Gradirei accoppiarmi con un nerd.
Chaos Marauders
E’ ancora della Fantasy Flight Games l’ultimo giochillo comperato (a Lucca) dal sottoscritto: Chaos Marauders. Fantasy Flight Games autrice, tra l’altro, del bellissimo World of Warcraft: the Boardgame, di cui ne ho parlato proprio su queste pagine.
Chaos Marauders è un gioco di carte che prende ispirazione proprio dalla tribù del Chaos (mi corregga qualche esperto se ho appena scritto qualche castroneria) del gioco di miniature di Warhammer Fantasy. In Chaos Marauders ogni giocatore impersonerà letteralmente una tribù di orchi il cui scopo è quello di sottomettere gli altri e dimostrare a tutti quanto spakka.
Il funzionamento del gioco non è affatto complesso: durante il suo turno, il giocatore attivo continua a pescare carte dal mazzo centrale e posizionarle in modo da completare tre schieramenti (uno schieramento completo è composto, in ordine da sinistra a destra: un alfiere, un massimo di 10 carte tra macchine da guerra, truppe e tesori e un musico). Il turno passa al giocatore successivo quando il giocatore pesca e risolve una carta verde (che propongono effetti particolari e sconvolgenti durante la partita) oppure quando pesca e posiziona una carta che ha già in uno dei suoi schieramenti. Una volta che uno schieramento è completo, un giocatore può decidere di attaccare (una sola volta) con quello schieramento uno schieramento nemico, sperando di spazzare via le truppe nemiche e portarsi in casa qualche succoso bottino. Quando un giocatore termina tutti i suoi schieramenti, indipendentemente da quanto essi siano grandi, la partita termina e si procede al conteggio dei punti (che a prima vista sembra complesso ma in realtà è abbastanza sbrigativo). Ovviamente, vince chi ottiene più punti alla fine della partita.
Il gioco è più tecnico di quanto possa sembrare inizialmente: sebbene una sfacciata dose di fortuna aiuti in quei momenti delicati (ma del resto, in quale gioco non aiuta la fortuna?), il piazzamento delle carte nei propri schieramenti gioca un ruolo importante durante la partita: schieramenti grandi sono difficili da completare, ma danno tanti punti. Schieramenti piccoli danno pochi punti, ma sono sicuramente meglio di schieramenti incompleti. C’è da dire che l’impossibilità di pianificare le proprie mosse (in quanto il gioco non prevede che ogni giocatore abbia una “mano di carte”, ma che peschi e sfrutti le carte che ha a disposizione continuamente) rende ogni partita abbastanza chaotica e imprevedibile.
Che dire, non male, è?
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| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Yano il 2 novembre 2009 alle 17:46, ed è archiviato come Ludoteca. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |

