Qualche tempo fa avevo parlato di Mortal Kombat 9 sottolineando la mia totale incapacità (nel giocare ai videogiochi, come direbbe qualcuno) nei picchiaduro. Mai fanatico di qualche gioco, acquistato nel pleistocene solo Dead or Alive 4 per fare quasi un favore alla sorella (che neanche ci ha troppo giocato), mi domandavo se quel MK9 sarebbe stato un acquisto interessante o sarebbe finito nella “scatola dei videogiochi” ad accumulare polvere. Ottomila mesi dopo (tre giorni fa per la precisione), dopo l’ennesima partita tra Scorpion, Subzero e soci, ho deciso di comperare Soul Calibur 5. E si cambia dai.

Adesso, piccolo aneddotino che mi capitò durante l’acquisto del suddetto gioco presso il punto vendita GameStop di Vignate (MI): noto stupito che il vg costa la bellezza di € 69,90 quasi come un pieno della mia 207, comunque mi decido per l’acquisto, prendo su la confezione vuota e vado alla cassa a pagare e ritirare quanto dovuto. Domanda di rito del ragazzo alla cassa “con solo €3,50 puoi proteggere il gioco…” “no grazie”. “In questo modo neanche eventuali danni alla console provocati dal cd saranno rimborsati“. Se era un viral spot dedicato a SC5, mi inchino.
Comunque, nubbanza a parte, mi dirigo felice felice verso casina con il nuovo picchiaduro tanto agognato. Lo installo e inizio a giocare. Ammetto candidamente (questa parola mi piace davvero un sacco) che la prima cosa che ho pensato è “cos’è sta merda, sembra un gioco per nintendoDS in giapponese, il menu di MK9 è decisamente più fico”. Mi giro un po’ nelle pochissime modalità disponibili (dopo ne faccio un elenco) e decido per un arcade facile, giusto per capire velocemente i tasti e farmi pestare così a babbo morto. Il roster dei personaggi non è male, non ho mai giocato a SC4 quindi per me sono tutti uguali, tutti belli a dire la verità eccezione fatta per quel Maxi con il ciuffo da Elvis. Vabbè, opto per personaggio a caso e mi gioco l’arcade.
Insomma, dalle 3 del pomeriggio di giovedì, alle 23 di sera ho deciso di staccare la boss300 perché ero stanco che quella mattina mi ero svegliato alle 5. Cosa devo dire? Soul Calibur 5 è un bel gioco e in compagnia si farà amare, parola di lupetto.
Lo scontro con MK9, per il sottoscritto, è inevitabile. I duelli di Soul Calibur 5 sono veloci e ad occhio sembra che il button smashing non sia sta stato brutalizzato come il suo contendente diretto (tanto per dirla tutta, in MK se provi a ruzzolare sul pad il personaggio probabilmente darà come tutta risposta “pugnetto”). Il che non è un male, non tutti sono degli esimi nullafacenti come noi che passano ore a giocare all’allenamento in due per vedere chi fa cosa. In qualsiasi caso, le tonnellate di mosse possibili di attacco, contrattacco e parata, lo rendono un gioco che se ci giochi, diventi bravo.
qUINDI, COSA C’è DA FARE?
Allora, vediamo un po’. Fatemi fare mente locale. La modalità offline si compone di un arcade (6 incontri diretti contro personaggi del gioco), un quick match dove è possibile sfidare un milione di lottatori creati con l’editor di difficoltà sempre diversa, una modalità storia che finisci in 3 ore se sei nabbo, versus e allenamento. Fatta la dovuta eccezione del versus e terminata la storia, il quick match rimane l’unica variante interessante per fare pratica da soli (oltre a youporn, sia chiaro). Finendo la modalità storia, oltre a qualche personaggio si sblocca anche la modalità “anime leggendarie” in cui bisogna prendere a botte personaggi dei vecchi SC (ho letto) che fanno parecchio male.
La modalità online invece sembra più corposa, anche se io non ci ho davvero giocato. Partita classificata al solito, partita veloce e Colosseo. In questa modalità si possono riunire in stanze adibite fino a 50 giocatori per simpatiche chattate e botte in allegria. Dalla regia mi dicono che l’online è il punto di forza di questo titolo (oltre al gameplay è… ma io di questo non parlo). Quindi ben per noi.

cosa non mi piace
Non mi piace che dei sei personaggi sbloccabili tre sono mimic. Non mi piace che non c’è un minimo tutorial che ti spieghi come funziona il gioco, come funzionano cose come “parata perfetta”, “contromossa” e simili. Facile per chi mastica questi giochi, difficili per me. Avrei apprezzato un microtutorial alla MK9 o una modalità “ti insegno ad usare un personaggio” come Marvel Vs Capcom. Non mi piace che non c’è una modalità collateralle alle botte.
cosa mi piace
I personaggi sono tutti belli. Carismatici, simpatici da usare, tante belle e colorate mosse all’arma bianca. Il gioco si fa amare, gli scontri durano poco, tesissimi e velocissimi. Puoi sconfiggere il nemico buttandolo giù dal ring e questo vuol dire “ciuccia”. C’è l’editor dei personaggi e questo è ultra figo. Più giochi più oggetti da usare nell’editor si sbloccano e questo è un buon motivo per andare avanti. La grafica è bella, gli scenari un po’ meno, ma si fanno voler bene comunque. Il resto, ve lo racconto tra qualche mese. E c’è Ezio Auditore.


Il cadavere e il sofà è uno di quei fumetti che, quando leggi solo di botte da orbi e supereroi in calzetta fluorescente, ci rimani male di non aver mai letto nulla di simile prima.



