Racconti #1

user_23_alma_lee_western_cowboy_hat-11Elizabeth è una potente donna di Road Falls. Nata da una famiglia ricca, suo padre era un Cane, sua madre una brava donna di casa. Viene educata secondo i principi della Fede così che è proprio il Sovrintendente Joseph a sceglierla come Cane da guardia. Entra nel corpo a 18 anni e passa 3 anni insieme a due altri Cani per i Rami a portare la Parola del Re della Vita. Poi lascia tutto, si ritira e mette su famiglia.

Il suo uomo, Tanner, grazie alle ricchezze di Elizabeth riesce ad aprire un’attività commerciale piuttosto redditizia, ma che in realtà non è altro che una copertura per il contrabbando di tabacco con l’Est. Intanto, dalla relazione i due hanno quattro figli: Patience, Janett, Hezekiah e Newton, che Elizabeth cresce sempre secondo la Fede.

Il tempo passa fino a quando Elizabeth non scopre della seconda vita del marito che, negli anni è riuscito a coinvolgere nelle attività illecite anche i suoi due figli maschi: Hezekiah e Newton. All’inizio decide di nascondere il suo dolore e continuare la sua vita normalmente sperando di trovare una soluzione a questo problema, ma lentamente il dolore la corrode fino a farle perdere completamente il senno.

Jebedia è un Cane giovane, al suo primo incarico riceve la posta da portare a Road Falls. Il suo cappotto nero è sfavillante, non ha ancora un buco di proiettile, una macchia di sangue ed è illibato come il ragazzo, fiero di essere un Cane. Appena entra in città un ragazzo si butta ai piedi di Jebedia, implorando il suo aiuto.

“Cosa succede ragazzo?” chiedi mentre ti pieghi per aiutarlo a rialzarsi. Avrai forse 3 anni in più del ragazzo a terra.
“Mia madre è impazzita! Vuole ucciderci tutti!” grida piangendo. E’ Hezekiah.
“Portami da lei, le farò tornare la ragione” concludi, risoluto e ancora pieno di, false, speranze.

Il ragazzo accompagna il Cane di corsa alla sua abitazione. Ci sono diverse persone in strada riparate dietro a mezzi di fortuna: chi si nasconde dietro un barile, chi al lato di una casa, chi semplicemente sta accucciato a guardare. All’arrivo del Cane e alla vista del cappotto un certo sollievo compare sui visi della gente.

“Cosa succede? Chiedi
“Sorella Elizabeth è impazzita, vuole ammazzare la sua famiglia” risponde il primo che capita
“Ha ucciso Janett con un colpo in testa!” risponde un secondo puntando con il dito la mano inzaccherata di sangue che si intravede dietro l’ingresso della casa, spalancato.

Poi, con un fucile di grosso calibro, esce Elizabeth. Indossa un cappotto da Cane. Il cuore ti sussulta.

“Che succede Sorella?” gli domandi “come ti chiami?”
“Elizabeth”
ti risponde “ma non è affar tuo, Cane”
“Tutti gli affari sono affari miei”
rispondi.

Lei ti punta il fucile in pieno volto. Noti che ha la mano ferma e, probabilmente, una mira ineccepibile.

“Molla quel fucile e dimmi cos’è successo! Io ti posso aiutare.” il cuore ti batte all’impazzata, le mani ti sudano e non vuoi estrarre la pistola per paura di una sua, inutile, ritorsione.
“Quel bastardo mi ha rovinato! Ha rovinato la mia famiglia! La mia vita! Ora deve pagare…” mentre pronuncia queste parole alcune lacrime gli scendono dal viso e, per un attimo, abbandona la posizione. Poi si gira e rientra in casa pronta a terminare il suo mattatoio di vendetta.

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