travolte dalla forza e dal carisma della donna.

La storia si compone in 4 volumi da € 5,90 (sito dell’editore qui).



 

Minecraft wedding planer?

Da buon fan di Minecraft non potevo pubblicizzare l’evento Love is in the Air: dato che il buon Notch, papà del gioco, si sposa, hanno ben pensato di pubblicizzare il gioco regalando un gift code a chiunque acquistasse il gioco in questo weekend. Insomma, non male per chi volesse provare il gioco magari con qualcuno a fargli compagnia.

Non ho mai speso troppe parole riguardo a MC nonostante sia diventato il mio gioco droga da ormai 3-4 mesi a questa parte: abbiamo creato un piccolo server dove poter giocare in compagnia (alcune info al riguardo le potete trovare sulla pagina dedicata del blog cliccando su un link a caso in alto) e non ci dispiacerebbe se qualcuno si unisse alla causa della devastazione totale delle mie case mai terminate sulla mappa.

Inoltre, questo potrebbe essere un ottimo momento per acquistare il gioco in quanto l’attesissimo Adventure Update è ormai in dirittura di arrivo (anche se una data precisa non si conosce davvero, si vociferà che sia entro la fine di agosto) e aggiungerà un sacco di carne al fuoco ad un gioco che ne sa davvero, nonostante i piccoli difetti tipici da indie game che lo accompagnano fin dalla nascita. Si parla di tutta una serie di novità che daranno un nuovo sapere all’esplorazione del mondo, l’aggiunta di nuove creature e antiche rovine che nascondono antichi tesori che aspettano solo le nostre pastrocchiose e cioccolatose manine da minatori impazziti.

La comunità che sta dietro al gioco è semplicemente enorme e siti, blog e forum al riguardo si sprecano davvero. Anche se in Italia l’impressione che mi sono fatto come al solito e di piccole e poche realtà malamente gestite, non è comunque difficile trovare informazioni in lingua nostrana. I modder che regalano al gioco nuovi contenuti e strabilianti possibilità sono centinaia (vale la pena anche solo guardare il nuovissimo Aether mod, un mod colossale singleplayer) che speriamo venga introdotto in un futuro anche nel gioco originale o per lo meno portato su multiplayer.

Vi lascio con un buon teaser sul gioco e qualche link interessante a chi avesse deciso di comperarsi il gioco e volesse iniziare a girarsi un po’ in questo fantabubboloso mondo.

Carcassonne!

Carcassonne è un gioco da tavolo uscito nel lontano 2000, talmente divertente e conosciuto che mi sono quasi schifato ad averlo notato solo ora, dopo anni e anni di esperimenti ludici. Se si esclude Bang! (che detiene in assoluto il primo posto, nella nostra cerchia di amici) Carcassonne è di sicuro il gioco più giocato e rigiocato volentieri, semplice da spiegare e – per qualche strano motivo – non assimilibabile al nerd.



Comunque, partiamo dall’inizio: che cos’è Carcassonne? Un semplice gioco da tavolo in cui ogni giocatore, durante il suo turno, è chiamato a pescare una tessera tra le centinaia disponibili e posizionarla su un tabellone che mano a mano andrà a costruirsi (delineando così città, campagne ed altri elementi del paesaggio).

Dopo aver posizionato la tessera, il giocatore di turno può decidere di posare su una porzione di quel determinato pezzo (sulla campagna, sulla città o sulla strada) un seguace per richiamare la proprietà di quel territorio. I territori collegati tra di loro renderanno poi ai giocatori proprietari dei punti che andranno determinare chi, alla fine della partita, sarà il vincitore.

Carcassonne è un gioco molto affascinante per tantissimi motivi: non prevede eliminazione, permette molte strategie di gioco ma non tralascia la componente fortuna. Inoltre, le decine di espansioni che sono uscite (non necessarie per godere del gioco in se) rendono il gioco molto modulabile ed adatto a diverse tipologie di giocatori. Nonostante lo scopo finale sia sempre quello di accumulare più punti degli avversari richiamando i giusti territori, sia i giocatori più collaborativi che quelli più “fastidiosi” troveranno modo di sfoggiare le loro tattiche.

Alcune espansioni, come La Principessa e il Drago e La Torre aggiungono elementi che favoriscono tattiche di gioco che disturbano le tattiche degli altri giocatori, rendendo le partite più tese (il livello di frustrazione quando manca una tessera per completare una città da 20-30 punti e il drago ad un passo dal segarci il seguace è altissimo), mentre l’espansione di Commercianti e Costruttori favorisce il gioco collaborativo regalando punti per la chiusura di città anche non reclamate (attraverso un interessante sistema di merci per cui chi, alla fine della partita, ha ottenuto più quantità di una determinata merce chiudendo città, guadagna ulteriori punti). L’espansione il Granaio, d’altra parte, rivisita completamente le strategie adottate per il possesso delle campagne, dando spessore ed interesse alle campagne bistrattate che, inevitabilmente, si creano durante la partita.

Forse mi sono lasciato prendere da qualche tecnicismo che sicuramente non interesserà a nessuno, ma Carcassonne è un gioco talmente immediato, divertente e allo stesso tempo complesso che anche le discussioni su strategie e tattiche si sprecano. La semplicità delle sue poche regole (che comunque non lo rendono assolutamente banale ma anzi più snello e comprensibile) lo rendono un gioco adatto a tutti, ma che saprà regalare anche a chi richiede quel qualcosa in più, momenti di grande soddisfazione e divertimento.

La scatola base, distribuita in Italia da Giochi Uniti, contiene 72 tessere e il necessario per partite fino a 5 giocatori per circa 30 euro di spesa. Le espansioni (Wikipedia vince) vanno dai 12 ai 18 euro e aggiungono altre tessere e sistemi di gioco, liberamente utilizzabili. Da notare che con le prime tre espansioni viene aggiunto il materiale per un sesto giocatore.

 

One Moment In Time

Usciva ieri il terzo (e finale) numero dedicato all’ultima saga pubblicata del mio ragnetto preferito: “Un momento nel tempo”. Tre episodi di ricordi della vita di un Peter Parker troppo diverso da quello che ha dipinto il cinema, tre episodi carichi di emozioni e flashback che avevo già letto, ma che mi hanno lasciato a bocca aperta ancora una volta. Tre numeri e un solo, esclusivo, dialogo tra Peter e MJ. Veloce, carico di ricordi e niente più. E non ditemi che i comics sono solo botte tra improbabili eroi in calzamaglia che snocciolano concetti da bambocci.

Ora Peter Parker è libero, senza il peso di una cinghia che gli ha attanagliato il cuore per troppo tempo ormai. E’ un momento che tutti abbiamo vissuto in modi davvero troppo simili a quello raccontato in questa breve e splendida saga.

Mi sono perdutamente innamorato di Peter, Mary Jane e tutto quell’universo cazzuto che Stan Lee e soci hanno creato.

 

Mortal Kombat (a nastro)

Il fatto di trovarmi, a distanza di 3 mesi dalla data di pubblicazione, a provare a recensire Mortal Kombat 9 non mi rende certo un blogger sul pezzo. Come se non bastasse, la mia totale avversione (data più che altro dall’incapacità congenita di non saper premere due tasti nello stesso momento) per i picchiaduro rende ogni tentativo di scrivere qualcosa di relativamente obiettivo un salto nel vuoto totale. Infine, ho dei tragici ricordi di Mortal Kombat. Tipo che da piccolo non c’ho dormito la notte.

Con queste premesse, vi starete già chiedendo se il gioco l’ho comprato o solamente visto sullo schermo del Gamestop di turno. L’ho comprato già, e lo sto divorando con una velocità degna del più grande nerd – segaiolo degli ultimi tempi.

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Tetra Caccia!

Si conclude con il numero 588 la bellissima saga de “La sfida” che ha visto il nostro simpatico Ragno alle prese con nemici vecchi e nuovi: Rhino, Mysterio, Lizard e tanti altri. Ogni sfida era pura poesia di inchiostri e discussioni, una ventina di numeri che farebbero appassionare  all’Uomo Ragno anche chi i supereroi non digerisce. Ma tutto questo ha solo fatto da preludio alla sfida finale: Kraven il cacciatore è tornato.

Quattro numeri dedicati completamente alla sfida contro il grande cacciatore e la sua famiglia, decisa a riportare in auge il nome dei Kravinoff. Al fianco del ragnetto i suoi fratelli di “tela”: Kaine (?), Madame Web, la Donna Ragno e Arachne. Un finale con il botto vestito di nero che rivela quanto adulto possa essere un passatempo per bambini. Davvero splendido.

Non oso immaginare cosa mi aspetti nella prossima saga: Un momento nel tempo (chi ha detto Mary Jane?). Potrebbe essere un buon momento per iniziare a leggere Spidey?

 

Tra 300 metri, girare a sinistra

Divertente vedere come le persone cambiano atteggiamento.

Il PdL che fino a ieri portava avanti una politica fatta di spallate e arroganza, ora bela come un agnellino.

La Lega reclama lo scettro dell’ignoranza e dello sfruttamento ancora una volta, sembra voler non migliorare mai.

I paesanotti continuano invece la loro personale campagna elettorale insultando e affibiando nomignoli degni degli anni ’70.

Che la destra e la sinistra lo sappiano: Il berlusconismo non è finito. Oltre a sperare alla morte (esplosiva) dei vecchi che guardano il TG4 idolatrando Emilio Fede e dei milanisti che credono in Silvio perchè presidente della loro squadra del Quore, bisogna credere e sapere fare di meglio.

Che questa sinistra di Pisapia dimostri che il rosso non è solo centro sociale e che – forse – il rosso non esiste più.

Che questa sinistra di De Magistris dimostri che Napoli può essere una grande città.