Dopo qualche tempo ritorniamo a scrivere su CentralDogma di videogiochi e, in particolare, di Dragon Quest IX per Nintendo DS, appena uscito nella nostra cara lingua italiana.
Mentre tutto l’universo si diletta con Starcraft 2 (e la sua splendida confezione ultraslurp piena di gadget interessanti), questo splendido gioiellino per NDS esce in tutta tranquillità in Italia (dove, comunque, la serie DQ non raccoglie proseliti come altri capisaldi del genere jrpg tipo Final Fantasy). Per chi non lo sapesse, Dragon Quest è più un “marchio” che una vera e propria serie: ogni episodio infatti non è collegato a nessun altro anche se, parzialmente, molte delle meccaniche di gioco (come lo stile di combattimento) rimangono pressochè inalterate. Contrariamente a quanto accade nella serie Final Fantasy, dove ogni titolo cerca di stravolgere e riscrivere i concetti di gioco (presentandoci di fatto un gioco nuovo ogni volta sotto tutti i punti di vista), Dragon Quest cerca sempre di rimanere il più fedele possibile ai suoi parenti mantenendo inalterate quelle “qualità” che l’hanno contraddistinto nel corso della sua storia.
in DQ9 saremo chiamati a interpretare un Celestiale, niente meno che un vero angelo novizio al servizio del Misericordioso il cui scopo è salvaguardare il bene della popolazione che vive nel Protettorato (che in sostanza è il mondo degli esseri umani). Appena dopo la sua promozione a Celestiale a tutti gli effetti, un grande terremoto colpisce il quartier generale degli angeli e vi ritroverete nel Protettorato, senza i vostri connotati angelici (aureola e ali d’angelo) ma con il potere di vedere fantasmi e menare cazzotti da orbi, oltre che al desiderio di spandere bene in tutte le sue forme (no, non è un gioco pornografico).
La squadra che vi accompagnerà durante l’avventura (formata, compreso il personaggio principale, da quattro elementi) potrà essere formata dopo un paio di gioco e, come per il personaggio principale, sarete liberi di scegliere alcuni tratti fisici dei vostri avventurieri (capelli, occhi, altezza e colori vari) tramite un semplice ma simpatico sistema di creazione. Oltre all’aspetto fisico dei membri del vostro team, potrete scegliere però anche le loro vocazioni (che andranno a determinare le loro abilità e tecniche di combattimento) tra le sei base: guerriero, mago, prete, ladro, monaco e Clown. Il personaggio principale parte come Clown (che in sostanza è una classe che non eccelle in nulla ma se la cava discretamente in ogni ambito) ma, durante il gioco, vi verrà offerta la possibilità di cambiare vocazione a piacimento tra i vostri eroi.
Ogni vocazione è formata da cinque abilità tra (se non mi sbaglio) 24 possibili: abilità nell’uso delle armi come spada, ascia, martello, ventaglio, frusta, bacchetta, scudi ma anche abilità specifiche per ogni classe come Fede (per il chierico), Cupidigia (per il ladro) e così via. Cambiando classe, il vostro personaggio tornerà alle statistiche del 1° livello ma manterrà tutti i punti abilità appresi in una specifica abilità condivisa tra la vecchia e la nuova classe. Se per esempio, giocando il clown abbiamo deciso di alzare il nostro valore di “Spade”, scegliendo come vocazione il “Guerriero” perderemo tutti gli incantesimi da Clown appresi, ma potremo contare comunque sul nostro punteggio nell’abilità Spade. Come ogni Dragon Quest, il level farming è importantissimo anche in questo capitolo e sarà parte integrante delle vostre sessioni di gioco.

Altre aggiunte carine consistono nell’alchimia e nelle missioni. Girovagando per il mondo (e leggendo ossessivamente ogni libro che vi capiti a tiro) scoprirete delle ricette con cui potrete realizzare ogni tipo di oggetto (armi ed equipaggiamento, oggetti di uso comune e così via). L’alchimia non è necessaria ai fini del completamento del gioco, ma la ricerca di ricette e la creazione di oggetti e intrugli dal potere devastante è divertente e potrà aiutarvi molto. Le missioni, invece, vi verranno affidate dai personaggi in giro per il mondo che vi chiederanno di recuperare oggetti, fargli tornare il buonumore o altre cose particolari e divertenti. Le missioni, oltre ad ampliare il mondo e raccontarci quello che succede nella vita quotidiana dei personaggi del mondo, ci regalano denaro, oggetti importanti e l’accesso a nuove ed interessanti vocazioni.
Ultima, ma non meno importante, è la possibilità di giocare fino a quattro giocatori in wireless. Purtroppo il gioco non supporta la Nintendo WI-FI se non per la possibilità di scaricare nuove missioni, mappe del tesoro e oggetti (comunque possibilità non indifferente), ma la possibilità di aprire il proprio mondo agli amici per una simpatica sessione di Dragon Quest amplia ancora la buonissima longevità di un titolo che già di per sè dovrebbe durare intorno alla quarantina di ore escludendo tutto ciò che non è la story line principale.
La grafica in cell shading, simpatica ma d’impatto (personalmente, lo trovo uno dei titoli in 3d più belli per il nintendo DS), contribuisce a rendere ancora più entusiasmante l’avventura anche se il tratto di Akira Toriyama (mente di Dragon Ball e Dr. Slump & Arale) e storico character designer della serie DQ, personalmente da un po’ quella sensazione fotocopia ma, comunque, non infastidisce ed è sicuramente apprezzabile.
Sicuramente un titolo da provare, vedrete che non ne resterete delusi.
