Lo sbirulino è la classica zecca d’ufficio, il collega che nessuno vorrebbe avere ma che tutti hanno, il collega che regala anche alle giornate più nere un motivo per essere ricordate (magari in un lontano futuro, quando con in mano un bicchiere di brandy racconterò ai miei figli del mio precariato).
Lo sbirulino è un tipo dai quaranta ai cinquanta, il classico padre di famiglia, come tutti i padri di famiglia desideroso di andarsene in pensione, abbastanza vicino per poterla bramare e abbastanza lontano per non poterla neanche nominare davanti ai matusa dell’ufficio. Contrariamente a tutti i “tipi di mezza età” che affollano i luoghi di lavoro, lo sbirulino si discosta dagli altri per alcune caratteristiche che lo rendono assolutamente divertente:
- è lento come la fame: gli anni di lavoro alle spalle lo hanno reso consapevole che la velocità del suo operato non influenza positivamente o negativamente la sua busta paga. Anzi, dato il suo discreto curriculum e la posizione nell’organigramma, probabilmente la sua busta è già abbastanza gonfia, del resto non gli importa nulla. La sua lentezza gli porta però dei soprannomi poco originali quanto veritieri: “fulmine”, “flash”, “macchina da guerra”.
- è il preferito da mammà: data la sua qualità saliente (la velocità), lo sbirulino è il preferito da mammà. E’ inconcludente, è lento e il suo lavoro non produce ad un cazzo, anzi spesso mina il lavoro degli altri. Per questo è bellissimo insultarlo. E dato che lui ha capito che avere una dignità non cambia certo il peso della sua busta paga, subisce e se ne fotte. Per qualcuno è un esempio di stoicità senza pari, per altri è un coglione verme.
- la sua produttività è 0: ogni azienda cerca di creare grafici e schemi che riassumono le produttività dei dipendenti a seconda delle varie ore della giornata. E’ innegabile dire che un dipendente produce al massimo per non più di 2-3 ore al giorno, la mattina prevalentemente. Il resto della giornata è un lento e inesorabile declino verso il fancazzismo. Lo sbirulino no, è sempre produttivo al massimo, al suo massimo, ovvero non fa un cazzo.
- le sue battute fanno cagare: lo sbirulino crede di essere divertente e questo lo rende assolutamnete noioso, insignificante e fa di lui la prima probabile vittima della furia assassina di un collega incazzato. Tornato da pranzo, lo sbirulino parte a raccontare cose che non fottono a nessuno, barzellette che fanno ridere solo Moira Orfei e aneddoti insignificanti.
- ligio all’orario: lo sbirulino è ligio all’orario, perchè ha capito che questo determina la sua busta paga. Sbirulino inizia alle 8:29 e alle 5.25 si lava le mani. Quando scattano le 5.30 il terminale del badge, matematicamente, emette un “bip”, il “bip” dello sbirulino che torna a casa. Cascasse il mondo.
Chi di voi ha lo sbirulino di fiducia?

Oddio, è lui, è identico, mi sembra di averlo davanti ai miei occhi.
(ce l’ho)
Con una sola differenza: nel mio caso ha un’età mentale compresa tra i nove e i tredici anni. Venti all’anagrafe.
Aggiungerei un’altra caratteristica saliente, l’inerzia lo spinge ad innamorarsi della prima persona che (inspiegabilmente) dimostra di provare un minimo interesse per lui e che (altrettanto inspiegabilmente) finisce per innamorarsi in eguale misura.
Per ovvi motivi sono costretto a non fare nomi, anche se confido nel fatto che non capiterà mai in questo angolo della rete.
Si accettano scommesse, chi indovina il nome vince un tost liscio, un’aranciata ghiacciata e un muffin al cioccolato.
Oddio, io lo so il nome, ma come faccio a dirlo?
Ieri mentre leggevo il post pensavo a lui (e dire che non ci ho mai lavorato assieme).
Ascolta musica imbarazzante?
Spesso e sovente tiene la bocca aperta?
Ping Pong?
Parla un finto terronico?
asdasdasd
Ho troppo vinto!