Non tutto l'oro luccica.
Parlando di… Gdr (Dungeons & Dragons)
E’ difficile cercare di spendere due parole riguardo a Dungeons & Dragons, soprattutto quando si tratta della quarta edizione. Sono state consumati forse centinaia di topic riguardanti l’ultimo popo di casa Wizards, tanto diverso quanto accattivante. Quello che è sempre risultato difficile, per D&D4 è stato il confrontarsi con il mastodontico predecessore, fiero di 9 anni di vita (e una riedizione, la 3.5) con al suo attivo forse centinaia tra manuali, accessori, supplementi e avventure (una lista sufficientemente lunga da farvi capire di cosa parlo).
E la quarta edizione, che in 2009 ricco di alternative new age (delle volte pseudo divertenti) e ricco di giocatori annoiati che cercano un gioco diverso dal classico, ha provato – forse un po’ timidamente – ad entrare nelle case degli appassionati di GdR. Ce l’ha fatta?
Io sinceramente questo non lo so, non dispongo di dati o conoscenze che mi permettano un’analisi della domanda (ma a giudicare dalle pubblicazioni che stanno uscendo, sembra stia riscuotendo un buonissimo successo), però posso dire che questa edizione al sottoscritto è piaciuta, e davvero tanto.
Sarà l’impostazione estremamente gamista (che, secondo molti giocatori, ricorda molto World of Warcraft, ma sarei curioso di conoscere le analogie), serie di regole spiccatamente dedicate al combattimento tattico che prevedono una grande sinergia del gruppo per la vittoria di una battaglia che mi entusiasma, sarà l’impostazione dei manuali di facile lettura (davvero, davvero, davvero spartani) e ottimamente organizzati, sarà forse che finalmente sono riuscito a costruire un gruppo con cui giocare divertendosi.
Uno degli obiettivi più interessanti (e difficili) della Quarta era quello di iniziare nuove leve al gioco di ruolo. Anche qui critiche sparate a zero dovunque: “ma dov’è che d&d4 dovrebbe permettere l’ingresso dei nuovi giocatori?” magari detto da un tizio che giocava alla scatola rossa e blu che, forse forse, si è stufato dell’ambientazione fantasy piuttosto che dei meccanismi di D&D. E con noi c’è riuscita, ad appassionarci ad un gioco (il GdR, piuttosto che D&D) a cui qualcuno di noi non avrebbe dato una lira.
Io credo che un gioco di ruolo sia quanto D&D riesce ad esprimere nel migliore dei modi. Per carità, non che non esistano altri GdR ugualmente (e forse più) belli e divertenti (quanto mi piacerebbe provare Exalted), anche la “fascia narrativista” sarebbe interessante da provare (Cani nella Vigna e Non Cedere al Sonno in primis), ma qua si sta parlando di D&D.
Regole per creare il personaggio, regole per gestire i mostri, regole per combattere i mostri con i personaggi.
Qualcuno dirà che forse è meglio giocare ad un gioco da tavolo, ma alla fine, un gioco di ruolo da tavolo che cos’è? Un gioco da tavolo dove si interpreta un personaggio, dove si parla e si pensa come farebbe lui. E questo D&D non impedisce certo di farlo.
Scendi nel dungeon. Sgomina i cattivi e salva la principessa. Trova il tesoro e condisci il tutto con un po’ di skill challenge.
Una formula tanto banale (qualcuno ha detto Munchkin?) ma tanto funzionale. Se il mio gruppo volesse impersonare preti armati di fucili che vanno a fare il culo agli infedeli probabilmente proporrei loro Cani nella Vigna, ma i miei giocatori vogliono massacrare goblin, orchi, demoni e giganti. E quindi Dungeons & Dragons sembra calzare a pennello.
Non sono un fanboy sfegatato di casa Wizards (anche se sono sinceramente contento che si sia stabilito almeno un colosso nel settore Nerd Entertainment), ma approvo anche le sue strategie di vendite. Sono ben contento che D&D sia un gioco di “manuali collezionabili”, ben felice di scegliere quali, tra i tanti prodotti proposti, può fornirmi aiuto e soddisfazione nel comperarlo. E poi, nonostante tutto, per quanto riguarda la situazione Italia, la 25edition si difende bene proponendo manuali ottimamente tradotti. E se qualcuno ha da ridire qualcosa, che provi a spendere €7 per comperarsi il Pdf di Rolemaster sul sito di RedGlove e poi ditemi quanto fa vergogna.
Un ultimo elogio credo se lo meriti anche il servizio D&D Insider, altro spillasoldi proposto da Wizards per la 4° edizione. Pagando un canone mensile (che varia dai 6 ai 4 euro al mese a seconda dell’arco di tempo acquistato) si può accedere ad un sacco di contenuti per D&D tra cui un database online (completo di tutte le ultime uscite riguardanti praticamente ogni cosa come mostri, abilità, talenti, oggetti, poteri…
, un editor per la creazione dei personaggi (disponibile, ahimè, solo per Windows) e una miriade di articoli dedicati ai DM e ai giocatori. Oltre ai manuali, quindi possiamo trovare quindi ogni mese dungeons nuovi, consigli sulla gestione del gioco, nuove creature ma anche articoli dedicati alla gestione dei personaggi, preview (rigorosamente giocabili) di classi e razze che compariranno sui futuri manuali e tanto altro ancora. Certo, il canone mensile fa storcere il naso, ma dopo aver provato il servizio, devo dire di essere stato piacevolmente stupito e poi, per un gruppo di gioco, è davvero una spesa irrisoria.
Pollice in alto quindi per D&D4, che mi sta (e spero non solo a me) permettendo di vivere avventure fantastiche.

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| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Yano il 6 dicembre 2009 alle 11:55, ed è archiviato come Dungeons & Dragons. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |

